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Molfetta, Facilitazione degli apprendimenti e garanzia del diritto allo studio alla Scardigno
02 giugno 2010

MOLFETTA - Pubblichiamo il comunicato stampa del 5°Circolo Scardigno di Molfetta.
Interessante e significativa la tavola rotonda sul tema "Facilitazione degli apprendimenti a garanzia del diritto allo studio" organizzata dal 5° Circolo "Scardigno", a conclusione del progetto POR "Diritti a Scuola", il 29 maggio alle ore 18.30 nella "Sala Finocchiaro" della Fabbrica San Domenico di Molfetta.
Vi hanno partecipato la Dirigente scolastica prof.ssa Nicoletta Paparella, il tutor del progetto dott. Luigi Palombella, lo psicologo-psicoterapeuta dott. Michele Ciccolella, la pedagogista dott.ssa Fara Carnicella e l'avv. Anna Capurso, presidente del Consiglio di Circolo, che ha fatto da moderatrice.
L'intervento della Dirigente scolastica ha messo in luce quanto, oggigiorno, la scuola debba adattarsi ad una società in continua evoluzione e trasformazione per garantire un'offerta formativa qualificata e il diritto allo studio che ad ogni bambino deve essere riconosciuto. Il docente non è solo trasmettitore di saperi ma diventa facilitatore per elaborare strategie che agevolino l'integrazione nella comunità sociale. La Ds ha illustrato, quindi, il progetto nelle sue finalità, nelle scelte di fondo, negli aspetti organizzativi, nelle scelte didattiche, nei risultati attesi.
Le docenti POR, Fabiola Paparella e Antonella Angione, hanno esposto le loro esperienze dirette sul campo - "abbiamo potuto sollecitare i bambini creando un clima di complicità nel quale potessero esprimere con più facilità i loro dubbi"- e hanno illustrato le metodologie, i lavori di gruppo svolti, i laboratori manipolativi e creativi…
La docente Antonella ha evidenziato la metodologia utilizzata in matematica con particolare riferimento al metodo analogico intuitivo di Bortolato, avviato in via sperimentale nelle classi prime: la "linea del 20" e i software specifici hanno permesso di avvicinare i bambini ai concetti logici in modo giocoso. Entrambe, a nome di tutte le altre colleghe, hanno ringraziato la Ds, per l'opportunità di lavoro che è stata offerta loro, e le docenti curricolari, con le quali hanno interagito per quasi tutto l'anno, e hanno espresso una valutazione positiva sia sui risultati ottenuti sia sui processi.
Il tutor di progetto, dott. Luigi Palombella, ha ricordato come, secondo i documenti europei di Lisbona, occorre oggi creare conoscenze per eliminare forme preoccupanti di esclusione sociale, per non rimanere ai margini della vita della comunità. -"Dobbiamo lavorare per creare competenze, cioè un mix di saperi, abilità sociali e capacità di iniziative utili ad affrontare i rischi, che si traducono quindi nel sapere, saper fare e saper essere"- ha affermato.
La regione Puglia, in primis, ha voluto avviare un percorso nuovo di gestione delle risorse economiche mirato a realizzare interventi complementari a quelli scolastici; ciò ha suscitato l'attenzione anche di altre regioni italiane e ha creato interesse anche nel mondo accademico, infatti l'Università di Bari si sta interessando degli aspetti sociali. Sono 280 le scuole che hanno chiesto ed ottenuto i finanziamenti, con una spesa complessiva di circa 20 milioni ed un coinvolgimento di circa 20 mila alunni. La funzione dei tutor è stata quella di fornire sostegno alle iniziative pedagogiche e didattiche delle scuole, svolgere azioni di osservazione e monitoraggio, curare i vari aspetti del progetto, dall'integrazione delle docenti all'organizzazione, dalla didattica alla valutazione. Complessivamente, nella provincia di Bari, è stata messa in luce una pluralità di esperienze educative notevole a dimostrazione della capacità innovativa che ha sempre dimostrato la Scuola Primaria.
Il dott. Ciccolella ha parlato del disagio infantile, delle forme in cui si manifesta, delle possibili cause, e di quanto sia importante che l'azione educativa svolta dalla famiglia, e dalla scuola, sia rendere il proprio figlio il più autonomo possibile e aiutarlo a costruire l'autostima. Il disagio non aiuta l'autostima e limita il "locus of control", cioè la capacità di non subire gli eventi della propria vita ma di esserne protagonista attivo. Esso si sviluppa nella qualità del rapporto con le figure genitoriali che rimangono assolutamente fondamentali nell'azione educativa e non devono delegare ad altri la loro funzione, né rinunciarvi. Il bambino disorientato è quel bambino i cui genitori comunicano insicurezza, oppure proiettano nel proprio figlio le proprie aspettative. A volte, un disfunzionale rapporto di coppia si traduce in un disagio infantile che può manifestarsi in vari modi, insuccesso scolastico, iperattività, mancanza di concentrazione e talvolta, nei casi patologici, depressione infantile.
Non sempre esiste un vero disagio, dobbiamo ricorrere alla teoria delle intelligenze multiple di Gardner per comprendere che è possibile sviluppare alcune di esse in modo più evidente. Il disagio è tale quando risponde a determinati parametri di continuità, intensità e quando non è legato a particolari situazioni familiari momentanee. Il disagio di apprendimento trova origine molto spesso nel disagio emotivo, il coinvolgimento emozionale è l'autentico motore interno dell'apprendimento.
La costruzione dell'autostima è legata ai riconoscimenti e gratificazioni e questi sono legati ai risultati, anche minimi; la frustrazione, cioè la sensazione emotiva del mancato risultato, non va evitata con atteggiamenti di protezione ad oltranza ma aiutando i bambini a trasformare le frustrazioni in opportunità di crescita e di sperimentazione delle proprie capacità.
La dott.ssa Fara Carnicella ha rilevato che i bambini non utilizzano canali verbali per esprimere il disagio ma canali comportamentali, spesso le difficoltà cognitive del bambino esprimono una difficoltà di tipo emotivo e purtroppo, negli ambienti formativi, l'educazione all'affettività viene talvolta ignorata. Il bullismo è sempre un sintomo di disagio, non solo nelle cosiddette "vittime" ma anche nel ragazzo/a che si comporta da "bullo" e rende evidente l'importanza della funzione genitoriale nella costruzione delle modalità di reazione ad eventi frustranti.
La dott.ssa Carnicella ha esposto, inoltre, i dati rilevati attraverso i sondaggi e i questionari nei vari progetti svolti nelle scuole a proposito del bullismo dai quali si rileva che l'esclusione dal gruppo dei pari è un forte motivo di disagio psicologico, come l'insoddisfazione derivante dal non sentirsi ascoltati, anche dai genitori.
È fondamentale, quindi, da parte di tutte le agenzie educative, avviare e sostenere programmi e iniziative di alfabetizzazione emotiva perché, a causa dell'esposizione a modelli educativi non sempre positivi, oggi "crescere" è diventato più difficile di ieri.
L'unica nota stonata in una serata coinvolgente e stimolante è stata, purtroppo, la scarsa partecipazione dei genitori, ai quali i contributi e l'innegabile competenza degli esperti avrebbero sicuramente dato fondati motivi di riflessione. "
 

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Argomento molto "tosto" questo, in discussione e affrontato da esperti in questione. Fa riflettere la scarsa partecipazione dei genitori. - "Oggi rimane solo la scuola italiana a credere e a misurare, quindi a promuovere e a bocciare, in base al modello dell'intelligenza convergente. E con il sapere assoluto e chiuso a ogni informazione che non provenga dall'IDEA che l'intelligenza convergente del professore s'è fatta della flessibilità dell'intelligenza degli studenti, si scoraggiano spunti ideativi, si mortificano varianti creative che, opportunamente coltivate, sono le uniche ad assicurare il progresso del sapere. Spesso i genitori e gli studenti tentano di spiegare queste cose alle orecchie chiuse dei professori sempre preoccupati di non far trasparire l'eccessiva genericità del loro sapere, ma il dialogo non funziona, come tutti i genitori italiani sperimentano in quelle patetiche ore di ricevimento dove il voto che misura l'intelligenza non è ricavato dall'esame della FORMA MENTIS dello studente, ma dalla sua capacità di adattarsi alla FORMA MENTIS del professore. Chi non riesce ripete l'anno. Nei suoi molteplici studi sull'argomento, Howard Gardner mostra che non c'è un'intelligenza generica, quella su cui di solito si applica la misurazione della scuola, ma forme così diverse fra loro che non è possibile unificarle e misurarle in modo uniforme. Ogni forma di intelligenza, infatti, è percorsa dal GENIO, che non è una prerogativa solo di Leonardo da Vinci, ma tutte le menti che sempre sono inclinate in una certa direzione, a partire dalla quale scaturisce per ognuno la sua particolare ed esclusiva visione del mondo. (I miti del nostro tempo -U.Galimberti)

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