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Molfetta, consegna degli attestati del corso di formazione di assistente domiciliare all'infanzia
18 luglio 2011

MOLFETTA - "I bambini costruiscono la loro intelligenza. Gli adulti devono fornire loro le attività ed il contesto e soprattutto devono essere in grado di ascoltare". Con questa massima di Loris Malaguzzi, grande pedagogista emiliano degli anni Quaranta, medaglia d'oro alla memoria "al merito della scuola, della cultura e dell'arte", conferita dal Presidente Ciampi nel 2001, è stata aperta la cerimonia di consegna degli attestati del corso di formazione di assistente domiciliare all'infanzia, concluso da 11 giovani ragazze aspiranti baby sitter a domicilio, nei locali del nuovo asilo "Robinson Kinder House" di Molfetta, che svolge attività di ludoteca, baby parking e feste di compleanno, aperto nel giugno scorso in un grande locale nella zona di via Ruvo.
L'occasione è stata propizia anche per benedire la struttura, che attualmente, nei suoi 500 metri quadrati tra interni ed esterni, accoglie 27 bambini, di cui si occupano quattro ragazze assunte a progetto. Compito affidato a don Michele Stragapede, amministratore della Parrocchia Sacra Famiglia, nel cui territorio ricade la nuova realtà ludico-ricreativa, realizzata nell'ambito del progetto della cooperativa sociale onlus "Formasia", presieduta da Giuseppe Mazzola, che da due anni si occupa di formazione ed assistenza integrata.
Alla preghiera erano presenti, tra gli altri, l'assessore regionale alle infrastrutture strategiche e mobilità Guglielmo Minervini, che ha fornito il patrocinio gratuito quando nel 2009 ricopriva la carica di assessore alla Trasparenza e cittadinanza attiva della Regione Puglia, il dottor Ottavio Balducci, pediatra molto conosciuto e stimato, la professoressa Silvia Anna Balducci, insegnante di scuola primaria (ex elementare), oltre a personale di supporto della struttura, parenti ed amici.
Un momento di raccoglimento intimo e di alto valore morale, illuminato dalla parole di don Michele sull'importanza della spiritualità, che non è sinonimo di sacralità, e della capacità di porsi all'ascolto dei più piccoli, perché "non si vede bene che con il cuore, l'essenziale è invisibile agli occhi", citando così una celebre frase, tra le più belle, tratte dal best-seller "Il piccolo Principe", racconto poetico di educazione sentimentale, scritto dall'aviatore francese Antoine de Saint-Exupéry, tradotto in centoquindici lingue e stampato anche in caratteri arabi e cirillici. E per farlo, occorre porsi all'ascolto di Dio, nostro Padre, importante radice della vita, come lo sono i nostri genitori, guida fondamentale per la nostra crescita umana e spirituale, insieme agli educatori. Al termine della benedizione della struttura e dei presenti, raccolti intorno al sacerdote in un grande semicerchio, è iniziata la presentazione del corso, illustrato con l'aiuto di slide, proiettate su un teleschermo dalla professoressa Balducci, che ha aperto la cerimonia. Ed è proprio al pensiero di Loris Malaguzzi, che si sono ispirati gli organizzatori del corso di assistente domiciliare all'infanzia, poiché l'apprendimento è sicuramente un processo auto-costruttivo visto che, secondo Malaguzzi, ciò che i bambini apprendono è in gran parte opera dei bambini stessi, delle loro attività e delle risorse di cui sono dotati.
Ed in questo contesto, la scuola è paragonata ad un cantiere, un laboratorio permanente dove l'obiettivo è quello di far stare bene i bambini, le loro famiglie e gli insegnanti, perché la cosa più importante è produrre buone condizioni di apprendimento. L'insegnante ha posto l'accento sul senso estetico cui il pedagogista poneva attenzione, perché con l'introduzione dell'atelier nella scuola, le mani dei bambini potevano fare, pasticciare, arrivando così a conversare con la mente.  Movimentista della pedagogia, Malaguzzi privilegiava: l'attenzione primaria al bambino e non alla materia da insegnare, la trasversalità culturale e non il sapere diviso in modo settoriale, il progetto e non la programmazione, il processo e non il solo prodotto finale, l'osservazione e la documentazione dei processi individuali e di gruppo, il confronto e la discussione come alcune delle strategie vincenti della formazione, e l'autoformazione degli insegnanti.
E' sempre con "I cento linguaggi dei bambini", una splendida poesia di Malaguzzi, che la professoressa Balducci ha concluso il suo intervento, leggendola integralmente "Gli dicono: - che il gioco e il lavoro - la realtà e la fantasia - la scienza e l'immaginazione - il cielo e la terra - la ragione e il sogno - sono cose - che non stanno insieme. - Gli dicono insomma - che il cento non c'è -. Il bambino dice: - invece il cento c'è".
Ma cosa serve per essere un buon educatore? "Innanzitutto far star bene il bambino, la bambina che portiamo dentro, spiega l'insegnante, "con interventi accorti, delicati, poco eclatanti, e lasciando al bambino il tempo e lo spazio per esprimersi liberamente". Nel suo intervento, il dottor Balducci, unito all'insegnante evidentemente non solo dal legame di sangue (sono fratelli), ma anche dal comune amore per i bambini, ha ringraziato un po' tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di questo corso, autofinanziato dalla Formasia con il patrocinio morale della Regione: "Innanzitutto ringrazio Guglielmo Minervini, che ha creduto in noi, a priori, prima ancora di veder realizzato il prodotto finale, i soci della Formasia, in particolare Anna Gadaleta, il dottor Elio Massarelli, responsabile dell'Ufficio Igiene Pubblica dell'Asl di Molfetta, che ci ha guidato nel processo di realizzazione della struttura, ma anche fustigato perché il Kinder House fosse perfettamente a misura di bambino", richiamando così la rigidissima normativa che disciplina con regole ferree la sicurezza dei luoghi adibiti alla cura e all'educazione dei più piccoli, come gli asili.
Ed ispirati a questi princìpi, le undici ragazze che hanno seguito il corso di assistente domiciliare all'infanzia, hanno frequentato per 120 ore, lezioni teorico- pratiche ed animato laboratori, nell'ambito di un articolato programma che ha incluso persino il "Pediatric Basic Life Support", ossia le tecniche di intervento per salvare la vita anche di neonati, spesso vittime di ingestione accidentale di corpi estranei, causa principale di morte improvvisa nel neonato e nel lattante. Tecniche di primo soccorso che anche i genitori dovrebbero saper effettuare in quegli istanti successivi all'incidente, che si rivelano fondamentali prima del ricorso alle cure del pronto soccorso, e che potrebbero rivelarsi decisivi per strappare alla morte il proprio figlio.
"Sono stato letteralmente contagiato da questa idea - ha rivelato Guglielmo Minervini - e mi rendo conto che fare educazione è una cosa complicata, questa è davvero una bella sfida, una bella rogna che vi state prendendo, ha detto, rivolgendosi agli organizzatori. Io vi sono accanto, consideratemi un compagno di strada in questa scommessa audace e ambiziosa. Sul fronte occupazione, la Regione è impegnata in un articolato lavoro di bandi che si stanno formando. Non possiamo fare albi di una professione come l'assistente domiciliare all'infanzia, ma elenchi di soggetti qualificati che, in tal modo, possono dare tranquillità alle persone che a loro affidano i loro figli". Insomma, secondo l'assessore Minervini bisogna recuperare lo spirito d'intrapresa, cambiare atteggiamento, smettere di piangersi addosso e darsi da fare, perché solo così si potranno scoprire risorse nuove, inesplorate, in un mercato del lavoro sempre così flessibile ed incerto".
Il corso ha impegnato un corpo docenti composto, oltre che da Ottavio e Silvia Anna Balducci, in qualità di pediatra il primo e di insegnante la seconda, dalla musicista Annalisa Andriani, dall'ostetrica Fabrizia Camporeale, dalla fisioterapista Francesca Cantatore, dalla pedagogista Lucia Samarelli e dalla psicologa Maria Rosa Squeo, con la collaborazione della segretaria Maria Luisa Mergola.
Superando un multitest di nove domande multiple a risposta singola, si sono diplomate assistenti domiciliari all'infanzia: Maria Tiziana Andriola, Pina Ardito, Sonia Milillo, Annamaria De Palma, Isabella Petruzzella, Marta De Pinto, Sofia Clelia Fantini, Maria Rosaria Viliani, Emma Valeria Bertrandino, Maria Cagnetta e Maria Antonia Bisceglia.
Tutto è pronto. A settembre si parte con l'asilo nido, e dunque nuove figure professionali faranno ingresso nella struttura (laureate in Scienze della formazione primaria, Scienze dell'Educazione e simili, come stabilisce la normativa, mentre le diplomate al liceo Socio-psico-pedagogico, l'ex Magistrale, potranno occuparsi nelle ore pomeridiane della ludoteca) e con le attività didattiche, nell'ambito di una offerta formativa che andrà ad integrare l'aspetto ludico-ricreativo del Robinson Kinder House. "Quindici" ne riferirà nel prossimo numero di settembre. 

Autore: Giulia La Volpe
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