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Molfetta chiude il girone d'andata in zona play-out
15 dicembre 2007

Il campionato di Eccellenza si appresta al giro di boa e il destino del “Molfetta calcio” è già compromesso, con il rischio fondato che la salvezza passerà dalla lotteria del play-out, in cui saranno coinvolte le squadre che si piazzeranno dal 14° al 17° posto, e che defi niranno le altre due squadre che scenderanno di categoria. Le aspettative di un torneo tranquillo con qualche soddisfazione, sono rimaste in piedi fi no all'ottava giornata, quando il Molfetta vantava 11 punti e 9° posto, in virtù di due vittorie (Leonessa e Corato), una sconfi tta (Casarano), 5 pareggi (Locorotondo, Copertino, Noci, Bisceglie e Francavilla), 11 reti fatte e la miglior difesa con sole 3 reti subite. Una marcia sorprendente considerati la qualità degli avversari e le condizioni iniziali: organico giovane e rinnovate, una squadra da inventare e scoprire. Certo il gioco era modesto: difesa bloccata a 4, centrocampisti attenti a non dare profondità agli avversari, punte pronte a colpire in contropiede. L'approccio era però quello giusto: grinta, determinazione, costante e massima concentrazione. Insomma, gli attributi tipici di chi deve badare al sodo, consapevole dei propri limiti, soprattutto nella fase dell'impostazione e dell'incisività negli ultimi trenta metri. Accanto a ciò un clima favorevole per una serie di novità. La ricomposizione al vertice della società della triade Spezzacatena-De Nicolò- Picca, che non escludeva l'arrivo di qualche giocatore per innalzare il tasso qualitativo dell'organico, e poi il ritorno allo stadio degli striscioni pubblicitari, che in un certo senso esprimevano un rinnovato interesse della città verso il calcio, che non si vedeva dai tempi della C2. Invece, proprio quando il calendario presentava una serie di gare contro squadre più modeste di quelle incontrate in precedenza, la ruota ha cominciato a girare al contrario. Un incidente di percorso, sconfi tta ad Ostuni, dette il là ad una valanga che ha travolto tutto e tutti. Gli ultrà che si facevano contagiare dalla sindrome “Matarrese” e come a Bari, contestavano a loro modo il vicepresidente De Nicolò, il quale rispondeva con le dimissioni per poi revocarle dopo una settimana. Nel frattempo, dopo Stramaglia, lasciava la squadra Lobascio e dopo qualche settimana lo imitava Capuano. Ad appesantire la situazione alcune assenze, per infortuni e squalifi che dei giocatori più rappresentativi, qualche errore del tecnico, per fi nire ai mancati rinforzi promessi dalla società. Con il morale sotto i tacchi, senza punti di riferimento, la squadra accusò il colpo, smarrì la tranquillità necessaria per s'affrontare le avversità e soprattutto quelle caratteristiche di squadra solida e solidale. Inevitabilmente emersero i limiti strutturali e tecnici, accentuati da una disarmante fragilità psicologica. Si spiegano così, dopo quella di Ostuni, le sconfi tte meritate contro Maglie, Mesagne, Nardò, Lucera, Cerignola e Real Altamura, per un totale di 17 reti subite e solo due realizzate. La striscia negativa è stata interrotta nell'ultima gara interna dell'andata, con il pareggio a reti bianche contro il Liberty Bari. Un punto prezioso non tanto per la classifi ca, ma soprattutto per il morale dei giocatori che, è giusto rimarcarlo, sul piano dell'impegno non si sono mai tirati indietro. Anche se la gara con il Liberty è stata modesta sul piano del gioco, i biancorossi hanno ritrovato lo spirito grintoso delle prime gara e ce l'hanno messa tutta per trovare la vittoria, al punto che alla fi ne hanno lasciato il campo tra gli applausi dei tifosi. Insomma, un punto salutato come un'iniezione di fi ducia, un buon auspicio per tentare di invertire una tendenza negativa. Il tecnico Di Giovanni, nonostante le avversità è stato sempre vicino ai giocatori e ha cercato di mantenere saldo lo spogliatoio e non ha perso la fi ducia: “Io e la squadra non molleremo, continueremo a batterci fi no all'ultimo respiro per sollevare una situazione negativa. Sicuramente anch'io avrò commesso degli errori, ma sul piano dell'impegno e della dedizione nessuno ci può dire nulla. La situazione è dura, ma nulla è compromesso, il nostro obiettivo era e resta la salvezza, c'è tutto il girone di ritorno da giocare e può succedere di tutto, anche che la buona sorte cominci a girare dalla nostra parte. Ho chiesto alla società un attaccante e mi auguro che arrivi quanto prima”. Chiuso il girone d'andata in zona play-out, il 13° posto per ora sembra un miraggio, più che un obiettivo. Dipenderà soprattutto se la società porterà a Molfetta qualche rinforzo, almeno un paio tra cui un attaccante affi dabile, anche se si rischia di vestire gli eventuali nuovi arrivi con i panni di salvatori della patria. Bisogna però essere realisti e guardare agli eventuali play-out senza drammi, anche perché se il Molfetta si trova a metà campionato in fondo alla classifi ca, signifi ca che i play-out sono la dimensione di una rosa fatta di giocatori gregari e comprimari, che in una squadra più strutturata avrebbero fatto la loro parte. Insomma, anche le nozze più modeste non si possono fare con i fi chi secchi. Mentre in coda i giochi sembrano fatti con il Leonessa con un piede già in Promozione, Molfetta, Maglie, Mesagne, Cerignola in discesa verso i play-out, per le prime posizioni l'andata ha espresso delle indicazioni ancora provvisorie. Nella prima parte del torneo hanno dettato legge le outsider Copertino, Corato, Lucera e Locorotondo, tra le big solo il Bisceglie ha rispettato i pronostici, mentre le favorite Casarano, Francavilla e Nardò a tratti hanno espresso le proprie potenzialità. Di fallimenti invece si può parlare del Liberty Bari e Noci, due squadre costruite per un torneo importante e che navigano in anonime posizioni in classifi ca. Il Molfetta chiuderà l'andata a Massafra (16/12), poi ospiterà il Locorotondo (23/12), dopo le feste, si recherà a Copertino (06/01) per ricevere poi il Noci (13/01).
Autore: Francesco Del Rosso
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