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Minacce di morte al vice presidente della Federazione Antiracket, De Scisciolo E' una indiretta conferma dei timori sull'esistenza del racket a Molfetta
21 aprile 2009

MOLFETTA - Una conferma dei timori, espressi anche da "Quindici" sulla possibilità dell'esistenza del racket a Molfetta, è arrivata oggi attraverso un messaggio inquietante: una busta bianca contenente l'ogiva di un proiettile di fucile è stata recapitata con la posta ordinaria alla casella postale dell'associazione provinciale antiracket che ha la sua sede a Molfetta. Nella busta, anonima, qualcuno oltre al proiettile ha inviato un ritaglio originale della Gazzetta del Mezzogiorno relativo ad un articolo pubblicato il 23 novembre in edizione nazionale. “La Scu non è morta e si sta riorganizzando”, questo il titolo dell'articolo allegato al proiettile. Nel plico c'era anche un foglio con la scritta “Sei un uomo morto”. Sull'episodio indagano i carabinieri. Della notizia sono stati subito informati i vertici della Federazione antiracket. “Esprimo massimo solidarietà a Renato De Scisciolo – ha commentato Pippo Scadurra, presidente nazionale della Federazione antiracket italiana – da subito bisognerà intervenire a livello istituzionale. Giovedì abbiamo un incontro dell'Ufficio di Presidenza a Napoli e affronteremo la questione. Confido nell'operato delle forze dell'ordine”. “Queste minacce – ha detto De Scisciolo (nella foto) - non mi spaventano anche perché testimoniano il fatto che l'associazione provinciale antiracket e la federazione antiracket stanno lavorando bene. Al tempo stesso ci fanno capire che il nostro avversario è debole e nervoso. Non ho intenzione di abbassare la guardia. Continueremo ad operare in tutta la Puglia”.
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