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Maria Sasso: gli Stati generali inizio positivo: occorre trovare obiettivi comuni Intervista esclusiva alla consigliera comunale della “Margherita”
15 febbraio 2005

All'indomani dei cosiddetti “stati generali” della Grande Alleanza Democratica c'è fermento sul versante sinistro del mondo politico cittadino. Gli spunti di riflessione sono tanti e abbiamo cercato di fare il punto della situazione con Maria Sasso (nella foto), consigliere comunale della “Margherita” e storico esponente del centro sinistra a Molfetta. La consigliera Sasso, apprezzata per la sua tenacia e per la sua lunga esperienza politica, ha le idee chiare su quelle che devono essere le prossime mosse dell'Ulivo e le espone in questa intervista rilasciata in esclusiva a “Quindici”. Che giudizio dà agli “stati generali” della GAD a Molfetta? “Io credo che sia stato un evento positivo, perché segna un “nuovo inizio” per il centro-sinistra a Molfetta. D'altronde sono una convinta sostenitrice dell'unità. E' importante trovare tra i diversi partiti e movimenti, i valori e gli obiettivi comuni da perseguire”. Bisogna ammettere, però, che le divisioni non mancano, sia sulle priorità della coalizione che sulla scelta del candidato sindaco. A questi temi va aggiunta l'avversione di Rifondazione comunista per l'ingresso nella coalizione del gruppo di Lillino Di Gioia. “E' un dato di fatto che nel centrosinistra ci siano storie e culture politiche diverse, alcune di queste sono integrabili, altre meno. Indubbiamente c'è chi crede di poter imporre candidature o di poter avanzare proposte disinteressandosi delle opinioni degli altri partiti della coalizione o dell'opinione dei cittadini che si riconoscono nel centro sinistra. Questo dipende dalla storia che questi personaggi hanno alle spalle, che li ha abituati ad una certa idea di politica, secondo cui ci si siede ad un tavolo e si decide. Ma la maggior parte del centro-sinistra ritiene che i partiti possono vincere solo se riescono a generare entusiasmo e se riescono a coinvolgere attivamente i cittadini nelle decisioni”. Durante il dibattito, Di Gioia e Ventrella hanno rivendicato il primato dei loro movimenti rispetto alle istanze della città, sostenendo di aver costituito la vera opposizione al centrodestra, lei cosa ne pensa? “Io penso che questi movimenti abbiano portato avanti delle iniziative esattamente come hanno fatto i partiti del centrosinistra, ma né i movimenti né i partiti hanno svolto un'azione politica sufficientemente risonante per sensibilizzare la cittadinanza sugli errori madornali di questa amministrazione. I partiti si sono mobilitati ampiamente sulla sanità, sul piano delle coste, sul preventorio; ma, di fatto, né l'azione dei partiti né quella dei movimenti è stata sufficiente”. Secondo lei, le riserve di rifondazione sul gruppo di Lillino Di Gioia sono pregiudiziali o hanno un fondamento, sul quale poi si dovrebbe discutere? “Rifondazione ha tutto il diritto di esprimere il suo parere. Certo, non è un segreto che il PRC ha delle difficoltà a mediare con gli altri partiti del centro-sinistra, ma ciò non toglie che hanno il diritto di manifestare perplessità qualora ce ne fossero. Non so fino a che punto queste perplessità sono basate su delle pregiudiziali o sono frutto di un ragionamento politico. Credo, comunque, che sia da accogliere positivamente il fatto che Rifondazione non si sia sottratta al confronto, cosa che avrebbe potuto fare, cercando il dialogo con il resto dell'Alleanza”. Qual è l'opinione della Margherita sulla questione delle primarie? “Nella Margherita ci sono opinioni diverse. C'è una parte del gruppo dirigente che sostiene che la candidatura a sindaco debba emergere dal confronto fra i partiti del centro sinistra, e non dai tavoli voluti da chi ritiene di avere titoli speciali. Riteniamo che sia importante coinvolgere anche i movimenti e le associazioni e andare avanti con questo percorso di mobilitazione e di confronto, all'interno del quale emergerà il candidato sindaco”. Cosa pensa della proposta di primarie avanzata dai DS alcuni mesi fa? “Personalmente sono d'accordo. C'è la necessità di un rinnovamento all'interno dei partiti, ma spesso sono gli stessi dirigenti a bloccare questi processi di rinnovamento. Proprio per questo la gente non si riconosce più nei partiti e già da molto tempo. Ciò non significa che i partiti non devono avere un ruolo, ma è ovvio che servono nuovi strumenti di partecipazione diretta dei cittadini. La democrazia delegata ha mostrato la corda già da un po'. Le ultime primarie per la scelta del candidato alla regione hanno messo in evidenza proprio questo principio, e credo che si debba procedere su quella strada.”. Parliamo di elezioni regionali, cosa pensa di Guglielmo Minervini come candidato dei DL? “Nei fatti, Guglielmo Minervini è la persona più rappresentativa della Margherita a Molfetta. Lui ha avuto molte sollecitazioni sia dal gruppo dirigente provinciale, sia degli esponenti dei singoli Comuni della provincia, i quali lo hanno conosciuto come coordinatore regionale e che vedono in lui una persona capace di rinnovare il partito e di portare avanti una cultura politica nuova e disinteressata”. Vito Piccininni
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