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La Consulta regionale femminile: “parliamo di rifiuti” convegno in Consiglio regionale ed una manifestazione
29 maggio 2008

BARI - I rifiuti, tra emergenza e risorsa: raccolta differenziata, compost dall'umido, energia da cdr e le cataste di spazzatura intorno ai bidoni saranno solo un brutto ricordo. Senso di responsabilità istituzionale e responsabilizzazione dei cittadini: quella contro i rifiuti è una battaglia che la comunità civile può vincere solo in piena unità. Sul problema, la Consulta regionale femminile si è impegnata in due iniziative che vogliono coinvolgere istituzioni e cittadini. In Consiglio regionale un convegno ha riunito rappresentanti delle amministrazioni locali ed esperti. Venerdì 6 giugno, dalle 9 alle 13, in piazza Prefettura, le rappresentanti dell'organismo consiliare di parità animeranno una manifestazione pubblica intorno ad “un'isola ecologica itinerante” e distribuiranno gadget ed opuscoli informativi sull'esigenza di collaborare alla separazione dei rifiuti. “Come donne vogliamo intervenire su un problema scottante, abbiamo promosso questo primo appuntamento come contributo di chiarificazione, chiedendo alle istituzioni informazioni sulle scelte politiche in un settore così delicato”, ha spiegato la presidente della Consulta, Mariella Fanelli Carrieri, aprendo i lavori nell'Aula di via Capruzzi, insieme alla responsabile della commissione ambiente Rita Cataldo. “Separare e riciclare deve diventare un nuovo modello di sviluppo, un nuovo costume di vita”: il presidente del Consiglio regionale, Pietro Pepe, ha sottolineato quella che a suo avviso deve diventare una costante in tutte le famiglie: dobbiamo “produrre meno rifiuti, cominciando in casa, attuando una separazione che diventa cultura di collaborazione civica”. Il presidente ha ringraziato “la Consulta regionale femminile per avere promosso una riflessione di estrema attualità. Tutti hanno sotto gli occhi la drammatica situazione in Campania, ma in Puglia siamo lontani da quel modello. I problemi non mancano e non bisogna abbassare la guardia. Il governo regionale si è posto l'obiettivo del 55% di raccolta differenziata entro il 2010. E' ambizioso, ma per raggiungerlo occorre un cambio di passo per vincere resistenze e cattive abitudini”. Due gli elementi nuovi che “contraddistinguono la Puglia sul tema ambientale: la raccolta differenziata e le energie alternative”, ha fatto notare l'assessore regionale all'ecologia, Michele Losappio. “In Italia – ha osservato – la nostra regione fa dunque notizia non solo per le emergenze del'inquinamento da traffico o industriale, ma anche per azioni positive, innovative,virtuose rispetto al Mezzogiorno e dal Paese”. “In questi tre ultimi anni – ha continuato Losappio – la Regione, a iniziare dal suo presidente, ha posto con la massima determinazione il tema della raccolta differenziata, sia nei modelli culturali e di vita dei pugliesi che con azioni mirate verso le istituzioni locali, come gli Ato, i comuni e le province. I risultati iniziano a venire e le percentuali a due cifre tendono a salire in questo 2008. Contemporaneamente si sta completando al costruzione degli impianti del ciclo integrato, che nella grande maggioranza saranno in funzione entro l'anno e garantiranno una più efficace tutela del territorio. A conclusione di questo ciclo, la parte residuale dei rifiuti, trasformata in cdr, potrà essere termovalorizzata”. La raccolta differenziata è la scelta dell'amministrazione barese, rappresentata dall'assessore comunale all'ambiente Maria Maugeri. “Cerchiamo nei cittadini e nelle donne degli alleati preziosi. Bari punta sulla differenziata, investe nel ciclo dei rifiuti e non con un piglio decisionista, ma coinvolgendo e valorizzando la partecipazione consapevole dei cittadini”. Il passaggio dall'8 al 18% è stato il trend di crescita maggiore registrato in Italia e campagne come la raccolta porta a porta hanno garantito al primo quartiere interessato, Japigia, un risulto che raggiunge la cifra record del 50% (47% nei condomini, più le campane stradali). I dati, ufficiali, sono stati illustrati dal presidente dell'Amiu di Bari, Giuseppe Savino. Sono intervenuti anche il prof. Giovanni Mummolo del Politecnico di Bari e i presidenti delle circoscrizioni cittadine impegnate nella raccolta sperimentale porta a porta.
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