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La Confraternita dell'Assunta espone il presepe di Mastropasqua
12 dicembre 2009

MOLFETTA - Grazie all'interessamento degli Amministratori e di alcuni affezionati confratelli, la Confraternita di Maria SS. Assunta è riuscita quest'anno ad aggiudicarsi il patrocinio del celebre annuale presepe artistico realizzato dal noto artista locale Emanuele Mastropasqua.
L'opera, che annualmente richiama visitatori da tutto il circondario, sarà esposta presso il cappellone dell'Assunta nella chiesa di S. Gennaro, e si propone, oltre che come opera di pregevole valore artistico, anche come strumento di catechesi visiva e di meditazione sul mistero dell'Incarnazione, realizzazione della promessa fatta da Dio all'uomo all'inizio dei tempi di mandare il Salvatore nel mondo, il Messia tanto atteso dal popolo d'Israele.
Il presepe si propone come percorso spirituale attraverso i brani evangelici sull'infanzia del Cristo: l'annunciazione, la visita di Maria ad Elisabetta, la nascita, l'adorazione dei Magi, la strage degli innocenti, la fuga in Egitto, la presentazione di Gesù al tempio. Tutte le scene sono rappresentate con grande maestria attraverso ambientazioni realistiche ed espressive statuine in terracotta, il tutto realizzato dalle abili mani del sig. Mastropasqua, e armonizzato in un paesaggio che incanta, per realismo, grandi e piccini.
Non manca infine all'interno del Presepe un simpatico omaggio alla Vergine Assunta e alla Confraternita patrocinante.
Il presepe è visitabile tutti i giorni fuori dagli orari delle Celebrazioni Eucaristiche dal 13 dicembre 2009 al 10 gennaio 2010.

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(continua) La depose con cautela nel focolare, e da lì la stella illuminò la misera capanna con il suo gioioso splendore, e scaldò l'acqua della pentola, che cominciò a emanare un profumo delizioso. Le stelle conferiscono infatti all'acqua un meraviglioso aroma di latte e miele, cioccolato e alre cose deliziose. L'angioletto abbracciò il bimbo e volò via dalla finestra, perché Dio non permette agli angeli di farsi vedere sulla terra. Quando si svegliò, il bambino vide la stella splendente nel focolare e sua madre, stupefatta, sulla soglia di casa. “ Penso che un angelo sia volato via di là” disse, indicando la finestra. “Credo di aver visto la punta di una delle sue ali”. La madre capì ogni cosa perché quello era il giorno di Natale. Nel frattempo il piccolo angelo era tornato in Paradiso che era quasi l'alba. “Sei in ritardo, mio piccolo angelo” disse Gesù Bambino sorridendo: e l'angelo capì che non era arrabbiato. Il piccolo angelo notò allora che, nel ricamo di stelle che ornava il cielo blu, c'era una spazio vuoto. Dio avrebbe chiesto: “Chi ha fatto questo?” Chi aveva osato disfare l'opera divina! Il piccolo angelo rimase sulla scalinata piangendo, al pensiero di essere l'autore dello scempio. La Madonna allora, commossa, comprese la buona azione commessa dall'angelo e vedendo la madre con il bambino intenti a mangiare la minestra calda, staccò una stella dal suo manto azzurro e la porse all'angelo. “Va – gli disse – e rimettila a posto. Io ti aspetterò.” E benedisse le sue ali perché potesse volare più in fretta. Era la stella più bella: gli uomini la riconobbero, e la chiamarono Stella del Mattino. E' la stella della Madonna. - (fine)
(continua) Il piccolo angelo entrò nelle case e vide i bambini addormentati: dai loro visi riusciva a distinguere i buoni dai meno buoni. Sulla fronte dei primi depose un bacio in nome di Gesù, e su quella dei secondi lasciò cadere una lacrima. Non trovò alcun bambino veramente cattivo, ma se fosse successo avrebbe pianto molto. Quando le prime stelle cominciarono a impallidire il suo cesto era vuoto, e il piccolo angelo si accinse a tornare in Paradiso. Dall'alto, dopo che ebbe spiccato il volo, vide una casetta scura e nascosta, che non aveva notato prima. Speriamo che non ci sono bambini, pensò preoccupato, tornando indietro e spiando dalla finestra. E invece ce n'era uno, addormentato su un mucchio di foglie e riparato solo da una lacera coperta. Il piccolo era così bello che l'angelo si avvicinò per vederlo meglio, e comprese che il bambino era molto buono: diceva le sue preghiere e aiutava la madre povera. Nel sonno tremava dal freddo: in casa non c'era legna per accendere il fuoco né per riscaldare una minestra. La madre era andata alla messa di Mezzanotte per chiedere aiuto a Gesù Bambino. Il piccolo angelo vide tutto questo, e mentre frugava nel fondo del cesto le lacrime gli rigavano le guance. Se solo ci fosse stato un rutto, o un dolce, ma non era rimasto più niente. Non aveva nessun dono per lui, tranne il bacio nel nome di Gesù, che il bambino non avrebbe ricordato. Gli angeli hanno il potere di far sognare la gente, ma sarebbe stato crudele far sognare belle cose al bambino, per poi lasciarlo, al risveglio, a mani vuote nel freddo pungente. L'angelo riflettè su tutto questo, e dal profondo del cuore chiese aiuto alla Madonna. Poi, guardando il cielo oltre la finestra, ebbe una magnifica idea: volò veloce verso la prima stella che brillava nel firmamento, e tornò subito dopo, stringendola delicatamente tra le dita. (continua)
Una deliziosa storia di Natale, pubblicata per la prima volta nel 1936 in Francia dalle Missioni Francescane. – C'era una volta un piccolo angelo che amava sporgersi dal parapetto del Paradiso e guardare in basso, verso la Terra. Era così lontana che non riusciva a vedere molto, ma continuava ad osservarla ugualmente, perso nei suoi pensieri. Gli altri angeli, curiosi, corsero a riferirlo alla Madonna. Un giorno la Madonna gli si avvicinò e gli chiese dolcemente: “ Cosa fai qui, mio piccolo angelo?” prendendo il coraggio a due mani, l'angioletto rispose: “Mi piacerebbe scendere sulla Terra.” “Sulla Terra? Non sei felice qui?” “Oh, si, mia signora, ma mi piacerebbe andarci a Natale, con Gesù Bambino. Un angelo grande mi ha detto che sulla Terra ci sono dei bambini simili a noi. Vorrei vederli e portare loro qualche giocattolo.” Poi tacque, senza osare alzare lo sguardo. Se lo avesse fatto, avrebbe visto la Madonna sorridere. Anche così, quando lei si allontanò, il piccolo angelo sentì il cuore pieno di speranza. E quando giunse la Vigilia di Natale, fu l'unico angelo scelto per accompagnare Gesù Bambino. La Madonna in persona gli riempì il cesto di regali, belli da vedere e deliziosi da mangiare. Appena calò la notte, Gesù Bambino salutò la madre e, prese per mano il piccolo angelo, partì per la Terra. Scivolarono lungo la notte scura, lasciandosi dietro una scia di polvere dorata. La terra si avvicinava, e l'angioletto riuscì a distinguere l mare agitato, poi una foresta di pini, che si stagliavano neri contro la neve,, e infine il campanile di un villaggio. Gesù Bambino disse: “Ecco il villaggio: troverai molti bambini buoni. Baciali per me, ma gentilmente, in modo che non si sveglino, e lascia loro i doni. Ma quando le prime stelle cominceranno a impallidire, torna veloce in Paradiso”. Il piccolo Angelo promise di obbedire, e Gesù Bambino prosegui per la sua strada. (continua)

Un tempo, quando i fiumi erano d'argento, ce n'erano due che sfociavano vicini, nel grande mare. In un freddo e grigio crepuscolo invernale, il vento parlò agli animali terrestri, agli uccelli, agli alberi che vivevano nella regione tra i due fiumi. “Stasera dovete vegliare e attendere che si compia un grande evento. Proverete gioia e gratitudine, perché dopo questa notte nulla sarà più come prima. Vegliate, dunque, e siate pronti”. Il crepuscolo si rabbuiò e spuntarono le stelle. Gli animali terrestri, gli uccelli, gli alberi e i cespugli tennero consiglio. “Chi può credere a quel che bisbiglia il vento” dicevano. E a uno a uno si addormentarono. Tutti, tranne un uccellino marrone. “Qualcuno deve restare sveglio – si disse - ad essere gioioso e rendere grazie se questa meraviglia accadrà davvero. Aspetterò e veglierò". Cercò un cespuglio o un albero per appollaiarsi ma nessuno lo voleva. Un cespuglio alto e privo di foglie ebbe pietà dell'uccellino. “Qui – disse . A me non importa. Mettiti su uno dei miei rami, che io veglierò e resterò vigile insieme a te”. La foresta dormiva, tranne l'uccellino e il cespuglio alto. E verso mezzanotte una luce dorata apparve nel cielo, come una potentissima stella. In silenzio, attraversò i cieli e l'uccellino e il cespuglio la seguirono con lo sguardo finchè non disparve oltre i confini del mondo. “Hai visto? Si chiesero l'un l'altro. Che cosa meravigliosa abbiamo potuto vedere!” Così l'uccellino cantò e il cespuglio levò i suoi rami nudi e resero grazie all'evento finchè le stelle impallidirono e il sole sorse dal mare. Le creature della foresta si meravigliarono, perchè tra i rami del cespuglio erano apparsi dei fiori di un bel colore rosso rubino e sul ramo più alto era appollaiato un uccelli no dal piumaggio scarlatto più vivido dei colori dell'alba. Il vento ritornò e sussurrò a tutte le creature: “Vedete questa è la ricompensa delle fede”. Oggi chiamiamo il cespuglio camelia e l'uccellino cardinale.-

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