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L'Orchestra della Provincia con "Pierino e il lupo" giovedì all'Auditorium GdF
14 febbraio 2006

BARI - 14.2.2006 E' una delle più belle e famose fiabe musicali; un' opera composta con un preciso scopo educativo: far conoscere ai più giovani i principali strumenti dell'orchestra, il loro timbro, la loro espressività. “Pierino e il lupo” op. 67 di Sergej Prokofiev. (1891 – 1953) sarà eseguita giovedì 16 febbraio ore 19.30 nell'Auditorium della Guardia di Finanza di Bari (viale Europa) dall'Orchestra Sinfonica della Provincia, sotto la direzione del maestro Valfrido Ferrari e con la voce recitante dell'attore e regista Vito Signorile che, per l'occasione, proporrà un inedito adattamento in dialetto barese (i biglietti, solo in prevendita, sono disponibili al Box office della Feltrinelli Libri e Musica, via Melo 11 – Bari. Info: 080.5240464). Una collaborazione fra la Provincia di Bari, il Conservatorio “N. Piccinni”, il Teatro Abeliano e l'emittente Antenna Sud. Prokofiev scrisse quest'opera sinfonica nel 1936, dopo aver già dedicato al mondo dell'infanzia i “Dodici pezzi per pianoforte op. 65” nel 1935 e mentre già lavorava ai “Tre canti infantili op. 68”, poi ultimati nel 1939. Opera dall'intento squisitamente didattico “Pierino e il lupo” non sminuisce minimamente l'ispirazione musicale che anzi prende corpo in un linguaggio al contempo ispirato e poetico. La trama della storia che costituisce il canovaccio dell'opera può essere anche saltata a pie' pari, dal momento che viene ampliamente illustrata dal narratore. Più significativo è invece sottolineare come ogni singolo personaggio venga associato a un preciso strumento (o gruppo di strumenti) e sia rappresentato da un proprio tema che aiuti la fantasia infantile a visualizzare i singoli momenti della narrazione. Pierino, ad esempio, è rappresentato dagli archi con un tema ritmico-melodico molto vivace, ma al contempo lievemente ingenuo; gli uccelli dal flauto, il nonno dal fagott, l'anatra dall'oboe, il gatto dal clarinetto, il lupo dai corni francesi e gli spari dei cacciatori dal rullo dei tamburi. “Pierino e il lupo” – che fra l'altro è stato sfruttato anche da Disney per un riuscitissimo cartone animato – riscosse un grandissimo successo sin dal suo debutto, avvenuto il 2 maggio 1936 alla Filarmonica di Mosca sotto la direzione dello stesso Prokofiev. La prima parte del concerto di giovedì si aprirà con l'esecuzione della Serenata n. 13 in sol maggiore K 525 “Eine kleine Nachtmusik” di Wolfgang Amadeus MOZART (1756 – 1791). Nell'anno mozartiano l'Orchestra Sinfonica propone l'ultima delle serenate del compositore austriaco, le celeberrima “Serenata notturna”, scritta in origine per un quintetto d'archi, cela un piccolo mistero: benché sia nota la data della sua composizione, il 10 agosto del 1878, tutt'oggi si ignora la circostanza per la quale venne composta. La data di composizione è infatti annotata sul catalogo che lo stesso Mozart teneva delle proprie opere e, appunto alla data del 10 agosto di quell'anno veniva menzionata “Eine kleine Nachtmusik formata da un allegro, minuetto e trio, romanza, minuetto e trio, finale: due violini, viola e contrabbassi”. A differenza delle altre serenate, scritte in cinque movimenti, questa è invece ne ha solo quattro e questa circostanza ha indotto più d'uno a ritenere che un quinto movimento, un minuetto, fosse andato smarrito, malgrado se ne facesse esplicito riferimento nel succitato catalogo. Il primo movimento si apre con un tema all'unisono, gaio, ma al contempo marziale, cui segue un altro tema luminoso: lo sviluppo di entrambi occupa quindi l'intero svolgimento. La regola della serenata, alla quale lo stesso Mozart si era appunto attenuto, avrebbe voluto un secondo movimento scritto nella forma di minuetto, ma questo è appunto andato perduto. Pertanto, si passa direttamente alla Romanza il cui tema rappresenta uno dei momenti alti del lirismo mozartiano, seguito quindi da due sezioni dal taglio più vivace. Il Minuetto del terzo movimento ha un carattere vivo e nervoso e si compone a sua volta di due sezioni nelle quali la fine della seconda riprende l'inizio della prima; una particolare leggiadria caratterizza invece il “Trio sotto voce”, la cui melodia è come momorata dai primi violini. Il tema del movimento conclusivo, in forma di sonata, viene introdotto dal primo violino e dopo essere stato ripetuto per la seconda volta, introduce un nuovo soggetto melodico. Dopo lo sviluppo, il tema principale viene ripreso nella coda sino alla conclusione della composizione. Leonardo de Sanctis
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