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L’iter delle vicende giudiziarie di Antonio Azzollini Dopo l’assoluzione, il travagliato percorso che l’uomo politico ha subito
15 gennaio 2020

Il 7 ottobre 2013 Antonio Azzollini viene indagato assieme ad altri 60 tra funzionari comunali, ex amministratori e politici, in una presunta maxi truffa da 150 milioni di euro legata all’opera di costruzione del porto di Molfetta, appaltata nel 2007 e mai terminata. Per tale inchiesta la Procura di Trani chiede al Senato l’utilizzo di alcune intercettazioni pari a 10 telefonate per utilizzarle a fini probatori. Il 7 ottobre 2014 la Giunta delle Elezioni e delle Immunità Parlamentari del Senato respinge (con 5 sì e 13 no) la relazione Casson (Partito Democratico), favorevole alla concessione delle intercettazioni. In seguito a ciò, il Presidente della Giunta Dario Stefàno nomina nuovo relatore il senatore Claudio Moscardelli (Partito Democratico), che propone all’Aula il diniego dell’utilizzo delle intercettazioni. In seguito a ciò il senatore Casson si sospende dal Partito Democratico. Il 4 dicembre 2014 il Senato approva (con 180 sì, 36 no e 17 astenuti) la relazione Moscardelli, negando quindi definitivamente l’uso delle intercettazioni. Hanno votato a favore Partito Democratico, Nuovo Centrodestra, Per le Autonomie-PSI-MAIE, Grandi Autonomie e Libertà, Forza Italia e Lega Nord. Hanno invece votato contro Movimento 5 Stelle, Sinistra Ecologia Libertà, Movimento X, Italia Lavori in Corso e alcuni dissidenti del PD. Il 9 giugno 2015 la Procura di Trani chiede per il senatore Azzollini l’autorizzazione all’utilizzo degli arresti domiciliari, nell’ambito di un’inchiesta che lo vede indagato per associazione a delinquere, induzione indebita, concorso in bancarotta fraudolenta e concorso in bancarotta semplice. L’inchiesta verte sul fallimento della Casa di Cura “Divina Provvidenza”, in cui Azzollini sarebbe pesantemente coinvolto. Azzollini avrebbe anche fatto indebite pressioni su alcune suore appartenenti alla Casa di Cura, insultandole pesantemente. L’8 luglio 2015 Azzollini rassegna le dimissioni dalla carica di Presidente della Commissione Bilancio del Senato, carica che ha ricoperto per ben 13 anni. In serata la Giunta delle Elezioni e delle Immunità Parlamentari del Senato approva la relazione Stefàno (Sinistra Ecologia e Libertà), favorevole alla concessione degli arresti domiciliari. Il 29 luglio 2015 il Senato respinge a voto segreto (con 96 sì, 189 no e 17 astenuti) la relazione Stefàno, negando quindi la concessione degli arresti domiciliari. Hanno annunciato il proprio voto favorevole Movimento 5 Stelle, Lega Nord, Sinistra Ecologia e Libertà, L’Altra Europa con Tsipras e Movimento X. Hanno annunciato voto contrario Forza Italia, Area Popolare (NCD-UDC), Grandi Autonomie e Libertà, e Conservatori e Riformisti. I gruppi Partito Democratico e Per le Autonomie- PSI-MAIE ha lasciato libertà di voto ai propri senatori. L’esito del voto provoca le violente proteste dei senatori del Movimento 5 Stelle, tanto che il Presidente del Senato Pietro Grasso è costretto a sospendere la seduta. Il 15 novembre 2015 La Corte di Cassazione annulla l’ordine di custodia cautelare. Il 20 dicembre 2019 Azzollini e tutti gli altri imputati per il processo sul porto di Molfetta vengono assolti. La sentenza per il processo della Casa di cura “Divina Provvidenza” di Bisceglie, invece, è attesa per il 29 gennaio.

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