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L'azienda ReMec di Molfetta alla conquista della Francia: premiata qualità e precisione
15 marzo 2008

Siamo già nella fascia di eccellenza nelle aziende della meccanica a Molfetta. Un esempio del livello raggiunto dalle imprese locali negli ultimi 15 anni, è rappresentato da ReMec, azienda ormai nota di Michele Murolo e Nicola de Bari, due imprenditori, nati come operai e cresciuti progressivamente fino a diventare affermati imprenditori. Oggi la Remec, che si avvale di certificazioni di qualità ISO, è apprezzata e premiata. L'ultimo riconoscimento è stato tributo all'azienda in Francia a Annecy da parte della SNR ROULEMENTS, leader mondiale dei cuscinetti a sfera. La ReMec è stata premiata come miglior fornitore, un riconoscimento ritirato direttamente in Francia dall'imprenditore Michele Murolo. Innovazione tecnologica e qualità Specializzazione, innovazione tecnologica, qualità e marketing, sono i fattori di successo per chi vuol vincere la sfida della competitività nel mercato globale. Selezione della produzione, promozione dell'immagine dell'azienda, ricerca di nuovi canali e strumenti per l'acquisizione di nuove e qualificate commesse anche al di fuori del proprio tradizionale bacino territoriale: sono questi gli obiettivi della ReMec Questi aspetti di crescita e nuove sfide sono presenti nella breve ma significativa evoluzione della ReMec. Come nasce un'azienda di successo Correva l'anno 1995 quando Michele Murolo e Nicola de Bari decisero di saltare il fosso e si tuffarono nell'avventura di un'officina tutta loro prendendo in fitto nella zona artigianale est di Bisceglie, un capannone di 270 mq che allora sembrava enorme e iniziando a lavorare con un tornio e due frese di seconda mano, ma con l'idea ben precisa di migliorare e crescere. Sin dall'inizio Murolo e de Bari si divisero i compiti: de Bari a gestire e organizzare la produzione, Murolo a curare l'aspetto commerciale e i rapporti con i fornitori. Inizialmente le ditte committenti erano le aziende del territorio come la Mec System, Diamec e Masmec a loro volta imprese patnership dei grossi gruppi nazionali. Nei primi anni tutti i guadagni furono investiti in macchine e attrezzature. Per crescere era necessario puntare a commesse per lavori di componenti meccanici speciali di precisioni, insomma di entrare nel segmento di nicchia della sub-fornitura di qualità. Questa scelta ha comportato un costante adeguamento tecnologico e anche investimenti in settori inediti per una piccola impresa: promozione e marketing con un sito internet e brochure costantemente aggiornate, pubblicità e costanti relazioni con le ditte committenti. Un lavoro efficace al punto che 90% delle commesse provengono dal tessuto industriale del Nord Italia. “Un passaggio importante – dice Michele Murolo - fu la partecipazione alla Fiera della sub-fornitura di Parma del '99. Capimmo l'importanza di questi eventi, perché consentono di allacciare contatti con aziende nazionali ed estere, che possono diventare collaborazioni se si è in grado di rispondere a precisi requisiti produttivi di qualità e tempistica”. Certificazioni di qualità e sicurezza Sulla qualità la Remec non si è tirata indietro e dopo la Certificazione ISO 9002, ha acquisito la ISO 9001/2000 e l'importante certificazione ambientale ISO 14001 che significa attenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro, stoccaggio e selezione dei materiali di risulta e dei rifiuti speciali. “I risultati ci stanno dando ragione - dice ancora Murolo -, ma non abbiamo inventato nulla. Lavoro di squadra, professionalità, qualità del prodotto, rispetto dei tempi di consegna e del cliente sono alla base del nostro modo di essere impresa, caratteristiche che ci hanno portato ad essere fornitori ufficiali di imprese importanti. Fornitore ufficiale significa essere patner e parte anche se piccola, di un grande progetto industriale e permette di programmare il lavoro per l'intero anno”. Murolo e de Bari hanno vinto anche la sfida del mercato estero (“abbiamo partecipato a molte fiere in Europa – prosegue Murolo – e abbiamo ricevuto diverse commesse”) e il premio francese ne è una significativa testimonianza. Tredici anni in crescita Certo che la Remec in tredici anni ne ha fatta di strada. Due capannoni adiacenti per un totale di 540 mq., 20 macchine speciali di cui 10 a controllo numerico tra cui un innovativo centro erosione a controllo numerico, sala metrologica per le misurazione di precisione e collaudo, 40 dipendenti tra tecnici e amministrativi, e un progetto di lungo periodo di trasferimento in una nuova sede produttiva nella zona di ampliamento Pip a Molfetta, su una superficie di 3.100 mq., dimostrano una crescita qualitativa che fanno di questa azienda tra le più interessanti e dinamiche della realtà produttiva locale e che continua a crescere e a fare investimenti. Ora Molfetta è matura per la realizzazione di un distretto della meccanica di precisione, che possa superare individualismi e particolarismi, che non hanno più ragione di essere in un mercato sempre più globalizzato dove consorziarsi diventa un fattore vincente per ridurre i costi, favorire sinergie e inserirsi con successo nei mercati esteri, come è avvenuto con la ReMec, che oggi è partner con diverse aziende a livello internazionale per la costruzione di macchine speciali. Oggi l'azienda molfettese raccoglie i frutti di un duro, ma costante lavoro sul fronte della qualità e della precisione, una scelta che premia. Sempre.
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