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Insieme nella diversità, un forum a Bari Una giornata intensa di scambi e riflessioni sul tema dell'accoglienza e dell'integrazione in occasione del Forum delle Città Interculturali tenutosi a Bari, su iniziativa congiunta del Consiglio d'Europa e dell'Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia. Al via in Puglia la campagna "NO alla discriminazione"
13 dicembre 2009

BARI - "La diversità fa parte del codice genetico europeo", ed è per questo che all'apice dell'agenda politica il Consiglio d'Europa ha messo il tema dell'integrazione culturale e dell'accoglienza degli stranieri: ha esordito così Maud de Boer Buquicchio (foto), vice segretario generale del Consiglio d'Europa, intervenuta al Forum delle Città Interculturali "Le comunità locali e le politiche di accoglienza e integrazione in Europa e nel Mediterraneo", che si è svolto a Bari nei giorni scorsi alla presenza di componenti del Consiglio d'Europa, rappresentanti delle istituzioni e dell'associazionismo.
Promosso dal Consiglio d'Europa (CoE) e dalla Regione Puglia - Assessorato al Mediterraneo, l'evento ha offerto l'occasione per tracciare un primo bilancio del programma "Città interculturali. Costruire il futuro sulla diversità", azione congiunta della Commissione Europea e del CoE, lanciata ufficialmente nel gennaio 2009 per proseguire e sviluppare il cammino intrapreso nel 2008, "Anno europeo del dialogo interculturale".
Una giornata di "valore eccezionale" l'ha definita Pietro Pepe, presidente del Consiglio regionale, per una regione come la Puglia,  che si propone come "laboratorio avanzato delle politiche di integrazione e per una città come Bari da cui auspichiamo possa partire una grande campagna contro ogni forma di discriminazione".
"La storia e la geografia della nostra regione - ha sottolineato  Silvia Godelli, assessore regionale al Mediterraneo,  che ha moderato la prima sessione dei lavori - hanno vocato all'accoglienza le nostre genti: per questo la Puglia ha fatto delle relazioni con i popoli la cifra fondamentale della sua politica. È per questo, mi sento di dire, che qui non viviamo fenomeni di intolleranza o di razzismo conclamato; anzi, la nostra attitudine a fare cooperazione ci ha aiutati comprendere in profondità il senso dell'interculturalità".
Sugli aspetti concreti dell'accoglienza  e sui problemi connessi si è soffermato Fabio Losito, assessore comunale alle Politiche giovanili, Accoglienza e Pace, che ha definito Bari, "città di transito"; mentre una seria riflessione sull'identità multiculturale delle nostre città, già di fatto  polo multietnico, è stata proposta da Pina Marmo, rappresentante della Puglia presso il Congresso dei Poteri locali del Consiglio d'Europa, che si è soffermata sulla necessità di inventare un modello sostenibile di città multiculturale, in cui pluralità sia sinonimo di ricchezza.
 "Insieme nella diversità" è lo slogan scelto dalla Commissione Europea nell'anno europeo del dialogo interculturale ed è in questa direzione che la Puglia sta andando, viste anche le ultime novità in materia di normativa regionale sul tema dell'immigrazione: "La legge sull'immigrazione appena approvata - ha spiegato Elena Gentile, assessore regionale alla Solidarietà sociale - ha in sé molti elementi di originalità, in quanto nasce dall'esperienza concreta vissuta sui territori e raccoglie il contributo importante di un gran numero di associazioni e di comuni. E rappresenta una risposta all'emergenza, ma anche una garanzia di continuità dei diritti essenziali".
"NO alla discriminazione" è la campagna di sensibilizzazione lanciata in occasione del Forum, che vede protagoniste le undici città-pilota della Rete, protagoniste del workshop in due sessioni, che si è svolto dopo la Tavola rotonda tra alti rappresentanti di organizzazioni internazionali, quali Alliance of Civilations of the United Nations, ALECSO, UNICRI, IOM, ISESCO,  ALDA, moderata da Gabriella Battaini-Dragoni, direttore generale per l' Istruzione, Cultura e Patrimonio, Sport e Gioventù del CoE.
La prima sessione su: "Le Città Interculturali: adattare politiche e servizi alle diverse comunità", moderata da Irena Guidikova del Consiglio d'Europa, ha visto tra i partecipanti il Ministro per lo sviluppo e l'eguaglianza nelle comunità di Città del Messico, Rosa Marquez Cabrera e alcuni  rappresentanti delle città interculturali pilota.
 "Far parte del circuito delle Città Interculturali - ha spiegato Franco Corradini, assessore di Reggio Emilia, unica città italiana delle Rete a fianco di Berlin-Neukölln (Germania), Melitopol (Ucraina), Subotica (Serbia), Patras (Grecia), Izhevsk (Federazione russa), Oslo (Norvegia), Tilburg (Paesi Bassi), Lublin (Polonia), Neuchâtel (Svizzera), Lyon (Francia) - vuol dire in concreto dare visibilità alle nostre azioni, rafforzarle e proiettarle in una prospettiva internazionale. Questo ci porta ad essere consapevoli della forza che abbiamo e ci mette nelle condizioni di comunicare in modo più diretto ed efficace con i cittadini".
All'importanza della comunicazione ed al ruolo decisivo che i  Media possono svolgere per renderla efficace è stata dedicata la seconda e ultima sessione del workshop, "Migrazione, Partecipazione, Media e Cittadinanza.",  moderata da Reynald Blion, del Consiglio d'Europa. Ad animarla i giornalisti  provenienti da diverse regioni d'Europa, che nella due giorni precedente il Forum hanno osservato il territorio, visitando i luoghi dell'accoglienza e incontrando i protagonisti della quotidiana lotta alla discriminazione. I lavori prodotti e presentati in questa occasione hanno raccontato con immagini e numeri, con parole e voci diverse, i mille volti dell'interculturalità nella nostra terra.
 

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