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In attesa di giustiziare i giornalisti, Beppe Grillo conclude la campagna elettorale a Roma il 23 maggio e a Molfetta gli attivisti organizzano la diretta streaming sul lungomare
22 maggio 2014

MOLFETTA – In attesa che Beppe Grillo processi in piazza e giustizi (con la ghigliottina o la forca?) subito i giornalisti, e poi, a seguire, industriali e politici nel caso di vittoria elettorale alle Europee, il comico continua a rinnegare quello che ha detto in passato, contraddicendosi in continuazione, soprattutto con i giornalisti e la tv. E approfitta per farsi propaganda gratis. Dopo lo show a “Porta a porta”, diventata per lui ora trasmissione buona (c’è anche chi ha ipotizzato che sia una scelta del Sistema e delle forze occulte quella di scegliere Grillo come strumento per bloccare il cambiamento), dopo gli attacchi del passato, complice il solito Bruno Vespa questa volta disponibile ad accoglierlo nello studio di Rai Uno (non si sa mai, dovesse vincere le elezioni, il giornalista si troverebbe già confermata, col solito lauto compenso, la trasmissione per i prossimi 10 anni), il comico genovese, vestitosi da politico (chissà perché gli italiani siano così ingenui e non avvertano il senso del ridicolo, riferito ai comici: adorano clown, pagliacci, furbi, bugiardi e quant’altro, come il berlusconismo e l’azzollinismo hanno dimostrato in vent’anni), prepara la lista dei buoni e dei cattivi: i giornalisti che lo osannano e quelli che lo criticano. A questi ultimi non è concesso esercitare un diritto della Costituzione. Ma il grillismo, come il berlusconismo, sembra anche contagiare qualche politico locale che finisce per confondere giornali con partiti, satira con aggressioni alle minoranze, lavoro con propaganda politica. Ma tant’è, ormai nel teatrino ci sta di tutto, ci siamo abituati.

Ora anche il Movimento 5 Stelle di Molfetta, per quella coerenza che dicevamo prima, propone un comunicato stampa, anche qui facendosi propaganda elettorale gratuita, in cui dice: «Siamo alle battute finali di una campagna elettorale per le elezioni del Parlamento europeo di domenica prossima 25 maggio. Questi ultimi giorni sono caratterizzati da una presenza sempre più massiccia di leaders politici che occupano tutte le trasmissioni televisive che riescono a conquistare (Grillo no, lui non compare mai in tv: è la tv, ndr). La partitocrazia non si smentisce: chi detiene il bastone del potere (destra o sinistra, è la stessa cosa) ha i mezzi per piazzarsi in tutte le sedi televisive e sfruttarle fino all’ultimo secondo (Grillo no, sfrutta l’effetto indiretto di una propaganda televisiva e dell’informazione costretta a raccontare le sue epiche gesta, la voglia di distruggere tutto, di uccidere tutti, giornalisti per primi, perché, ovviamente, fa notizia e compare su tutte le tv. Ma questo non è occupazione delle trasmissioni televisive e dei giornali, è giustizia del popolo: ne avevamo sentito un altro. Insomma, se una cosa, anche assurda o illegale, la faccio io è lecita, se la fanno gli altri no, ndr).

Come attivisti del meetup Movimento 5 Stelle Molfetta, porteremo tra la gente la nostra voce e le nostre idee: andare in Europa per cambiare l’Italia.

Venerdì 23 maggio 2014, a partire dalle ore 19, sul Lungomare Colonna di Molfetta all’altezza di via Magg. Sallustio, verrà allestito un banchetto con un grande schermo e verrà trasmesso in diretta streaming, da piazza S. Giovanni a Roma, il comizio conclusivo di Beppe Grillo».

Fin qui il comunicato degli attivisti del Movimento 5 Stelle, ai quali ancora una volta Quindici concede spazio, come ha sempre fatto. Ma accanto al diritto di cronaca, almeno noi di “Quindici”, in attesa di essere giustiziati in piazza (o sul lungomare, lasciamo a loro la scelta), continueremo ad esercitare un altro diritto che i grillini fingono di non conoscere: il diritto di opinione garantito dalla Costituzione e quindi esprimeremo liberamente (“Quello che gli altri non dicono”) le nostre idee e le nostre opinioni sia su Grillo, sia sugli altri politici e partiti, in nome di quella democrazia alla quale il comico genovese dice di richiamarsi. A parole.

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Caro “mente pensante”, intanto nessuna rabbia, è solo una sua impressione che quando si scrive liberamente, si sia rabbiosi. Avremmo potuto non risponderle visto che ha tanto coraggio da nascondersi dietro l'anonimato. Noi, no, ci mettiamo la firma e la faccia. Chi è meglio? Utilizzare l'anonimato la dice lunga sui grillini: perché non mette il nome? Veniamo alle sue osservazioni: gli attivisti del Movimento 5 Stelle sono liberissimi di organizzare una diretta streaming: nessuno ha detto che non possono farlo, abbiamo scritto che a parole rifiutano la tv, ma poi si servono di un'efficace comunicazione per essere sempre in tv. Ultimo esempio “Porta a porta” prima criticato e poi scelto per avere una pubblicità gratuita verso un'altra fascia di pubblico. Anche questo è legittimo. Purchè lo si dica e non continui a sputare nel piatto in cui si mangia. La coerenza dovrebbe essere la prima virtù di un politico e crediamo che di coerenza Grillo ne abbia poca. Tutti i media danno visibilità a Grillo, il quale per ottenere ancora più consensi, cavalca la rabbia della gente. E questo, a nostro parere è pericoloso e abbiamo il diritto/dovere di scriverlo. Così si è liberi e non si contribuisce a far scendere ancora di più l'Italia nella classifica della libertà di stampa, precipitata a quel livello nei 20 anni di Silvio Berlusconi: diciamo le cose come stanno, con nome e cognome. Commentare la politica, fa parte del nostro mestiere, proprio in nome di quella libertà che lei rivendica: perché gli altri possono criticare e i giornalisti no? Grillo vuole solo una stampa asservita e con le sue dichiarazioni lo dimostra. La stampa libera ha il dovere di mettere in guardia gli italiani. Quando uno vuole processare i giornalisti, vuol dire che pensa a un regime di tipo fascista: solo i regimi mettono il bavaglio alla stampa. Si ricordi che la prima cosa che fa un dittatore quando va al potere è chiudere i media. Ben venga, allora, lo streaming, ma anche l'avvertimento che un certo linguaggio grillino, può portare anche alla violenza: la storia insegna. Le idee di tutti vanno rispettate, ma deve essere reciproco e non si devono eccitare le masse a distruggere tutti, soprattutto quando non si propone nulla, come ha fatto Grillo. Ha avuto l'occasione di dimostrare, ora che il M5S è in Parlamento, il cambiamento di cui parla. Invece ha sbeffeggiato l'aula e i parlamentari eletti dal popolo che non sono del suo partito. Proposte zero, solo proteste. E questo ci ricorda un pericoloso passato. Ecco perché continueremo a scrivere e a criticare, proprio per dire “quello che gli altri non dicono” e per rivendicare quella libertà di stampa che in questo paese non c'è, complice anche una legge fascista, che nessun governo ha finora cambiato e nemmeno Grillo vuole farlo. Questa è la verità, anche se dispiace ammetterlo.


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