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Impianto di compostaggio, soap opera: tra contenziosi approvazioni e transazioni molti punti oscuri
15 ottobre 2010

Tornato in possesso del Comune di Molfetta nella prima settimana di agosto 2010, l’impianto di compostaggio sembra pronto per un’immediata resurrezione dalle ceneri. Bisognerà attendere i tempi biblici della burocrazia per approvazioni di progetti esecutivi e finanziamenti, gare d’appalto e cantierizzazioni, senza contare i lavori di adeguamento tra leggi e controleggi. Situazione oggi alla ribalta per l’accordo tra Comune, Provincia di Bari e Consorzio ATO Ba/1: finanziamento da quasi 2,3milioni di euro, la prima pietra per il recupero della struttura. Dal sequestro, nell’ottobre 2003, le luci si sono spente: calato il sipario, la città di Molfetta ha dimenticato l’esistenza di questo prezioso bene, le sue traversie burocratiche, persino i risarcimenti dovuti e ricusati dall’amministrazione. Dimenticati anche gli ex-dipendenti, che oggi reclamano spiegazioni e risposte concrete. Necessaria un’immediata riqualificazione dell’impianto, per consegnare alla comunità di Molfetta una struttura che potrebbe determinare un ritorno economico per i bilanci del Comune. Evitando di scadere negli errori del passato. APPALTO, STRANEZZE E PRIMI CONTENZIOSI Maggio 1987, l’associazione temporanea d’imprese «Ing. Orfeo Mazzitelli S.p.A.» di Bari e «Newell Dunford Divisione Tollemache » vince la gara d’appalto per la «progettazione, realizzazione e gestione di un impianto di trattamento e smaltimento di rifiuti solidi urbani e fanghi di depurazione» (delibera n.456/87). Sottoscritta, nel luglio 1990, la convenzione n.4290/90 per la progettazione esecutiva, la realizzazione e la gestione poliennale dell’impianto di trattamento e smaltimento dei rifiuti solidi urbani e dei fanghi residui da impianti di depurazione reflui e assimilabili provenienti dal Comune di Molfetta. Primo problema, l’ubicazione dell’impianto, prima in contrada Coda della Volpe, poi in contrada Torre di Pettine con delibera di Consiglio Comunale n.587 del 27 novembre 1990. La vicinanza di due chiesette risalenti ai secc. XVIII e XIX, impone una riprogettazione, approvata dall’Amministrazione Provinciale nel luglio 1991 e finanziata con 15miliardi di lire (delibera CIPE del febbraio 1991), dopo la convenzione tra il Ministero dell’Ambiente e l’impresa concessionaria nell’agosto 1994. Primi contenziosi tra Comune e concessionaria nel 1993 per l’applicazione della convenzione n.4290/90, in merito all’obbligo di provvedere allo smaltimento dei rifiuti di Molfetta secondo le condizioni economiche della convenzione n.4290 (in occasione del sequestro dell’impianto in contrada Coda di Volpe). Nello stesso anno, la Regione inserisce Molfetta nel cosiddetto «bacino 1»: la portata dell’impianto passa da 85 tonnellate al giorno di rifiuti a un inspiegabile 270 ton/giorno. Nel luglio 1996 la Provincia approva il progetto del nuovo impianto con portata di 85 ton/ giorno, stralcio del piano del «bacino 1» (delibera n.1451) RISARCIMENTO MAZZITELLI: IMPIANTO DA 8,4 MILIONI DI EURO Dopo il collaudo nel 2000 (le analisi chimiche non confermano l’effettiva capacità produttiva dell’impianto), il Commissario Delegato ratifica l’aumento del bacino d’utenza a 270 ton/giorno tra luglio 2002 e dicembre 2003. Proprio nel 2002 si accavallano le denunce dei residenti della 167 (distante dall’azienda 4 km) e dei titolari di aziende agricole vicine per presunte irregolarità dell’impianto: nessun provvedimento di Comune, Regione e Provincia. Febbraio 2003, termina il contenzioso del 1993 tra Comune di Molfetta e Mazzitelli S.p.A.: con l’«Atto di transazione e integrazione della convenzione n.4290 del 13.7.1990» (approvato con delibera di Consiglio Comunale n.167/02), le parti rinunciano al contenzioso. La Mazzitelli S.p.A. ottiene anche 7,7milioni di euro da finanziamento ex Lege 160/88, per una struttura valutata quasi 8,4milioni di euro, mentre il Comune e l’Asm versano alla stessa 480mila euro «a completo ristoro e tacitazione di qualsiasi pretesa». Con questa transazione si fissano anche le tariffe: 30euro/t per i rifiuti urbani indifferenziati e di 20euro/t per la frazione organica dei rifiuti proveniente da raccolta differenziata. Impegno dell’azienda il versamento al Comune di un euro per ogni tonnellata di rifiuti conferito all’impianto da parte di soggetti diversi dal Comune di Molfetta. ESPLODE IL CASO-MAZZITELLI: IL SEQUESTRO NELL’OTTOBRE 2003 Più di 20mila tonnellate di rifiuti abbandonati all’interno dell’azienda (plastica, residui ferrosi, legno, vetro), pozze dipercolato, stormi d’insetti, macchinari spenti: immensa discarica a cielo aperto, lo scenario documentato dal prof. Francesco Fracassi dell’Università di Bari e dal Maresciallo Lazazzara del N.O.E. di Bari (Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri). Incapace di gestire i rifiuti, provenienti anche dalla Campania, l’impianto collassa: spazzatura ammassata nel cortile o conferita nelle discariche vicine, blocco dei rifiuti e danni al paesaggio. Si apre il processo a carico dell’azienda Mazzitelli S.p.A., imputati anche l’ing. Alberto de Flammineis, amministratore unico e direttore tecnico, Carmine Gallo, coordinatore dei servizi e rappresentante legale dell’IMP.RE.GE. CO. a r.l. (azienda di Napoli operante nel settore della nettezza urbana) e Vincenzo Sorrentino, rappresentante legale dell’azienda di trasporto Bifolco & Co. Srl. Parte civile alcuni proprietari terrieri della zona, Legambiente e WWF, l’ASM e anche il Comune di Molfetta. L’immobile è affidato fino al 30 settembre 2004 all’ing. De Flammineis, dall’1 ottobre 2004 al sindaco Tommaso Minervini, dopo gli incendi per autocombustione dei rifiuti. Su disposizioni della magistratura, l’Asm ha bonificato l’impianto (850mila euro, rendicontazione del 7 novembre 2006), conferendo i rifiuti nelle vicine discariche di Andria e Trani. SETTEMBRE 2005, PRESUNTE INADEMPIENZE DEL COMUNE Ennesimo contenzioso tra Mazzitelli S.p.A. e Comune di Molfetta per presunte inadempienze contrattuali dell’ente pubblico. Ennesimo equo componimento transattivo: rinuncia ai risarcimenti «salva comunque la pendenza del giudizio arbitrale»; conferma della convenzione n.4290/90 e dell’atto di transazione del 2003. È urgente riacquistare la funzionalità dell’impianto: l’Asm elabora un progetto di ripristino e adeguamento dell’impianto di compostaggio, lavori di cui si dovrebbe far carico il concessionario. Le autorizzazioni amministrative e della Magistratura per l’esecuzione degli interventi per il nuovo piano industriale predisposto dall’impresa, condizionano un nuovo accordo transattivo tra Comune e Mazzitelli S.p.A. nel dicembre 2006. LE ULTIME PUNTATE Decaduta nel gennaio 2007 la costituzione di parte civile, per ordine del sindaco-senatore-presidente Antonio Azzollini, il Comune ha rinunciato a ogni risarcimento danni. Con soli voti di maggioranza è approvata la quarta transazione con l’impresa Mazzitelli: necessario eliminare i sigilli del sequestro e stabilire la massa critica dei rifiuti. Il Comune evita un risarcimento all’impresa Mazzitelli, nominata ancora concessionaria dell’impianto fino al 2021. Poche settimane dopo, la sentenza di primo grado del Tribunale di Trani, confermata dalla Corte d’Appello nel giugno 2008. Nessun compost a norma nell’impianto e incapacità di gestire una quantità di rifiuti superiore alla portata massima di 85 ton/giorno per l’impianto di compostaggio. Carmine Gallo e Vincenzo Sorrentino condannati al pagamento di un’ammenda (3mila e 1800 euro), condonato al De Flammineis un anno di carcere, obbligato a pagare, insieme all’azienda, un risarcimento alla parte civile (rispettivamente 10mila euro e 400mila euro). Revocata il 20 febbraio 2008 la Determinazione dirigenziale n.50/03 con cui l’impianto di compostaggio era autorizzato a trattare più del triplo del quantitativo di rifiuti per cui era stato progettato. Ancor oggi non sono chiare le reali motivazioni che avrebbero spinto l’Amministrazione Azzollini a ricusare il risarcimento danni come parte civile e a ratificare un nuovo schema di transazione, quasi immemore del processo penale a carico dei dirigenti della Mazzitelli S.p.a. e del procedimento amministrativo. Il resto è storia recente. Nel febbraio 2010 La Corte di Cassazione conferma l’accusa alla Mazzitelli S.p.A. per l’illegittima gestione dell’impianto. L’Asm ha quantificato la liquidazione dei danni subiti, 400mila euro (delibera di Giunta Comunale n. 161 del 28 giugno 2010), che pare colmerà il debito di 412mila euro del Comune di Molfetta verso l’impresa stessa, in merito al cosiddetto Lodo Mazzitelli. Ad agosto, con ordinanza notificata dall’ing. Orfeo Mazzitelli, le chiavi dell’impianto sono tornate tra le mani del Comune.

Autore: Marcello la Forgia
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