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Il ricordo di un uomo tra gli uomini. Passeggiando fra la folla in Corso Dante
15 maggio 2010

A 17 anni dalla scomparsa di don Tonino Bello la sua comunità di fedeli non lo dimentica, partecipando alla Prima Sessione Pubblica del Processo di Canonizzazione. Negli occhi di tutti i presenti una grande commozione per un uomo che con il suo sorriso è stato capace di conquistare tutti, di portare la speranza laddove oramai non ve ne era più. L’atmosfera che si respira tra le centinaia di persone presenti è coinvolgente. Uno strano silenzio rotto dalle immagini e dai suoni del maxischermo, che proietta la Celebrazione Eucaristica. Noi di Quindici ci muoviamo tra la folla, osservando come tutta la gente, fedeli e non, anziani e giovani, si stringano nella comune consapevolezza del dono, dell’esempio di vita che è stato ed è ancor oggi. Superando le barriere imposte dal fare ecclesiastico, don Tonino, il nostro caro vescovo, era stato capace di confondersi tra gli umili, divenendo il loro sostegno, un punto di riferimento carismatico ed eccezionale. Un giovane uomo ci racconta della sua personale e intensa esperienza al suo fianco: «Ho lavorato come volontario nella Comunità Casa di Ruvo, fondata da Don Tonino. Io ero abituato a un diverso tipo di Vescovo, e lui con i suoi modi così poco conformi alle “regole” mi spiazzò. Un giorno ricevetti una telefonata a casa –Sono don Tonino – mi disse, - sei ancora disponibile per aiutarmi nel mio progetto a favore dei tossicodipendenti? – Io rimasi stupito, un Vescovo incontrato una sola volta che si ricordava il mio nome, che mi chiamava. Dopo cinque minuti si presentò sotto casa, ed insieme, con un’energia coinvolgente e difficile da spiegare iniziammo questa avventura. Il suo agire era straripante, tutti ne erano coinvolti. Oggi non è più così. Dopo la sua morte non siamo riusciti a mantenere il suo stesso impegno. Avevamo un debito morale nei suoi confronti, oggi siamo qui a ricordarlo ». Continuando a muoverci raccogliamo altre testimonianze, ricordi custoditi con gelosia e con la consapevolezza del privilegio di averlo conosciuto. «Era sempre qui a fare colazione, – ci dice il proprietario del Cin Cin bar – portava qui il suo sorriso e dava la mano per primo a tutti, chiamandoli per nome. Una sera lo invitammo a cena da noi assieme ad altri amici. Mentre mangiavamo l’agnello un mio amico pescivendolo gli disse che quella carne si mangiava con le mani. Lui lasciò immediatamente le posate e, senza sentirsi a disagio, fece lo stesso. Era uno di noi. Ricordo che portava al bar un sacco di gente povera affinché mangiasse. Pago io – mi diceva – tu non preoccuparti, dai da mangiare a chiunque lo chieda a mio nome». Anche i più giovani conservano di lui un ricordo, conoscono una storia raccontata sul suo conto. Un giovane seminarista ci dice: «Ovviamente io non ho potuto conoscerlo, ma i suoi insegnamenti sono importantissimi per noi. Ci insegna a migliorarci, ad essere critici anche nei confronti di una Chiesa a volte sbagliata. Tra i suoi scritti il più emblematico è ‘Stola e Grembiule’. Lui ci invita a mettere il grembiule, come fece Cristo, ci spinge ai nostri doveri verso la comunità». Un’altra coppia ci riferisce il proprio ricordo: «Don Tonino era sempre per strada, anche quando pioveva, a piedi con l’ombrello. Ha aiutato nostro fratello tossicodipendente. Vedeva in lui una speranza. Ci ha aiutati, semplicemente». Il vecchio sagrestano della chiesa di Santo Stefano e della Santissima Trinità ci dice: «Un giorno mi chiamò e mi chiese se poteva venire a casa mia per vedere la collezione di statue dei santi. Quando le vide mi disse. Ora posso anche andare in cielo, ho visto quanto è bello il paradiso. Lui era così, amico di tutti». Ci sarebbero molte altre storia da raccontare. Ciascuno di noi ha in fondo un ricordo di lui, di don Tonino Bello. Il processo per la causa di beatificazione è lungo, e non è detto che porti ad un esito positivo. Ma non importa, in fondo al cuore di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, e anche di noi giovani che di lui abbiamo solo un ricordo lontano, Don Tonino è un uomo speciale, santo o meno, ma sicuramente degno di essere ricordato, preso come esempio per quei valori umani e non solo cristiani di cui sarà sempre portavoce.

Autore: Alessandra Lucivero
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