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Il progetto Sailors per un porto sostenibile
15 marzo 2016

C’è una nuova e importante realtà, poco conosciuta a Molfetta: un gruppo di uomini che ha lavorato in silenzio e discrezione per due anni. Si tratta del gruppo civico Sailors (marinai, naviganti), costituito da rappresentanti di tutti i soggetti imprenditoriali interessati al porto (pescatori, armatori, cantieristica, imprenditori, diportisti, operatori portuali), a cui si aggiungono professionisti (ingegneri navali, avvocati, manager di multinazionali) e l’Università di Bari. Questi soggetti hanno a cuore il futuro del porto e dell’economia cittadina e sono impegnati a produrre un progetto di porto sostenibile, che, a breve, offriranno alla città e agli amministratori, come contributo volontario per lo sviluppo. Il progetto Sailors Il progetto Sailors, che si basa su studi, cifre e documenti raccolti punta al “sistema mare” e recupera la pesca, dimostrando che non è destinata ad un irrimediabile declino, ma si può rilanciare efficacemente, con il recupero della tradizioni cantieristica navale; rilancia il diporto con la creazione di un approdo (non porto) turistico, di più facile e immediata realizzazione per sviluppare il turismo; ridimensiona le dimensioni del porto commerciale e prova a definire la sua autentica vocazione possibile, tenendo conto della domanda di commercio marittimo, nel contesto regionale e nazionale. Tutto questo crea macro aree di business di uno sviluppo ecosostenibile, nel rispetto dell’ambiente. Insomma, quella blue economy, destinata a creare anche occupazione. Secondo Sailors, le mutate condizioni del contesto di mercato e dei traffici locali ed internazionali, le nuove linee guida del Piano Strategico Nazionale della Logistica e della Portualità, le nuove opportunità dall’integrazione del porto nell’autorità portuale regionale, la contrazione della flotta pescherecci e le prospettive espansive della diportistica impongono una lucida riflessione nel rivedere il progetto originale del porto di Molfetta. La blue economy La forza produttiva della blue economy rappresenta un volano per lo sviluppo sociale, perché in grado di creare un’importante base occupazionale, tanto più se si considera che negli ultimi anni il numero di occupati nella blue economy è aumentato del 4%, quando nel resto dell’economia si è assistito ad una flessione (- 2,5%). É a tutti gli effetti una economia anticiclica. Una delle forze di questo volto “blu” della nostra economia è proprio la sua intensa capacità moltiplicativa, perché ogni euro prodotto direttamente, riesce ad attivare altri 1,9 euro sul resto dell’economia, arrivando nel 2014 a costituire una filiera, tra produzione diretta ed indiretta, di 125 miliardi di euro di valore aggiunto, quasi il 10% del totale nazionale (quarto rapporto 2014 Unioncamere). Gli obiettivi Valorizzare l’attività dei pescherecci, sviluppare il turismo, diversificare la cantieristica da pesca e da diporto, affrontare con rigore la vocazione commerciale nel contesto regionale e non solo, possono essere alcune leve di blue economy strategiche per la Città di Molfetta. Sailors sta lavorando per proporre a breve un concept del “nuovo” porto di Molfetta, sostenibile e condiviso con tutti i protagonisti attivi. Le soluzioni individuate rispondono alle necessità e ai possibili sviluppi delle macro aree di business e del loro indotto: pesca; diporto; cantieristica navale; commercio marittimo. “Possiamo cominciare a cambiare il volto del nostro porto con investimenti sostenibili ed in tempi ragionevolmente brevi” (Sailors). Stiamo vivendo la quarta rivoluzione industriale 4.0, internet delle cose, ovvero lo sfruttamento di sempre più cospicue quantità di dati e informazioni e dal sempre più pervasivo utilizzo delle tecnologie digitali per connettere, innovare e governare l’intera catena del valore. Il “nuovo” porto di Molfetta deve rispondere al paradigma MARE 4.0, applicare al nostro “sistema mare” l’internet delle cose. I finanziamenti per il porto nel corso degli anni Dal 2001 al 2004 l’ammontare complessivo Agenda XXI cittadini e associazioni vogliono uno sviluppo sostenibile Nuovo porto commerciale la parola ai cittadini Ostacoli e prospettive della conclusione dei lavori Il progetto Sailors per un porto sostenibiledei finanziamenti destinati al porto di Molfetta, le cosiddette “leggi porto”, ammontano a circa 170 milioni di euro. Dette risorse sono utilizzabili, oltreché per il completamento del porto commerciale (circa il 64%), anche per le opere sociali (14%), culturali (7%), sportive (8%) e ammodernamento dei cantieri navali (7%) (cfr. Del. G.C. n. 174 del 6/8/2015). Sono risorse rinvenimenti dalle leggi finanziarie che, nel rispetto delle destinazioni d’uso, esse debbano essere utilizzate nella misura massima possibile ed in tempi rapidi. Il porto come opportunità Sailors ritiene che: il progetto originario del porto va rivisto alla luce delle mutate condizioni socio-economiche; va rivista la vision e la mission; vadano razionalizzati gli investimenti. Tutto ciò è influenzato da fattori esogeni che l’amministrazione comunale di Molfetta deve necessariamente assumersi la responsabilità: la rimozione di tutte le condizioni che hanno portato alle inchieste ed al blocco dei lavori; alla reale e concreta capacità di convergere su soluzioni non estreme e di generare sviluppo sostenibile; alla capacità di gestione manageriale del progetto, anche in sede politica. Per il gruppo civico Sailors il “sistema mare” deve rientrare fra le priorità nell’agenda dell’amministrazione comunale di Molfetta.

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