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Il Papa al congresso eucaristico a Bari: lavorerò per l'unità dei cristiani
30 maggio 2005

BARI – 29.5.2005 Erano in 150mila a salutare Benedetto XVI nell'ansa di Marisabella a Bari a conclusione del XIV Congresso eucaristico nazionale. Papa Ratzinger è arrivato con l'elicottero e ha raggiunto l'area predisposta per la celebrazione della S. Messa con la “papamobile” tra gli applausi e i saluti dei fedeli (c'erano anche 2.500 disabili e un gruppo di croceristi tedeschi che ha fatto tappa a Bari e non ha voluto mancare all'appuntamento col Papa loro connazionale). Per accogliere il Papa è stato chiuso il centro storico. Grande sole ieri a Marisabella, dove la gente ha passato la notte nei sacchi a pelo o ha raggiunto l'area dalle prime ore del mattino (l'ingresso era possibile solo fino alle 7). Molti casi di soccorso per fedeli colpiti dal caldo: quasi 500. All'omelia il Papa ha posto l'accento sull'ecumenismo, sottolineando il ruolo centrale di Bari in questo progetto di unità della Chiesa: "Proprio qui a Bari, città che custodisce le ossa di San Nicola, terra di incontro e di dialogo con i fratelli cristiani d'Oriente, vorrei ribadire la mia volontà di assumere come impegno fondamentale quello di lavorare con tutte le energie alla ricostituzione della piena e visibile unità di tutti i seguaci di Cristo". Recuperiamo il senso della domenica – ha detto il Papa, ricordando il tema del congresso: “Senza la domenica non possiamo vivere”-, della festa cristiana che dà la misura del vivere, in un'epoca di “consumismo sfrenato'', ''indifferenza religiosa e secolarismo chiuso alla trascendenza'', un'epoca che ci può dare la sensazione di ''vivere in un deserto''. Benedetto XVI nella sua omelia non ha fatto alcun accenno al tema dei referendum sulla procreazione assistita, che aveva percorso parallelamente il congresso barese, sollevato da cardinali e vescovi, ha preferito sottolineare la necessità dell'ecumenismo, che probabilmente sarà il tema dominante del suo Pontificato e ha confermato quanto il cardinale Walter Kasper presidente del Pontificio consiglio per l'unità dei cristiani, ha detto proprio a Bari mercoledì scorso, in un dibattito cui partecipava anche il metropolita Kirill, numero due di quel patriarcato di Mosca con cui il dialogo negli ultimi anni è stato particolarmente difficile. Il testo preparato dal Papa conferma quanto l'argomento ufficiale del congresso eucaristico sia nelle corde di questo Pontefice, preoccupato dalla secolarizzazione delle società moderne e dalla prospettiva di una umanità concentrata solo su se stessa, sui propri bisogni e sulla sua presunta onnipotenza. Così Benedetto XVI ha spiegato di essere giunto a Bari sia perché a questo appuntamento ''avrebbe voluto essere presente'' il suo ''venerato predecessore Giovanni Paolo II'' sia per ''rendere omaggio a Cristo nel sacramento del suo amore''. Altro obiettivo della sua presenza è ovviamente ''rafforzare gli importanti vincoli di comunione che - ha detto - mi legano alla Chiesa che è in Italia e ai suoi pastori''. ''Neppure per noi - ha spiegato - è facile vivere da cristiani'' tra secolarismo, indifferenza religiosa e consumismo sfrenato. E il ''precetto festivo'', cioè la partecipazione alla messa domenicale, ''non e' semplicemente un dovere imposto dall'esterno, ma un bisogno per il cristiano, il quale può così trovare l'energia necessaria per il cammino da percorrere''. ''Un cammino - ha sottolineato il Papa - peraltro non arbitrario: la strada che Dio indica mediante la sua legge va nella direzione iscritta nell'essenza stessa dell'uomo. Seguirla significa per l'uomo realizzare se stesso; smarrirla equivale a smarrire se stesso''. Nella eucaristia, ha ricordato il Papa ''Cristo è realmente presente tra noi'' e questo sacramento ''possiamo riceverlo solo nell'unità”. Ma purtroppo - ha sottolineato - i cristiani sono divisi, proprio nel sacramento dell'unità''. Interrotto da applausi, papa Ratzinger ha fatto soltanto due aggiunte a braccio al discorso scritto: ha inserito ''giovani'' nell'elenco di quanti ringraziare per questo congresso barese e ha aggiunto ''gioia'' quando parlava della messa come ''bisogno'' per il cristiano''. Michele de Sanctis jr.
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