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Il noto giornalista Michele Santoro a Molfetta. Intervista esclusiva per “Quindici”
12 giugno 2004

MOLFETTA – 12.6.2004 Si è fermato un paio d'ore a Molfetta, ma ha destato grande interesse il noto giornalista televisivo Michele Santoro (nelle foto scattate durante il suo giro al mercato di Molfetta) che Berlusconi e i suoi vassalli hanno escluso dalla Rai, in una logica di regime che non tollera la libertà di informazione. Ora Santoro è candidato al Parlamento Europeo nella circoscrizione Sud per la lista unitaria dell'Ulivo (quella che unisce i DS, la Margherita, lo SDI e i repubblicani di Luciana Sbarbati). L' incontro, organizzato dalla sezione molfettese dei Democratici di Sinistra, ha avuto luogo in uno spiazzo vicino all'area dove si svolge il mercato pubblico settimanale. Michele Santoro è arrivato intorno alle 10 e ha subito fatto un giro del mercato, incontrando i cittadini assieme ai candidati della Quercia alla provincia Rosa Campanale e Michele Sasso. Al termine del giro, Santoro ha tenuto un breve discorso nel quale ha toccato i temi fondamentali che riguardano la nostra regione e il Mezzogiorno in genere. Partendo dal problema dello scarso investimento delle imprese nel Meridione e toccando quindi il tema della disoccupazione dei giovani meridionali, costretti spesso a lasciare le regioni d'origine o addirittura a cercare lavoro in altri Paesi. Santoro ha anche criticato le politiche economiche e sociali dell'attuale governo di centro-destra, evidenziando come queste siano spesso deleterie soprattutto in regioni come la nostra. Bersaglio delle critiche di Santoro, lo stesso Silvio Berlusconi e la sua “gestione personale” dell'Italia. Non poteva mancare un riferimento al tema della democrazia in Italia e della libertà di informazione, visti soprattutto i precedenti dello stesso Santoro, illustre “desaparecido” della televisione italiana assieme ad un altro grande giornalista come Enzo Biagi. A tale proposito Santoro ha risposto ad alcune domande in esclusiva per il “Quindici”. Lei crede che oggi la democrazia in Italia sia in pericolo? “Io credo di si, e non sono l'unico a crederlo. Anzi ci sono tantissimi organi, che sono assolutamente indipendenti da correnti politiche, che hanno espresso preoccupazione per le condizioni della libertà di informazione che sussistono oggi nel nostro Paese. L'esempio più recente è il richiamo ufficiale da parte del Parlamento europeo, votato anche da alcuni settori della destra, sulla libertà di informazione in Italia. Ma prima di quello c'è stato anche l'allarmante graduatoria stilata della Freedom House di New York che colloca il nostro Paese al 78° posto nella classifica dei Paesi con maggiore libertà di informazione. In Italia, tutto il potere economico e mediatico è nelle mani di un uomo solo, che è anche Primo ministro”. Parliamo di queste elezioni, cosa l'ha spinta a candidarsi? “La mia candidatura nasce da un colloquio con Romano Prodi, il quale aveva intenzione di inserire candidati autonomi rispetto ai partiti che compongono la lista. Io ho accettato perché credo che ci sia la possibilità di una svolta per il Paese, e perché credo nel progetto che questa lista sta portando avanti”. Come mai ha scelto di girare per il mercato di Molfetta, lasciando il comizio in secondo piano? “Io ho sempre preferito il contatto diretto con la gente, infatti quasi tutta la campagna elettorale si è basata su questa idea. Non è la prima volta che mi reco in un mercato e sono del parere che incontrare i cittadini serve a capire meglio le loro problematiche e a rappresentarli meglio se dovessi essere eletto”. In conclusione, lei è ottimista o pessimista rispetto a questa tornata elettorale? “Sono ottimista, anche perché il centro-destra ha ampiamente dimostrato di non essere in grado di governare il Paese. La gente si è accorta che le cose vanno peggio, che la vita è sempre più cara e ha voglia di cambiamento. Speriamo, naturalmente, che queste elezioni possano essere un primo passo verso un nuovo governo dell'Italia”. Vito Piccininni
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