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Il “naso elettronico” dell'Università di Bari avrà sede a Molfetta
L'apparecchiatura recentemente acquistata dall'Università è in grado di realizzare test di “sensibilità olfattiva” e misurare quindi la composizione e la concentrazione degli odori nell'atmosfera
07 gennaio 2007
MOLFETTA -
Un altro significativo obiettivo è stato raggiunto dal dipartimento di Chimica dell'Università di Bari che, con grande lungimiranza, il sindaco Tommaso Minervini volle ospitare a Molfetta concedendo come sede Palazzo Turtur nella città vecchia. Ora il dipartimento avrà anche il laboratorio olfattometrico, il primo dell'Italia meridionale per sviluppare tutte le ricerche relative a questa sorta di “naso elettronico” (nella foto), un'apparecchiatura recentemente acquistata dall'Università di Bari capace di realizzare test di “sensibilità olfattiva” e misurare quindi la composizione e la concentrazione degli odori nell'atmosfera. Ce ne sono solo altre quattro in tutta Italia e tutte a nord dell'Emilia Romagna (Reggio Emilia, Piacenza, Milano e Trieste). Il centro di ricerca sarà operativo entro la fine di gennaio: i lavori preliminari all'allestimento del laboratorio hanno avuto il via libera da parte dei tecnici comunali. Esso farà parte di un importante progetto di ricerca che vede coinvolti l'assessorato all'Ambiente del Comune di Molfetta e il Dipartimento di Chimica dell'Università di Bari, i quali hanno sottoscritto l'intesa proprio nei giorni scorsi. A capo dell'equipe di studio per questo progetto ci sono i professori del Dipartimento di Chimica, Paolo Bruno e Gianluigi de Gennaro, quest'ultimo ricercatore universitario molfettese. L'apparecchiatura sarà a servizio anche del Comune di Molfetta e dell'intero territorio: «Le applicazioni industriali di questa metodologia scientifica sono svariate e tutte suscettibili di interesse anche da parte della comunità imprenditoriale molfettese presente nella zona industriale e nella zona Asi, aree in continua espansione» fa notare il sindaco Antonio Azzollini, che ha insistito per portare in città questo centro di eccellenza pugliese. «Applicazioni che riguardano gli impianti di compostaggio, le fonderie, le industrie chimiche in genere, le industrie alimentari, gli impianti di depurazione dei reflui, finanche gli allevamenti zootecnici. Ma è altrettanto evidente – continua Azzollini - la grande ricaduta d'immagine per Molfetta che diventa così un contenitore scientifico di riferimento per l'intero sud Italia: credo che questo investimento in cultura e professionalità possa segnare un'inversione di tendenza in un territorio abituato alla cosiddetta fuga dei giovani cervelli verso il nord. Per non dire dei convegni scientifici internazionali che in futuro potranno essere ospitati nello stesso Palazzo Turtur, rilanciando il profilo turistico della nostra città e del centro storico». Parole che trovano riscontro in quelle del prof. Gianluigi de Gennaro (nella foto con il gruppo dei ricercatori),
il giovanissimo ricercatore molfettese che coordina l'equipe di ricerca: «Le analisi dell'olfattometria dinamica sono estremamente costose e, per realizzarle, le utenze meridionali sono costrette a fare lunghi viaggi verso il nord Italia. Si tratta di una metodologia di analisi complessa e allo stesso tempo di grande interesse anche per i ricercatori europei che già partecipano a numerosi convegni sul tema. È una metodologia scientifica utilizzabile in particolare nell'ambito di quelle attività produttive la cui regolarità è legata al rispetto di determinati indici rivelatori degli odori molesti. Questo progetto finanziato dall'Università di Bari trova sbocchi anche per consulenze presso enti pubblici quali Regione, Provincia o anche per studi in collaborazione con l'A.r.p.a.».
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