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Il cuore sospeso. Le emozioni dell'amore Lo psicologo Giuseppe Maiolo presenta il suo libro (Edizioni “la meridiana”)
15 novembre 2004

Con i libri si possono fare tante cose. Si possono guardare le copertine incuriositi e passare avanti, si possono lasciare a prendere polvere nella libreria di casa…si possono leggere, recitare, disegnare. Quest'ultima via è stata intrapresa per il libro Il cuore sospeso. Le emozioni dell'amore in occasione dell'incontro con l'autore, Giuseppe Maiolo avvenuto presso La Meridiana (che ha pubblicato il testo) a Molfetta. Stipati nonostante l'inclemenza del tempo, tutti i partecipanti all'iniziativa hanno assistito ad un 'evento', per rubare una termine dell'arte contemporanea, animato da Francesco Tammacco, che ha letto quattro passaggi dei racconti presenti nel testo, e dal writer Pin noto a tutti i ragazzi per i coloratissimi murales che si possono vedere sui muri degli stabili ormai in disuso della nostra città e che è anche l'autore della copertina del libro. Il cuore sospeso è una finestra sulle emozioni adolescenziali legate soprattutto all'amore, al primo innamoramento; una finestra aperta, in ogni racconto, da una voce diversa, quella di Federica, quella di Michele e di tanti altri ragazzi che diventano 'tipi' nati dall'insieme dei contatti e delle storie, vere, con le quali Giuseppe Maiolo, psicologo, si confronta quotidianamente. E, assieme alle storie dei ragazzi, quelle di genitori che non ascoltano, o lo fanno poco, non capiscono o non vogliono farlo e non ricordano quando, anche loro, hanno vissuto le stesse emozioni. Diverse le tematiche affrontate: il nodo in gola che paralizza quando il ragazzo dei sogni ti parla, la forza di ricominciare dopo il tradimento del ragazzo e dell'amica…insieme, l'opposizione ad una storia d'amore di genitori trincerati dietro una spessa parete di stupide convenzioni, la scoperta dell'omosessualità e il coraggio di dichiararlo prima a se stessi e poi al proprio padre a costo anche di perderne la stima. Un caleidoscopio di sensazioni è legato al mondo adolescenziale e l'autore, dopo la lettura dei vari brani, cerca il confronto proprio con i protagonisti: i ragazzi rapiti dalle pagine del suo libro che gli rivolgono tante domande ironiche, a volte ingenue, ma mai banali. Lei sa come sono andate a finire le storie di cui ci racconta l'inizio? “In realtà no. Per la maggior parte dei casi affrontati, non so come poi sono andati a finire e forse non è poi così importante saperlo. I tipi adolescenziali che ho raccontato nel mio libro devono far riflettere più su come si deve arrivare alla fine e non sulla fine in se. Allora la storia si conclude e non c'è più niente da imparare: invece è in corsa che si impara, perché si sceglie, si sbaglia e si cade, ma ci si rialza e si continua. O si ricomincia”. Gli adulti hanno un ruolo negativo nel libro e quello che viene messo in evidenza è che 'non capiscono'. Cosa vuol dire? “L'età adolescenziale è un momento di rottura con i propri genitori. Quella nicchia impenetrabile di sicurezza e protezione scricchiola attaccata dalla voglia di vivere e di costruire una vita propria con le proprie esperienze e i propri errori. Chi non accetta o fa fatica ad accettare questo cambiamento e la nuova situazione sono proprio i genitori, gli adulti. Hanno perso il controllo sul loro figlio, non li ascolta più, trasgredisce e non può non farlo ed è questo che li destabilizza. E' per questo che vorrei che il libro fosse letto anche dai genitori perché riflettano…e ricordino. Devono rassegnarsi al fatto che per un certo periodo non ci si capisce e anzi, quando si sentono frasi del tipo 'io e i miei genitori non abbiamo nessuno scontro, siamo amici' beh, è li che ci si deve interrogare sulla situazione che non è affatto fisiologica, ma innaturale”. La delusione d'amore, di un amico il tradimento: non tutti li superano bene. Perché? “La delusione e il tradimento sono la rottura di un'altra nicchia. Certo non così forte come quella della famiglia, ma una nicchia più vicina al quotidiano adolescenziale. E può capitare che il ragazzo/a tradisca con il migliore amico/a. E allora la delusione è duplice e non è facilmente superabile. Ma tutti ci riescono perché devono farlo e alla fine, pur con tempi diversi, ci si ritrova più forti per l'esperienza fatta e pronti a farne delle nuove, attenti a non ricadere negli stessi errori”. L'omosessualità: perché questo rapporto così tormentato col proprio corpo e con questa società – falsamente – evoluta nei costumi? “Oggi, ancora oggi, è difficile scoprirsi omosessuali e accettarsi: nonostante la tanto sbandierata eliminazione di vecchi tabù, è ancora un problema comprendere e far comprendere. Soprattutto quando giunge il momento di rendere partecipi i propri genitori di quello che è un orientamento e non una scelta. Qualcosa che non si può 'curare con una pillola' come si auspicava la mamma di un ragazzo, che aveva richiesto un incontro con me, nel momento in cui il figlio le aveva rivelato di essere omosessuale. Questo è uno dei motivi per cui addirittura molti rimangono 'nel buio' da cui il giovane Michele, nel libro, riesce a venire fuori, anche se a vent'anni. Ma non tutti ci riescono e scelgono di vivere nell'ombra con un pesante carico che li può accompagnare per tutta la vita”. Un libro pensato, nel quale l'autore si immedesima nelle voci di tutti i personaggi di cui ha scelto di raccontare le storie, perché tematiche quotidiane, ma forse mai note abbastanza, venissero fuori regalandoci spaccati reali in cui ognuno dei presenti ragazzi e adulti – per una frase, un atteggiamento o anche solo un silenzio –, in fondo…e con piacere, si è riconosciuto. Francesca Lunanova francesca.lunanova@quindici-molfetta.it
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