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Il coraggio e le ragioni di una scelta
01 giugno 2009

La verità è che parliamo di rinnovamento e non rinnoviamo niente. La verità è che ci illudiamo di essere originali e creativi e non lo siamo. Siamo là con il nostro vecchio modo di essere e di fare, con l'illusione che, cambiati gli altri, cambi anche il paese. Capita di leggere pensieri e commenti di molti giovani. In ogni frase ritrovo sempre la parola “ me ne fotto “ oppure “ siamo tutti uguali “. Nei commenti non trovo mai una frase “ che cosa posso fare io per migliorare la società “ e quali idee mettere in campo. Non si cerca il dialogo e il confronto, non si partecipa alla vita pubblica e soprattutto non esistono dei grandi partiti di massa. Insomma, il grande compromesso storico di Enrico Berlinguer con la DC di Aldo Moro che portò a una stagione tra maggioranza e opposizione ricca di scelte sui diritti civili tra cui divorzio, consultori, aborto e il diritto di famiglia, portò a una maturità politica che oggi è lontana dalla realtà. In molti affermano la mancanza dell'Etica e Questione Morale nella gente. La Questione Morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta della democrazia. I partiti devono concorrere alla formazione della volontà politica della nazione e ciò possono farlo non occupando pezzi sempre più larghi dello Stato, sempre più numerosi centri di potere in ogni campo, ma interpretando le grandi correnti di opinione, organizzando le aspirazioni del popolo. I giovani negli anni Settanta affrontavano il mondo e la vita con la passione, con la voglia di lottare e di cambiare, la voglia di essere protagonista della loro vita. Si riunivano in assemblea, in lotte, in manifestazioni di piazza, in comitati direttivi fino a tarda notte sempre sperando in un mondo migliore, di libertà, di amore, di solidarietà, dove ognuno poteva essere e ritrovare se stesso contribuendo alla sua realizzazione e a quella di un mondo dove ci fosse posto per tutti. Tutti coloro che partecipano alle manifestazioni, incontri, discussioni, sono davvero qualcosa di bello, non solo per il loro rilievo e significato politico ma anche per il loro valore umano. Sono legami che uniscono gli uni agli altri, uomini che hanno comuni legami, comuni aspirazioni; i sentimenti della speranza in un futuro più bello per il nostro paese. Nelle prossime elezioni Europee, provinciali e Amministrative ci sono una marea di candidati e quasi tutti con lo stesso slogan “ vota me perché farò “ che coloro i quali chiedono il voto “ per ciò che fanno tutti i giorni “. Io preferisco i secondi..
Autore: Michele de Gennaro
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Ottimo lavoro, M. de Gennaro. La politica non è morta, è agonizzante, così come l'informazione. "Tutto è politico, anche se il politico non è tutto" (Fabio Comparato) - "Fuori dalla politica non c'è salvezza" (G.Moreira). Diversi istituti di ricerca, hanno constatato in una inchiesta che il 60 per cento dei giovani non sente alcun interesse per la politica. Il popolo semplice parlava e parla di politica, a priori e a posteriori, come di un male: "parlare di politica" con qualcuno, significa aver litigato. La politica (attuale) in tutti i paesi, crea un atteggiamento di sfiducia, di disprezzo e perfino di indignazione. Le cause sono facili da enunciare: la sottomissione dei governi e dei politici alla macro-dittatura del capitalismo neoliberista, gli scandali di corruzione e nepotismo, la falsità delle promesse elettorali, le alleanze spurie, l'inerzia interessata delle oligarchie nazionali. Dice la barzelletta: " Basta, fare politica con la politica! Lasciatela essere quello che è: fare affari!" Questa politica deve morire. A livello mondiale è già una politica morta per la società che vuole vivere umanamente e costruire un futuro autenticamente democratico, partecipativo, umanizzante, senza quelle disuguaglianze che gridano al cielo. L'economia cresce, ma anche simultaneamente la disuguaglianza. Per la maggior parte dell'umanità è una politica che deve morire, è già una politica morta. Per questo sempre più persone e aggregazioni sociali rivendicano una politica "altra", di giustizia, di partecipazione, di trasparenza, di servizio. Rinnovando le istanze tradizionali, molte delle quali caduche e ingiuste, e favorendo istanze nuove. Formando politicamente la cittadinanza. Occorre sempre più aiutare a pensare e ad assumere ciò che si deve fare perchè la politica viva, resuscitata, lontana dai "sepolcri imbiancati", sia una politica umana e umanizzante. Come Max Weber, distinguiamo tra la politica come professione e la politica come vocazione. Ruben Alves: "Di tutte le vocazioni, la politica è la più nobile. Di tutte le professioni è la più vile." Dobbiamo essere politici, fare politica. Chiediamo, sognando in grande, che la politica sia un'esercizio di amore, la celebrazione quotidiana di una convivenza veramente umana. - Abbiamo i politici peggiori d'Europa, la politica italiana si sta riducendo a qualcosa di squallido, vomitevole, e come se i cittadini italiani fossero diventati "tifosi". Comunque la Storia insegna che dopo un periodo buio c'è sempre un periodo prospero. Io sono fiducioso per il futuro, non per quello prossimo, ma tra pochi tutto questo schifo finirà, questi politici saranno messi di fronte finalmente alle loro schifezze e la verità finalmente uscirà vincitrice. Pazienza, ci vuole pazienza.

DALL'ASTENSIONE ALLA DICHIARAZIONE DI VOTO PER ESCLUSIONE. Sono schierato da sempre a sinistra e morirò a tempo debito come individuo di sinistra, ma la sinistra che vedo (Sinistra e Libertà, ma anche RC/PDCI con l'onesto Ferrero purtroppo insieme al burocrate Diliberto) è fatta solo da gruppi di potere residuali, vertici senza base, camorrie di piccoli burocrati tesi solo a riguadagnare delle poltrone per rappresentare loro stessi ed i loro amici, figli, parenti, senescenti buffoni (Ber.) e giovani saccenti cattolici (Vendola) spalleggiati da manipoli dalemiani (Mussi) e alcuni che condividono con Violante una parte della vergogna assoluta e politicamente intollerabile delle trattative segrete che hanno consentito al piazzista di arcore di conservare e mantenere l'abuso di posizione dominante e il monopolio dei media alle spalle di tutti noi appropriandosi indebitamente e a prezzi irrisori di frequenze tv in concessione pubblica a danno della concorrenza e dello sviluppo civile e morale del paese, glissando sul conflitto di interesse, non applicando le sentenze e consentendo, chissà per quali scambi di valori o di potere personali, il sacco e lo scempio del paese(un altro nome: Vita). Non chiedo per Voi nessuna sanzione reputazionale, ma almeno lasciate quegli spazi a sinistra agibili ad una classe politica nuova e si spera più degna! Quanto al PD, nulla da riferire come di fronte alla morte: Franceschini dopo il becchino Veltroni fa il suo gioco onesto ma potrà far rivivere il partito solo come una nuova DC, auguri, la sinistra non li potrà votare. Rimane solo un partito, contraddittorio e a tratti conservatore e populista come il suo leader, ma abbiamo Tranfaglia, Pardi, De magistris, Sini, Vulpio. Possiamo solo dare a questi signori una forte investitura e chiedere conto del loro operato in Europa a partire dall'8 di Giugno. Oggi si chiama IDV domani sarà il primo grande partito per la rinascita del paese. TANTO VI DOVEVO, F A L K O R O S S O

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