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Il caso del Parco Nazionale dell'Alta Murgia al Rotary di Molfetta
15 novembre 2015

MOLFETTA - La promozione dell’ecosistema uomo-paesaggio, ovvero la tutela e al contempo la valorizzazione dell’ambiente e dei prodotti tipici di un determinato territorio è oggi prerogativa fondamentale per ricostruire e/o mantenere intatto lo scenario agrario proprio di una determinata cultura e tradizione, un amalgama di colori, odori e sapori che lo rendono di per sé senza uguali, irriproducibile e preziosa risorsa sul versante economico. Di questo è molto altro si è discusso durante la serata dedicata all’agricoltura come strumento di sviluppo e protezione dell’ambiente naturale nell’ambito della rassegna “Viviamo il Territorio”, inaugurata dal Rotary Club di Molfetta presso l’Hotel Garden. Dal tema principale - “Il caso del Parco Nazionale dell’Alta Murgia”- ha preso avvio un’interssante dibattito su come l’agricoltura, generando alimenti, può rendere un servizio alla promozione del territorio senza dimenticare di salvaguardare l’ambiente circostante e di portare in tavola alimenti di qualità. Ad introdurre la serata - il presidente del Rotary Club di Molfetta - dott. Vincenzo Galantino che ha sottolineato come il territorio rappresenti una fonte di energia vitale di cui prendere piena coscienza al fine di ottimizzarne le peculiarità e ottenerne prodotti di estrema finezza come l’olio, il vino novello e i legumi. Difatti il successo dei frutti della terra è anche quello del suo territorio, in quanto il prodotto ha insito il legame con il luogo d’origine. Dunque il rilancio di una produzione agricola è anche il rilancio della terra che lo ha generato, fermo restando l’importanza assoluta di un equilibrio costante tra i due ecosistemi.

Ad approfondire l’argomento sul ruolo delle aziende agricole nello sviluppo e tutela del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, ci ha pensato il dott. Mariano Fracchiolla – Dottore di Ricerca in Agronomia Mediterranea presso il Dipartimento di Scienze delle Produzioni Vegetali della Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Bari. Definito come un laboratorio di grande interesse, il dott. Fracchiolla ha rimarcato come l’uomo abbia sentito la necessità di creare un parco utile alla salvaguardia delle bellezze naturali dell’ambiente murgiano. Un pezzo di Puglia caratterizzato da una suggestiva successione di creste rocciose, doline, dolci colline, grotte carsiche, scarpate ripide e boschi che si sono mescolati sapientemente con l’azione millenaria dell’uomo che ha edificato masserie in pietra dotate di recinti, stalle per le greggi, cisterne, neviere e chiesette contornate da reticoli infiniti di muri a secco. Uno rapporto sinergico tra l’esistente e l’azione antropica, un rispetto ancestrale che ha reso propizio lo sviluppo della zona attraverso la concentrazione di aziende agricole zootecniche che utilizzano la terra e suoi frutti come prospettiva di sviluppo economico e creazione di valore.
Insomma, una sorta di do ut des che permette ai produttori di avvalersi di risorse eccellenti per l’implementazione del proprio business – rappresentando il parco un incubatore di iniziative di crescita per la zona - e al territorio di essere protetto e di veder tutelata la sua eccezionale biodiversità. Un’altra opportunità di crescita per il territorio è rappresentata dalle aziende agrituristiche, imprese agricole connotate da un carattere di multifunzionalità.
A delineare un quadro più esplicativo al riguardo, il dott. Giovanni Scianatico – Presedente Regionale degli Agriturist – che ha spiegato come lo scopo primario della multifunzionalità sia quello, in un momento di crisi del settore, di integrare il reddito dell’azienda agricola andando anche a salvaguardare l’occupazione delle persone che ci lavorano mediante lo sviluppo di nuove attività collaterali ma che afferiscono sempre all’unità primaria e generatrice. Ne è esempio virtuoso la sua azienda agricola che dalla produzione di vino da tavola ha allargato gli orizzonti prima con la realizzazione di un agriturismo e dopo con la nascita di un B&B ubicato non a caso in un vecchio frantoio risalente al 1800. Ed in questa crescita esponenziale, supportata anche dalla forte spinta dell’utilizzo dell’e-commerce, il dott. Scianatico ha trovato spazio per dedicarsi anche alla produzione dell’olio biologico, l’oro della Puglia.
Altro esempio assolutamente virtuoso e che contempla il binomio valorizzazione-tutela ambientale è rappresentato dall’azienda agricola di Pietro Cifarelli - titolare della Valle nel Parco di Altamura – che ci ha tenuto a sottolineare quanto sia importante fare impresa subordinandola sempre alla qualità dell’ambiente e ottimizzando nel contempo  le produzioni come quella dei legumi.

A seguire, l’intervento dell’avv. Ferdinando Bruni – Istruttore Tecnico della Federazione Italiana Sport Equestri – che ha puntato l’attenzione sul patrimonio ippico della Puglia parlando ai presenti del cavallo Murgese e dell’asino di Martina Franca, esemplari con una storia ben radicata nella genesi del territorio.
Dopo l’intervento del Governatore 2014-2015 prof. Luigi Palombella, il presidente Galantino ha omaggiato gli illustri relatori con alcuni prodotti locali, lasciando poi spazio alla degustazione a cura dello chef Antonio Caggiano, membro dell’Associazione Cuochi Baresi e chef della Factory del Gusto di Molfetta.

© Riproduzione riservata

Autore: Angelica Vecchio
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