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Ieri all' Odeon di Molfetta l'omaggio al maestro Aldo Gigante
28 marzo 2009

MOLFETTA - Teatro Odeon pieno zeppo ieri sera per l'omaggio al maestro molfettese Aldo Gigante (nella foto, assieme al suo allievo Riccardo Muti), scomparso meno di due anni fa, in una serata-concerto voluta dall'associazione “Luigi Capotorti”. Un omaggio nello stile che il maestro avrebbe prediletto: all'insegna della musica, tanta musica, ma non senza escursioni nell'ambito della recitazione e della poesia, che Gigante adorava. Iniziando come violinista, il maestro Gigante studiò anche composizione assieme a Nino Rota, e si diplomò presso il Conservatorio di Napoli. Diresse poi la Scuola Comunale di Musica di Molfetta, dirigendo poi concerti sinfonici soprattutto a Bisceglie e nella stessa Molfetta, prima di passare alla composizione di musica religiosa e lirica, per pianoforte, per banda e per coro, una volta registratosi alla SIAE nel 1948. Dedicò gli ultimi anni di attività all'insegnamento del pianoforte, e fu allora che ebbe tra i suoi allievi Riccardo Muti, di cui simpaticamente ricordava “la scarsa applicazione”. Fu poi insignito del titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana, nel 1981. A rendergli omaggio sul palco del teatro Odeon si sono succeduti in tanti, a partire dal coro degli alunni della scuola Pascoli di Molfetta, che hanno eseguito, accompagnati al piano da Pierluigi Zaza, le due opere del Maestro “Il lampionaio del cielo” e “Il nano Mignolino”. Poi ancora musica da coro, con il coro polifonico “Luigi Capotorti” diretto dal maestro Tonia De Gennaro, con “U scarpare Gèmmèttiste” e “Tenève né megghière”. Poi è stata la volta della lirica, che ha offerto le voci delle soprano Luigia Mancini (che ha eseguito, tra l'altro, “Dammi, Signore, un'ala di riserva” su testo di Don Tonino Bello) e Lucia de Bari, e del tenore Enzo Galatino. I pianisti che si sono succeduti sono stati Cecilia Gigante, Lillino Cocozza, Ippolito Ventura, Pierluigi Zaza e Francesco Giancaspro, mentre al flauto si è esibita Tiziana Ragno. Per rappresentare però alla perfezione lo spirito che animava il maestro molfettese, oltre alla musica è stato bello affidarsi alle sue stesse parole. Aldo Gigante scrisse del suo rapporto con la musica che riempie la natura e l'anima delle cose con le bellissime parole di una delle sue poesie, recitate nel corso della serata da Donato de Cillis e Nunzia Antonino: così il maestro viveva la musica. E' stato il vento Tocco la corda d'un violino e fugge un solo suono. Lo spirito fremente la fa cantare al vento e l'agita finchè divien argento Si spezza quell' argento E da una corda sola ne nascon cento: è stato il vento. Ma sperdonsi nel volo le canzoni e poi quel suono ritorna a esser solo. Aldo Gigante
Autore: Vincenzo Azzollini
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