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Gli oranghi e gli equilibrismi dei politicanti
08 febbraio 2015

Gli equilibrismi dei politicanti sono stupefacenti. Vedremo perché, più avanti. 

L’antefatto.

Qualche giorno fa, la Giunta per l’Immunità del Senato, ha votato la richiesta (della Magistratura) di poter processare il sen. Roberto Calderoli (Lega Nord) per le parole, dallo stesso pronunciate durante una manifestazione del Partito, nei confronti del Ministro del Gabinetto Monti, Cécile Kyenge. Come è noto l’autorevole rappresentante della Lega (nella foto, in una caricatura che ha girato sul web dopo le sue parole offensive alla Kyenge) aveva pronunciato, nel corso di un raduno leghista nel luglio 2013, le seguenti parole nei confronti del Ministro Kyenge (Medico chirurgo oftalmologo, italiana ma originaria del Congo): … quando vedo la Kyenge, non posso non pensare alle sembianze di un orango!

Sorvoliamo sull’eleganza della dotta valutazione.

La frase aveva scatenato molte polemiche: la Magistratura aveva aperto un fascicolo nei confronti del senatore leghista. Però, perché la Magistratura potesse procedere, era necessaria l’autorizzazione della Giunta parlamentare – in questo caso, senatoriale – per le autorizzazioni.

L’allora ministro, non aveva sporto querela per diffamazione; la Magistratura (forse rilevandone le motivazioni) intendeva comunque indagare d’ufficio, per istigazione razziale.

Le cose sono andate come sono andate: mercoledì 4 u.s., i membri della Giunta, esclusi i rappresentanti del M5S, ed inclusi! quelli del P.D., hanno negato l’autorizzazione, perché, (dicono!) stando all’art. 68 della Carta costituzionale, i membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle proprie funzioni  (chissà qual’era la funzione di Calderoli in una sagra di partito).

La sig.ra Kyenge non aveva querelato, per cui, la frasaccia detta dal sen. Calderoli, entrava nel nutrito elenco delle esternazioni da bar dello sport, tipiche di alcuni ‘parlamentari’, protetti, come sono, da questo aberrante “ombrello”: immuni, perché Parlamentari!

Alla pubblicazione della notizia del voto contrario della Giunta, ad autorizzare la Magistratura a procedere – con il voto anche dei membri del P.D. - le reazioni sono state veementi! I media ne hanno riferito a sufficienza.

Il Partito Democratico,… accodatosi alla Lega, a F.I., N.C.D. ed Autonomie, al nutrito coro di critiche di Simpatizzanti e semplici Cittadini, nauseati da questi comportamenti disonestamente corporativistici, che consentono di far sì che anche offese davvero pesanti – espresse da un Parlamentare (in questo caso nei confronti di un altro Parlamentare –la      sig.ra Kyenge è attualmente Parlamentare europeo)  siano comunque in-sin-da-ca-bi-li!!! perfino dalla Magistratura, per non parlare del senso comune dei comuni Cittadini!, ha tentato di porre rimedio, smentendo di fatto i propri rappresentanti in Giunta e dichiarando che nel passaggio parlamentare, l’autorizzazione verrà votata.

Una situazione che, definire ridicola, non dà il vero peso della stessa. L’equilibrismo di cui abbiamo parlato in epigrafe; il sen. G. Cucca, capo gruppo P.D. in Giunta, poi mette una pezza peggiore dello strappo.

Ecco che cosa dice ad un Giornalista che lo intervista.

(stralcio) - …condanno la frase di Calderoli, ma la valutazione (della Giunta) è stata fatta da un punto di vista del diritto, non da quello politico!!!! (Dio solo sa che vuol dire).

(stralcio)circa la gravità dell’affermazione (del sen. Calderoli) …la frase di Calderoli è gravissima (sic). Tutti noi l’abbiamo sottolineato (e, meno male!) senza esitazioni, pubblicamente. Perfino lui (Calderoli) in audizione ha ammesso di avere detto una porcheria!! (e sarebbero due, le porcherie: una delle quali, la stiamo ancora scontando tutti: le legge elettorale PORCATA!!!!)

(stralcio) – alla domanda del perché, allora, è stata (la frase) ritenuta insindacabile risponde: per me (sen. Cucca P.D.) integra il reato di diffamazione. Solo che manca la querela di Cècile Kyenge ….! (più contorto di così! Questi politici continuano ad offendere il buon senso comune!).

Che sciocca la sig.ra Kyenge: da avere sacrosanta ragione per l’offesa subita, non solo come personaggio pubblico, ma anche come Cittadina, è passata dalla parte del torto: non ha subito querelato l’emerito zoticone!, per cui….

Sono poi seguite le solite, trite giaculatorie della storia… specchiata di democratico sincero ed anti-razzista (del sen.Cucca), il quale giura di aver agito secondo coscienza e non lo smuove minimamente il fatto che il suo Partito (chissà, forse anche essi nauseati – sarebbe ora) da questi squallidi, insolenti - diciamo noi - mezzucci ai quali ricorrono sempre più spesso persone che decidono di non decidere, per giustificarsi, abbia deciso di fare marcia indietro: complimenti, bella figura di…

Ah, un’ultima cosa: il sen. Cucca – forse piccato, a ragione: se lo merita,  dalle reazioni, fa un’ultima dichiarazione illuminante: Mi sono attenuto al rispetto del principio di legalità!

Il colmo!

Se questi allora sono i principi di legalità percepiti dal sen. Cucca, di che parliamo, quando scopriamo che qualcuno – TANTI – se ne infischiano di detta LEGALITA’?

© Riproduzione riservata

Autore: Tommaso Gaudio
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Il conte Axel Oxenstierna, cancelliere svedese durante la terribile Guerra dei Trent'anni, parlava con ampia cognizione di causa quando disse: “Renditi conto, figlio mio, che ben poco posto viene lasciato alla saggezza nel sistema con cui è retto il mondo.” Lord Acton, uomo politico inglese del secolo scorso, usava dire che il potere corrompe, e di ciò ormai, siamo perfettamente convinti. Meno consapevoli siamo del fatto che esso alimenta la follia, che la facoltà di comandare spesso ostacola e toglie lucidità alla facoltà di pensare. La perseveranza nell'errore, ecco dove sta il problema. I governanti giustificano con l'impossibilità di fare altrimenti decisioni infelici o sbagliate. Domanda: può un paese scongiurare una simile “stupidità difensiva” come la definì George Orwell, nel fare politica? Altra domanda, conseguente alla prima: è possibile insegnare il mestiere ai governanti? I burocrati sognano promozioni, i loro superiori vogliono un più vasto campo d'azione, i legislatori desiderano essere riconfermati nella carica. Sapendo che ambizione, corruzione e uso delle emozioni sono altrettanto forze di controllo, dovremmo forse, nella nostra ricerca di governanti migliori, sottoporre prima di tutto i candidati a un esame di carattere per controllarne il contenuto di coraggio morale, ovvero, per dirla con Montaigne, di “fermezza e coraggio, due virtù che non l'ambizione ma il discernimento e la ragione possono far germogliare in uno spirito equilibrato.” Forse per avere governi migliori bisogna creare una società dinamica invece che frastornata. Se John Adams aveva ragione, se veramente l'arte di governare “ha fatto pochissimi progressi rispetto a 3000 o 4000 anni fa” non possiamo aspettarci grandi miglioramenti. Possiamo soltanto tirare avanti alla men peggio, come abbiamo fatto finora, attraverso zone di luce vivida e di decadenza, di grandi tentativi e d'ombra.

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