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Giro d'Italia, i preparativi per il passaggio il 18 da Molfetta. Raccomandazioni e consigli Lavoro intenso per la Polizia Municipale cui toccherà presidiare l'intero percorso al fine di garantire le condizioni di sicurezza ad atleti e spettatori
08 maggio 2010

MOLFETTA - La città di Molfetta si prepara al passaggio del Giro d'Italia 2010. La carovana rosa che martedì 18 maggio farà tappa a Bitonto affronterà un percorso che comprende via Terlizzi, via Amm. De Dato, Via Galilei, via Imbriani, via Baccarini, via Ten. Fiorino, via Giovinazzo  e via Martiri di Nassiria. In quest'ultimo tratto, all'altezza della caserma dei carabinieri, è posto il traguardo volante.
Intanto, si è già messa in moto la macchina logistica comunale per preparare al meglio il passaggio dei ciclisti. Grande lavoro per gli agenti della polizia municipale, che avranno la collaborazione anche delle associazioni di volontariato Misericordia e Ser e dovranno presidiare gran parte dei 52 incroci di cui si compone il percorso.
Diverse le misure adottate per garantire la sicurezza di atleti, spettatori e squadre. Nelle vie coinvolte dal Giro è stato istituito il divieto di sosta temporaneo su entrambi i lati delle strade a partire dalle ore 15 del 18 maggio (fino al completo passaggio dei ciclisti).

Le strade coinvolte saranno inoltre completamente "off limit" alle auto cui sarà imposto il divieto di circolazione a partire dalle 15 fino al termine del passaggio della carovana. Per ragioni di sicurezza saranno interdette anche alcune strade limitrofe.
Il comando della Polizia municipale chiede la collaborazione dei cittadini per far sì che fin dalla mattina le strade interessate al passaggio del giro siano completamente sgombre da auto (anche per evitare intoppi e rimozioni forzate).
Non sarà possibile garantire la presenza di vigili urbani (devono presidiare 52 incroci) all'uscita delle scuole elementari, per cui si chiede ai dirigenti scolastici a tale scopo.

Nel frattempo, proseguono i lavori di sistemazione delle strade( nella foto). "Stiamo procedendo alla messa in sicurezza dell'intero percorso molfettese del Giro d'Italia mediante il ripristino del manto stradale" fa sapere l'assessore ai Lavori Pubblici, Mariano Caputo. "È un intervento che anticipa il Piano Strade cioè il massiccio intervento di 3 milioni di euro destinato al rifacimento delle principali arterie stradali sia in periferia che nel centro città." I lavori consistono nella rimozione del vecchio manto stradale (con scarificazione dell'asfalto) e realizzazione ex novo del "tappetino" stradale. 
Bisognava aspettare il giro d'Italia per rimediare almeno in parte al disatro delle strade molfettesi: nemmeno le ultime elezioni sono state sufficienti allo scopo, forse perché ormai si amministra senza pensare alle necessità dei cittadini.
 

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Giro d'Italia 2010. Quanti anni sono trascorsi da quel lontano 1909 - 1° Giro d'Italia -, organizzato dalla Gazzetta dello Sport, e com'è cambiato il mondo del ciclismo al giorno d'oggi. Salutato come un'avventura, otto tappe da Milano fino a Napoli e di nuovo a Milano, su strade sconnesse e biciclette pesantissime. Giovedì 13 maggio 1909, fu dato il via a 166 corridori prima dell'alba, alle 3 e qualche minuto, sul milanese viale Monza. Gli appassionati che vi erano affollati già alla vigilia per la punzonatura, facevano ala sulla strada fin quasi a Sesto, mentre molti negozi del vicino corso Buenos Aires erano rimasti aperti tutta la notte, come per una sagra. Fra una tappa e l'altra, c'era un intermezzo di uno o due giorni, spesi in forma spensieratemente turistica. Ma i più avevano da badare a se stessi e alla loro bicicletta. E poi c'era chi invocava il medico. Un fatto curioso fu l'esplusione di Giuseppe Brambilla, scoperto su un vagone ferroviario di terza classe nel tratto Ancona - Grottammare, e la giuria lo aveva colpito. La polizia dovette arrestarlo perchè non voleva abbandonare la corsa. Si rivide in bicicletta, all'ultima tappa mentre correva dietro la macchina della giuria, lanciando insulti. Il trionfatore di quel primo Giro d'Italia fu Luigi Ganna, passato alla storia. Con le 5.000 lire di premi vinti, aprì una fabbrica di biciclette - anch'esse passate alla storia -, nella sua Varese: le famose biciclette Ganna. Ma in realtà, tutti i 49 corridori arrivati alla fine di quel Giro, e anche gli sfortunati rimasti per via, lungo quei 2.408 chilometri, erano moderni eroi.-



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