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Gergario degli addetti ai lavori nella Quaresima molfettese Dedicato a tutti i confratelli, ai portatori ed al popolo molfettese che, al seguito di processioni o nel corso di discussioni quaresimali, odono ed usano termini ai più, a volte, sconosciuti, arcani e misteriosi
15 novembre 2010

Ritirata ai banchi/Rtrat all vengh – Ritirata a forcella/ rtrat a frcedd Portatori che recano la statua in chiesa fi no agli appoggi fi nali (all vengh) e portatori che seguono a forcella l’entrata della statua in chiesa. Il termine “banchi” è rimasto nel gergo comune poiché le statue, prima dell’avvento dei cavalletti, si poggiavano su comuni banchi da chiesa. Sagrstèn Addetto alla cura della chiesa . Mitici sacrestani delle due Arciconfraternite furono per la Morte: Pasqual (modello di Giulio Cozzoli per la statua di S.Pietro, il quale narrava che “Don Giulio” gli aveva costruito una forcella speciale per reggere il braccio nelle lunghe sedute di posa) e Vardine (Berardino Claudio) noto e temuto per la sua irascibilità. Per quella di S.Stefano: Giovanni Camporeale detto “Giovenn u sagresten stdend”. Sard soepe o ngenzier Durante la notte che precede l’uscita dei Misteri, giunta mezzanotte del giovedì santo e chiuse le porte della chiesa si procede all’allestimento della processione, si smonta il sepolcro, si mettono le “sdanghe” alle statue e le si pone in ordine d’uscita, con le forcelle incrociate… In una notte di queste, quando si era in pochi (e sempre gli stessi) ad eseguire tale incombenza, approfi ttando del fatto che in concomitanza del tempo morto tra la fi ne delle operazioni e l’inizio della processione, “scendevano i motopesca”, un confratello si recò all’adiacente porto tornando in chiesa con un telaietto di sarde che furono immediatamente arrostite e gustate dai pochi addetti ai lavori, utilizzando un incensiere con i relativi carboni (allora si usavano solo carboni). Il Venerdì Santo, alla commemorazione del “Quinto venerdì” (Cristo Morto), processione appena conclusa, Confratelli e popolo che gremivano la chiesa, si accese l’incensiere per la funzione sacra; immediatamente la chiesa fu piena di un profondo odore non d’incenso ma…di sarde arrostite. S’bbulcr (Sepolcro) Repositori allestiti presso le varie chiese della città. In particolare, nelle chiese di S.Stefano e di Santa Maria Consolatrice degli Affl itti, (Purgatorio), vengono esposte le statue recate in processione nel corso della Settimana Santa. Scapizzl Termine mutuato dal gergo contadino per indicare un breve tratto di strada in cui per un beve periodo la statua del Cristo Morto veniva ceduta a quattro coppie di portatori che non avevano avuto fortuna nel sorteggio. Memorabile il duetto tra due militari , l’uno generale e poi Priore dell’Arciconfraternita di S. Stefano, l’altro maresciallo e subalterno del primo. Quando quest’ultimo si rifi utò di lasciare il Cristo agli altri che protestavano in maniera violenta, il generale al fi ne di porre termine alla diatriba, con piglio militaresco, si avvicinò alla statua ed ingiunse al suo sottoposto: Maresciallo si consideri agli arresti!!! La risposta del maresciallo fu molto inurbana, ma gli arresti non ci furono. Altri tempi ed altri uomini… Scarciofl Nome in gergo attribuito alle pigne lignee dorate che costituiscono il terminale delle aste del baldacchino nella processione del Venerdì Santo. Sciaie a pass Seguire il tempo scandito dal ritmo della marcia funebre (4 quarti) o dal tamburo, consentendo alla statua di ondeggiare lentamente e ritmicamente nel procedere. Sciaie a temmurr e merch Modo diverso dal consueto “Sciaie a tratt” per i portatori del Cridisto Morto in cui ogni quadriglia porta la statua per il tempo di esecuzione di una rullata di tamburo e di una successiva marcia funebre, al fi ne di evitare che in un solo tratto si eseguano più marce e nel tratto successivo se ne eseguano di meno. Il primo tratto in assoluto, corrispondente ad una rullata di tamburo è quello compreso tra la presa dai banchi della statua e l’arrivo alla porta di S.Stefano. Questo sistema viene raramente seguito e dipende dalla lungimirante esperienza degli amministratori pro tempore. Schetlasse Movimento ondeggiante dei portatori che alzano alternativamente le spalle per meglio posizionarsi sotto la statua, generano scompenso all’intera quadriglia. Molto meglio è “tzzlà”, fermarsi, riposizionasi e ripartire. Scoglio E’ il masso su cui poggia il gruppo della Pietà, realizzato dallo scultore Giulio Cozzoli per ovviare all’inconveniente, prima esistente, di una Madonna seduta sul nulla e di una croce che pareva spuntare dalla schiena della Vergine stessa. Scrfl ecchie E’ il perno fi lettato, molte volte costruito a mano tramite forgiatura da qualche artigiano fabbro, si inserisce in una staff a quadrangolare e termina alle due estremità, una a piattello e l’altra a forcella, bloccando la “sdanga” contro la base. Scrumm Rullare del tamburo quando si esegue il “Pianto di Maria” in testa alle processioni. Secondo alcuni puristi della materia “u scrumm s’soene tre volte…”.prima dello squillo di tromba. Sdengh/Stanga Asse quadro/cilindrico che passando sotto la base delle statue e poggiando sulle spalle consente ai portatori di reggerne l’insieme (base/statua). Send’a Pchredd Così era chiamata dagli addetti ai lavori un’opera giovanile di Giulio Cozzoli (Esaltazione della Sindone) talvolta utilizzata all’interno del sepolcro per sorreggere il reliquiario argenteo contenente un frammento della croce di N.S.G.C. che in processione si trova ai piedi del Cristo Morto. La defi nizione fu coniata da Donna Margherita Gadaleta a motivo che i puttini che reggono la Sindone sono raffi gurati nudi e con la “Pchredd” esposta gli sguardi. Sett dint Confratello dell’Arciconfraternita della Morte, bevitore e di aspetto rubizzo che disponeva di una mazza personale di foggia simile a quelle “uffi ciali”, la cui parte superiore era dipinta di un non defi nibile color kaki e che gli attribuiva (o si auto attribuiva) la qualifi ca di “mazziere”… Settenario/Sttnerie Settimana che intercorre dal quinto venerdì di quaresima fi no al venerdì di passione, durante la quale, in onore alla B.V. Addolorata vengono celebrate funzioni religiose comprendenti la recita del rosario, la messa, il canti riferentesi ai dolori della Madonna, e le preghiere proprie del Settenario. Sfere Così impropriamente chiamati i puntali delle croci della Pietà e dell’Addolorata realizzati in argento e placcati in oro. Signori a voi !!! Era la frase che il Priore di S. Stefano rivolgeva ai portatori pronti per l’uscita. La chiesa, pur gremita, era immersa in un silenzio tombale, solo i sei lumi del Cristo Morto facevano un po’ di luce ed il Priore, alle ore tre e cinquanta, avvicinandosi alla statua e battendo due colpi sulla base del Cristo rivolgeva questa frase a chi doveva portarlo fuori. Altro fascino di uomini di cui si è perso lo stampo… Sorteggio Per essere portatori bisogna sottoporsi al sorteggio perché gli aspiranti portatori sono sempre in sovrannumero rispetto ai posti disponibili (abbinamento numero/coppia con numero attribuito in ordine di presentazione temporale della domanda). Famosa è una canzoncina intonata dal confratello di S. Stefano, Leonardo Balacco, soprannominato U Capataz per l’imponenza fi sica e per la potenza della voce che, agitando le pedine della tombola natalizia che per qualche tempo si sono utilizzate ai fi ni del sorteggio, prima dello stesso così canticchiava con aria nervosa e preoccupata: Quando è l’ora del sorteggio la mia mente è un vulcano… Spartiss la bomb Capita che l’alternanza delle “bombe” possa favorire, nell’ultima “bomba” , la coppia che ha iniziato “sotto” il tratto di competenza ed il tal caso lo spazio delimitato dall’ultima “bomba” e la fi ne del tratto viene equamente diviso a metà in modo tale che la coppia che ha iniziato “a forcella” sia l’ultima a portare a spalla la statua. Spingere/Spenge Nei tratti in salita o nei momenti di diffi coltà i portatori che sono nella parte posteriore della statua incalzano (spingono) gli altri che sono davanti ( Via S. Benedetto, Via .Angelo, Via Annunziata). S’ssrìst/Sussurristi Confratelli della Confraternita della Visitazione di Maria, così detti poiché tradizionalmente, a metà itinerario processionale (Via Roma) usavano recarsi in una nota cantina che in quel luogo trovavasi, per rinfrancarsi con un sorso di buon vino (Sussurr). Sta all piet di Crist Esclamazione che uno dei portatori dice all’altro per evidenziare che le sue forze fi siche vanno fortemente affi evolendosi già molto prima della fi ne del tratto o “bomba” di competenza. Commento malevolo di chi stando nella fi la processionale nota palesi segni di stanchezza o di soff erenza fi sica in qualche portatore (spesso chi commenta è un portatore sfavorito dal sorteggio).

Autore: Angelo e Gennaro Gadaleta
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