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Gazzella volante fra i seggi: l'entusiasmo di una cronista matricola
15 aprile 2010

Quella delle elezioni è una realtà che spesso riesce a coinvolgere molti ragazzi a Molfetta: tra chi, più fortunato, viene sorteggiato come scrutatore e chi invece deve accontentarsi di un compenso minore lavorando come rappresentante di lista. Da un lato questo genere di partecipazione risulta determinante anche come mezzo che avvicini noi giovani alla politica. La nostra è infatti una generazione che non ha in sé ideali forti, passioni accese, che non lotta ma preferisce abbandonarsi all’apatia e al distacco di chi non si aspetta nulla dalla politica, vista come distante e corrotta. D’altro canto proprio questi giovani troppo spesso si impegnano in quello che è un vero e proprio lavoro più per soldi che per credo politico, vendendosi ad un prezzo che oscilla tra i 30 e i 50 euro, senza alcun reale interesse a sostenere il partito per cui lavorano. In questi casi, d’altronde, le risorse del partito saranno sprecate inutilmente. Infatti, come ho potuto constatare io stessa, un rappresentante che non crede davvero in quello che fa fi nirà per gironzolare in modo sconclusionato nei pressi del seggio, tornando ogni tanto a scopiazzare qualche voto e non adempierà invece al suo compito più importante: controllare che lo spoglio avvenga in modo corretto, senza che il partito sia sopraff atto da chi considera nulle schede che in realtà non lo sono. Se invece ci si impegna davvero, il rappresentante diventa un ruolo di grande importanza: può infl uire nel conto dei voti della propria sezione e quindi anche, se pur in minima parte, nel risultato fi nale. E’ vero infatti che lo spoglio è un’operazione pubblica, ma è anche vero che si cerca di tenere il più possibile fuori quelli che non sono rappresentanti uffi - ciali, per evitare ulteriori lungaggini. Per me, neofi ta del giornalismo quasi diciottenne, sentirsi coinvolta nello spoglio ancor prima di votare per la prima volta, è stata un’esperienza certo non facile, ma sicuramente importante. Correre da una sezione all’altra, ma soprattutto allo stesso tempo sperare che vinca chi si vorrebbe a governare, è quasi emozionante, come può esserlo “fare il tifo” per qualcuno, pur non avendo la possibilità di infl uire sul risultato. Insomma, sono pochi i momenti che riescono a coinvolgere la nostra generazione tutta nella politica: uno di questi potrebbe essere stato quello delle proteste contro la riforma Gelmini, che almeno in un giorno ci ha visto tutti uniti in un corteo di cui non si scorgeva la coda. Eppure questo interesse muore subito e troppo facilmente ci dimentichiamo, noi giovani e anche molti adulti che per delusioni o altro preferiscono disinteressarsi, che la politica non è così distante dalle nostre vite, ma al contrario le condiziona radicalmente.

Autore: Giulia Maggio
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