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Francesco Cuocci torna a scuola a 66 anni: ho ancora voglia di imparare
15 giugno 2014

A conclusione del convegno sulla formazione permanente degli adulti, ha voluto prendere la parola un uomo iscritto al corso serale della scuola media “Giaquinto” che, con grande entusiasmo, ha ringraziato il Dirigente scolastico per avergli dato l’opportunità di studiare e i professori per tutto il sapere che gli trasmettono di giorno in giorno, raccontando di quanto sia importante per lui imparare. Incuriositi da questo signore e dalla sua passione per la cultura, lo abbiamo incontrato. Francesco Cuocci, 66 anni portati benissimo, è oggi in pensione ma ha alle spalle 29 anni effettivi di navigazione, una medaglia di lunga navigazione e un attestato. Quando Quindici gli chiede le motivazioni che lo hanno spinto a tornare a scuola, risponde semplicemente: «L’ho fatto per il sapere. Non volevo rimanere chiuso nella mia ignoranza, né sprecare tempo prezioso quando lo si può utilizzare apprendendo. Ho imparato a scrivere correttamente, le regole grammaticali, l’importanza della punteggiatura, l’inglese e le scienze, tutte materie molto interessanti. Oltre ai libri scolastici, mi piace leggere quelli di psicologia e di filosofi come Seneca». Come si trova nella sua classe? «In classe siamo tutti allo stesso livello. Quando uno di noi fa una domanda perché non ha ben chiaro l’argomento, i professori sono sempre molto disponibili nel ripeterlo». Poi il signor Francesco vuole dare un consiglio sincero a giovani studenti. «Quando d’estate le scuole chiudono, i ragazzi chiudono anche i libri mettendoli da parte e sottovalutano l’importanza della ripetizione che invece ritengo essenziale. C’è in più il grave problema della dispersione scolastica, ragazzi che non frequentano più la scuola e i cui genitori non lo impediscono. Ad essi in futuro sarà preclusa la possibilità di diventare dei professionisti, dei medici, degli avvocati. A questi vorrei dire che tutto ciò che perdono della scuola durante la giovinezza, tutte le opportunità che essa offre, non sono più recuperabili». Lei parla per esperienza personale? «Si, dopo la quinta elementare, nel 1965 ho intrapreso la vita da imbarcato. Sono cresciuto in fretta perché, morto mio padre, con mia madre e quattro sorelle era necessario che lavorassi. Così, a poco più di 14 anni mi fu rilasciato il libretto di mare. Ma la mia più grande realizzazione nella vita è stata la famiglia, mia moglie ha saputo dare ottime basi ai nostri figli che sono oggi il mio orgoglio». Cosa vorrebbe fare dopo il conseguimento della licenza media? «Mi piacerebbe frequentare l’ENAIP, conosco l’idraulica e ho esperienza come gruista, un lavoro molto stressante, al punto che chi faceva questo mestiere era sottoposto a visite psicologiche e neurologiche bimestrali. Quando manovravo la gru con pezzi che pesavano tonnellate, non era consentito sbagliare, in quanto un solo errore poteva costare la vita agli altri operai, oltre che causare danni alle strutture». Non possiamo che essere stati lieti di conoscere il signor Francesco, così affamato di cultura, nonostante la vita lo abbia condotto su strade completamente diverse. Gli auguriamo di affrontare con successo l’esame per la licenza media.

Autore: Marianna Palma
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