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Festival del Mare, un successo mancato Delusione per l'annullamento degli ultimi due spettacoli
16 settembre 2006

MOLFETTA - Si è conclusa in maniera inattesa con l'appassionata e sanguigna “Amarafemmena” di Mariangela D'Abbraccio la V edizione del Festival del Mare. Annullati l'appetibile concerto di Lina Sastri (dopo ben due rinvii) e la “Pretty story of a woman” di Manuela Arcuri e Ninì Salerno, ad abbonati e paganti è stato rimborsato quanto dovuto. Ma qual è il bilancio di questa manifestazione, che si incastona in una delle più grigie estati molfettesi che si ricordino negli ultimi anni (quasi il nulla, se si eccettuano, ad esempio, “Ti fiabo e ti racconto”, il concerto di Renzo Arbore, Miloud e “Aritmia mediterranea” nel quadro della “Festa dell'Unità”, e scarsissime iniziative gratuite)? L'interessante cartellone allestito da Giovanni De Feudis ha dovuto subire alcune variazioni, che sicuramente ne hanno modificato nettamente la fisionomia. Solo cinque manifestazioni hanno avuto luogo: si è già accennato alla D'Abbraccio che, però, ha un po' deluso il pubblico (concerto troppo statico, a tratti monotono, malgrado le belle canzooni napoletane e la calda voce della protagonista) che forse si aspettava una performance a livello della Sastri (peccato che sia stato annullato il concerto napoletano, perché il pubblico avrebbe potuto fare il confronto con uno spettacolo di più alto livello, come sa chi l'ha visto in altre città). Validissima l'apertura con Sergio Caputo il 15 luglio. Si segnala il concerto di musiche da film in sinfonia del premio Oscar Louis Bacalov, accompagnato dall'orchestra della Magna Grecia. Il musicista non ha eseguito esclusivamente sue composizioni, ma si è cimentato anche con pezzi di altri autori, ad esempio l'Ennio Morricone di “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”, notissimo film interpretato da Gian Maria Volonté e Florinda Bolkan. Momento di maggiore intensità l'esecuzione della colonna sonora del “Postino”; Bacalov si è imposto anche però in qualità di virtuoso del pianoforte, come quando si è congedato dal pubblico col tango “Adios muchachos”. Frizzante e ricco di brio il “Decamerone” boccacciano (e non di Petrarca, come ha scritto qualcuno) rivisitato da Peppe Barra, con la partecipazione dell'étoile André de la Roche. Felice l'idea di compattare le novelle, modificandone i personaggi, come nel caso della vicenda di Peronella e l'orcio, che nella commedia musicale viene cucita addosso ai personaggi di Calandrino, monna Tessa e Bruno. Suggestiva l'idea, sulla scorta di scelte pasoliniane, di far dipingere Buffalmacco nel corso dell'intero spettacolo, rievocando la realizzazione del Trionfo della Morte del Camposanto di Pisa. Splendida la musica dal vivo di Lino Cannavacciuolo, che consente all'androgina (e incantevole) voce di Maria Letizia Gorga di dispiegarsi con estremo vigore. Quest'ultima si segnala anche come abilissima interprete del personaggio di Monna Tessa e della madre di Caterina. Il “Decamerone” di Barra ci appare uno dei migliori eventi degli ultimi Festival del mare. Delude un po' l'attesissima “Carmen” della “Compania Espanola de Ballet Flamenco Jose Greco”. Gli estimatori della musica di Bizet non avranno tardato a notare come dell'opera celeberrima restassero esclusivamente il canovaccio e pochi brani come l'habanera, la rissa delle sigaraie, il Toreador, “À deux quartos” ecc. A dominare incontrastata la musica spagnola. Lo spettacolo appare nel complesso pregevole e i virtuosismi di José Greco e compagnia non scontentano gli appassionati. Non manca qualche momento di noia; le scene più spettacolari, viceversa, sono senz'altro quelle di gruppo. Su tutte la danza dei sistri, con la bravissima Raquel La Madrid. La delusione per l'annullamento degli ultimi due spettacoli ha senz'altro pesato sulla stagione, che peraltro ha offerto ugualmente momenti di grande interesse. Resta il disagio per una città che sembra sempre più implodere in un grigiore culturale senza fine. Una città che passa dallo scialo di alcuni degli ultimi Festival del Mare all'uscita dal Consorzio del Teatro Pubblico Pugliese, con conseguente perdita dalla stagione teatrale invernale, e sembra non conoscere affatto l'esistenza di “mezze misure”. E per gli affamati di cultura a Molfetta sembrano prospettarsi tempi duri...
Autore: Gianni Antonio Palumbo
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