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Elezioni a Molfetta: tramonta l'ipotesi del fronte anti-Azzollini. Ultimi cambi di fronte
25 febbraio 2008

MOLFETTA - Alla fine il sindaco uscente Antonio Azzollini (foto) potrà cantare vittoria. Sembrava certo e granitico il fronte anti-Azzollini e poi si è sbriciolato strada facendo. E il senatore ha cominciato a lavorare ai fianchi i partiti e a svuotarli progressivamente. Poi è stato alla finestra a vedere quello che accadeva nel cortile del centrosinistra e, forse con un po' di timore, ma non eccessivo, ha visto materializzarsi una coalizione che avrebbe potuto creargli seri problemi, anche se poi si è sciolta come neve al sole. In realtà, l'alleanza della sinistra col grande centro era un'occasione unica per battere il senatore, forse anche al primo turno. Ma una serie di veti incrociati sui nomi dei candidati e una retromarcia imprevedibile dell'Udc, hanno fatto cadere ogni speranza di una coalizione contro Azzollini. Anche l'Udc alla fine è tornato all'ovile, abbandonando le velleità di candidare Carmela Minuto che ora dovrà accontentarsi di fare l'eterno vice ad Azzollini. Il Partito Democratico ora sarà costretto a recuperare posizioni a sinistra, attraverso un dialogo con l'Arcobaleno, mettendo in seria difficoltà anche il Movimento "Molfetta prima di tutto" di Enzo de Cosmo e l'Udeur di Lillino Di Gioia. E il balletto e le voci sulle candidature, in molti casi con nomi e ipotesi per nulla fondate (sulle quali c'è stato chi si è improvvisato indovino), ha dimostrato tutta la sua inconsistenza. Intanto si è definita meglio la posizione di An (Armenio, Sgherza, Pino Amato, Lanza) che qualcuno considerava aggregata al grande gruppo che ha dialogato con il Pd. Il presidente di Alleanza nazionale, Francesco Armenio, ha rilasciato una dichiarazione ufficiale firmata dal presidente e dal gruppo consiliare, in cui si sostiene che "l'unico tavolo che riconosciamo è quello del centrodestra e dialoghiamo per la scelta del candidato-sindaco solo con le forze uscenti della vecchia coalizione di centrodestra". Pino Amato e An hanno smentito qualsiasi appoggio alla candidatura di Tommaso Minervini, "notizia diffusa da alcuni organi di stampa nelle ultime ore". Fantasiosa perciò questa ipotesi di ricandidatura di Tommaso Minervini, già sindaco di una coalizione di centrodestra e che oggi viene riproposta come "Aggregatore" del grande centro e del Pd, al punto da bruciare qualche candidato. Ma anche in questo caso i conti non sono tornati. E dopo aver firmato un documento in cui si riconosceva al Pd l'indicazione del candidato sindaco, l'Udc dei Minuto ha fatto una brusca marcia indietro, non presentandosi all'incontro in cui questa candidatura doveva essere formalizzata. Il tempo stringe e la situazione non si sblocca e quindi non vengono fuori i candidati dei due poli. Il centrodestra aspetta di conoscere il nome del candidato sindaco per decidere cosa fare: se il candidato apparirà loro forte, la ricandidatura di Azzolini, sarà inevitabile. Invece se il candidato del centrosinistra apparirà debole, il senatore potrà cedere il suo scettro a qualcuno della sua coalizione. Ma nel giro di un paio di giorni, i vari nodi saranno sciolti e la città conoscerà i veri nomi dei candidati sindaci, senza andare dietro alle chiacchiere da caffè riprese da qualcuno e alle ipotesi fantasiose di alcuni media. Intanto leggetevi l'inserto "Speciale elezioni" di Quindici per capire i possibili scenari della situazione.
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Mentre fra schieramenti, veti, paletti e questioni morali, fra inciuci agognati o paventati, fra evocazioni di “gente che non capirebbe” e “gente che vuole questo o quell'altro”, fra tratteggi di confini e teorizzazioni delle loro ragioni, fra programmi scritti col sangue o sul ghiaccio, fra disinvolte frequentazione di tavoli di lavoro e di ristoranti, fra metter cappelli su sedie o poltrone, fra incontri formali, informali, ufficiali e ufficiosi va in scena il gran gioco della politica cittadina che permette ai suoi abitanti desiderosi di identità di farsene una, seppur avventurosa o fugace, dividendosi in schiere sciamanti composte da inguaribilmente fiduciosi, pregiudizialmente schierati, supporter ottusi, schifati ispirati e isterici annoiati, al grande progetto del senatore che potrebbe mettere in moto i meccanismi stranoti del ciclo del cemento e che rischia di attirare capitali la cui provenienza potrebbe non sempre essere facilmente decifrabile, come ben sapeva e disse con voce che parve dal sen sfuggita l'ex ministro Lunardi, si oppongono interessi familistici incarnati in rubagalline che di tutto quel bendidio che vedono passare sotto il naso vorrebbero tanto poterne fare pasto e che evocando strumentalmente emergenze democratiche e morali o semplicemente caratteriali, mentre il possibile si biforca fra Aberdeen e Casal di Principe, giocano a darsi aria di politici fatti e si danno alle trattative come se fossero le mani di poker a cui sono avvezzi giocare nei retrobottega dei bar in cui trascorrono buona parte delle loro esistenze. Come sempre il balletto della politica nascondere il banchetto degli affari.

Per chiarezza politica è bene, esattamente come hanno fatto Veltroni e Berlusconi a livello nazionale, che il PD (e le sigle che lo compongono che possono essere utili nella campagna elettorale comunale) ed il PDL (stesso discorso del PD), non si alleino con soggetti tipo la Sinistra Arcobaleno da una parte e l'UDC dall'altra. L'unica cosa da far comprendere ai diretti interessati è che non vi possono essere "esperimenti" incomprensibili ai più, specie nel momento in cui si va ad elezioni politiche contemporanee. Ad esempio, il Partito Socialista (leggasi Tommaso Minervini?) non è "apparentato" con il PD e, quest'ultimo, abbia il coraggio di esprimere in prima persona il suo candidato! Stessa cosa deve fare AN che, al suo interno, ha persone che vogliono fare una lotta "interna" al PDL non accettando la forza dei numeri che impone la componente di F.I. dover esprimere il candidato sindaco per conto del PDL. Tutto il resto è mania di protagonismo di qualcuno, voglia di tornare a decidere le sorti della città non avendo i numeri e sperando di rappattumare tutte le forze possibili contro Azzollini: lo stesso esperimento che ha dato il Governo Prodi due anni fa e che ha dimostrato la poca lungimiranza politica dell'epoca. Certo, perseverare è diabolico ed agli elettori individuare i diavoli della politica nostrana evitando di premiare unioni per la scorza, anzi votando seriamente per la città, affinchè non si possa dire che la classe politica molfettese è di livello infimo, pari al voto della popolazione. Insomma, elettori molfettesi, se vogliamo la QUALITA' DELLA POLITICA, VOTIAMO PERSONE DI QUALITA'!
Destra o sinistra che sia c'è solo un inequivocabile dato di fatto: Molfetta non era pronta per affrontare questo terremoto politico. La sinistra non ha un valido candidato sindaco da proporre. Tutti nomi di professionisti rispettabili ma politicamente inadeguati. la Destra non ha a sua volta un candidato da proporre alla stessa maniera della sinistra, fatta eccezione per l'unico sopravvissuto di una generazione di politici con la P maiuscola: il sen Antonio Azzollini. Per il bene di questa città, non deve essere fatto nessun terremoto politico. Azzollini deve continuare a guidare la città ma con collaboratori più validi e meno affaristi. Io voterò Azzollini per dare una linea di continuità alla città ma soprattutto perchè è l'unico in grado di garantire progresso e prosperità, ma allo stesso tempo lo invito da cittadino che osserva, a non stringere alleanze con gente poco avezza alla politica e maggiormente portata per affarucci da bassa macelleria. Capisco che bisogna creare una maggioranza ed una opposizione, ma sinceramente i toni pacati e soporiferi di questa campagna elettorale fanno presagire ad un intelligente armistizio da parte di chi negli anni ha dimostrato di non saper guidare una città. delinquenti e delinquentulli ci saranno sempre e fanno parte del gioco a qualsiasi livello. Molfetta deve continuare a crescere a svilupparsi ed a creare opportunità per i giovani, e può farlo solo con l'appoggio del sen. Antonio Azzollini.! Non è uno slogan elettorale ma solo il mio modestissimo pensiero!

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