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Domani prima edizione del concorso “Gaetano Salvemini e i giovani” a Molfetta
15 maggio 2014

MOLFETTA – Domani, venerdì 16 maggio si svolgerà presso l'Istituto Professionale "Mons. Bello" la I edizione del Concorso "Gaetano Salvemini ed i giovani", organizzato dalla Rete delle Scuole Superiori e dall'Amministrazione comunale di Molfetta.

La manifestazione seguirà il seguente programma: ore 9-13: Saluto delle autorità e presentazione delle opere in concorso; ore 17-19: Interventi del prof. Isidoro Mortellaro, Docente di Storia delle Dottrine Politiche dell'Università degli Studi di Bari e della prof.ssa Liliana Gadaleta Minervini, docente di Filosofia e apprezzata collaboratrice di “Quindici”; Premiazione.

 

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Per il “rispetto storico” e valorizzare l'implacabile antifascismo di questo grande uomo, scriviamo anche quanto segue, per amore della storia, per amore della verità. – “Nel 1914 tensioni rivoluzionarie e bisogno di guerra sono ormai unite in un nodo inestricabile. Gaetano Salvemini, che pure dedicherà poi tutta la vita a lottare contro il fascismo e alla difesa del metodo democratico, nel maggio di quell'anno, dopo che Mussolini ha trionfato al congresso socialista di Ancona con la sua linea massimalista, facendo espellere dal partito molti moderati e riformisti, scrive sul suo giornale l'”Unità”: -“ Benito Mussolini è stato l'uomo che era necessario e che non poteva mancare per esprimere e rappresentare in questo momento storico il bisogno di un movimento sinceramente rivoluzionario nella nostra patria.” – Quando poi Mussolini, nell'autunno del '14, a guerra mondiale appena scoppiata, comincerà con le sue torbide manovre per passare all'interventismo dichiarato, Salvemini gli scrive: - “Caro Mussolini, ho letto in treno il tuo magnifico articolo sulla neutralità non assoluta. E sento il bisogno di fartene i miei rallegramenti: il tuo istinto sano e forte ti ha fatto arrivare anche questa volta alla linea buona di condotta. E non è piccolo atto di coraggio, il tuo, questo di rompere la lettera per salvare lo spirito dell'internazionalismo, in questo nostro paese di sagrestani formalisti e chiacchieroni.” Salvemini si richiama alla “guerra giusta”, alla tradizione mazziniana, la guerra cioè “nell'interesse dell'Italia e dell'umanità, strumento doloroso ma necessario di più larga pace.” (Il popolo, si sa, non vuole la guerra, anzi la contrasta per quanto può. Ma la cultura dominante ha mille risorse, mille modi di manipolazione dell'opinione pubblica e delle coscienze. Quando ai vari Corradini, D'Annunzio, Mussolini, si aggiunse la grande stampa, l'interventismo ebbe partita vinta. E fu la guerra. Fu il massacro: sull'Isonzo, sul Carso, sugli Altipiani, sul Piave, sul Grappa). – (Tratto da: I figli d'Italia si chiaman balilla – Gianni Bertone)

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