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Discariche assassine
15 dicembre 2010

È ormai una costante trovare abbandonati nei posti più disparati (sottopassi, scarpate, campagne private), questi cassoni in “eternit” (fi bra di amianto e cemento), di cui tanti, (imprese, muratori, privati cittadini) si sbarazzano nottetempo, pur conoscendone l’estrema pericolosità per la salute umana e per l’ambiente. Naturalmente questi “signori” si guardano bene dall’avvertire l’Azienda Comunale per i rifi uti speciali pericolosi, o i Vigili urbani, per il corretto smaltimento in sicurezza e senza spese, di questi oggetti. E’ più comodo e con meno seccature e controlli, andarli a buttare nelle nostre campagne, con la sadica raffi natezza per qualcuno di spaccarli, contribuendo così a spargere più velocemente le fi bre di amianto nell’ambiente. Sono veramente tanti questi oggetti abbandonati e abbiamo cercato di fotografare tutti quelli che potevamo, sperando sempre di beccare qualcuno nell’atto di scaricare, per poterlo denunciare quale pericoloso inquinatore. Possiamo solo augurarci che qualcuno di questi soggetti provi sulla propria pelle cosa voglia dire avere il cancro ai polmoni, il mesotelioma da asbestos. Fra i tanti reperti, ci ha colpito uno buttato in una scarpata della statale 16 bis proprio sotto un cartello artigianale, scritto da qualche cittadino esasperato, che vive nei dintorni. Questo cartello recita testualmente: “Divieto di discarica, chi trasgredisce andrà davanti al giudice!” Naturalmente è tutto inutile, anche perché ormai siamo diventati totalmente insensibili, egoisti, cattivi. Questi atti, insieme ad altri dello stesso tipo, apparentemente meno gravi (sacchetti di immondizia, residui di murature e oggetti vari buttati dappertutto, soprattutto nelle nostre strade di campagna, dove mai nessuno pulirà e magari a pochi passi da bidoni desolatamente vuoti), mettono a nudo la mediocrità e l’immoralità di buona parte della nostra società, soprattutto al Sud (e lo dico con dolore), che poi esprime un’altrettanto mediocre classe politica. E’ anche vero che anni e anni di esempi e comportamenti negativi di furbi, arrangioni, profi ttatori e ladri, esaltati anche da certa televisione non a caso, defi nita spazzatura, hanno annullato qualunque residuo di crisi di coscienza, di autocritica, di tentativo di comportamento virtuoso. Quei pochi che ancora si ostinano a rispettare le leggi, a comportarsi civilmente con onestà, serietà e intelligenza, si sentono ormai sempre più dei poveri “fessi”.

Autore: Mauro Binetti
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