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Comparti 1-9, urbanizzazioni primarie: dopo 8 anni, uno spreco di soldi pubblici?
15 settembre 2012

Un passo decisivo (si spera) per le opere di urbanizzazione primaria nei comparti di espansione 1-9 alle spalle dell’ospedale, dopo un lumacoso iter burocratico e promesse politiche mai mantenute. Il Comune di Molfetta ha aggiudicato all’impresa barese Sintec i lavori di completamento da 3,2milioni di euro delle opere di urbanizzazione primaria (strade, parcheggio, rete fognaria, idrica, pubblica illuminazione, verde attrezzato, ecc.). SOLDI PUBBLICI E OPERE A META’ I lavori si trascinano ormai dal luglio 2004, quando la giunta Minervini approvò un primo progetto esecutivo da 4,6 milioni di euro (ridotti a 3,5 milioni di euro per il ribasso dell’impresa aggiudicataria). Il contratto fu stipulato solo nel febbraio 2005 per la realizzazione di strade, marciapiedi e pubblica illuminazione. All’epoca molte abitazioni erano già occupate, anche se prive degli allacciamenti idrico-fognari. Qui il primo inghippo. I 3,5milioni di euro furono bruciati da lavori imprevisti (rimozione e smaltimento in discarica di materiale inerte scaricato, risagomatura delle strade manomesse dalle operazioni di scavo), lasciando incompleti marciapiedi e pubblica illuminazione nei comparti 4-9, acqua e fogna nel comparto 5. Solito inutile spreco di soldi pubblici: quel tipo d’imprevisti poteva essere presunto, anzi doveva essere evitata la manomissione delle strade. Ma forse era necessario esaurire le somme accantonate per imprevisti e arrotondamenti. Perciò, nel marzo 2009 la giunta Azzollini ha varato un nuovo atto d’indirizzo con perizia di variante da 194mila euro (approvata a ottobre 2009) per il completamento delle opere, affidando i lavori alla stessa ditta del 2005, la Alò Pasquale da Monopoli in associazione con altre due aziende. Due mesi dopo, l’affidamento da 500mila euro alla ditta barese Iteco per la bitumazione delle strade nei comparti 1-9 e in altre zone della città (oltre alla solita risagomatura delle strade e alla rimessa in quota di chiusini e saracinesche stradali). Altri soldi pubblici bruciati, se nel 2006 (quasi 488mila euro) e 2008 (200mila euro) ben due erano stati i contratti stipulati dal Comune di Molfetta con due imprese, di cui una aveva subito rescisso il contratto per un anomalo aumento del prezzo del petrolio. Legittime le perplessità sulla regolarità del frazionamento dei lavori a più ditte, non solo per alcuni imprevisti evitabili e rescissioni contrattuali sospette, ma soprattutto per lo spreco di soldi pubblici attuato. Comprensibile l’esasperazione dei residenti, sentitisi ingannati dall’amministrazione comunale: pagati gli oneri di urbanizzazione, non solo la bitumazione è scadente nei comparti 1, 2, 3 e 6 e del tutto assente nei comparti 4, 5, 7, 8 (eccetto tratti politicamente strategici), ma l’illuminazione pubblica manca in alcuni comparti. ALTRO GIRO, ALTRA CORSA Ad aprile 2010 la giunta Azzollini ha varato un nuovo progetto da 6milioni di euro (di cui 885mila euro per la pubblica illuminazione, 1,2milioni di euro per l’asfalto delle strade e 2,7milioni di euro per strade e marciapiedi, oltre a 132mila euro di verde pubblico). Quasi un anno e mezzo dopo, il Comune ha affidato alla ditta Puglia Scavi da Bari la realizzazione dei marciapiedi nel comparto 9 per 50mila euro. Approvato a novembre 2011 il progetto esecutivo da 3,25milioni di euro (di cui 2milioni di euro per strade e marciapiedi, 555mila euro di asfalto e 203mila euro d’illuminazione pubblica per le vie Spadolini-Pacelli), a gennaio è stata pubblicata la procedura aperta per l’affidamento dei lavori con aggiudicazione al prezzo più basso, poi annullata per difformità dal Codice dei Contratti Pubblici e riapprovata. A febbraio 2012 la sostituzione (immotivata) del responsabile unico del procedimento. Un iter atipico. Gli stessi verbali di aggiudicazione dei lavori presentano un neo vistoso: il primo screening delle offerte è stato annullato perché la commissione aggiudicatrice avrebbe riesaminato le domande e accertato che l’esclusione di alcune imprese nella prima seduta era illegittimo. Alquanto singolare: non solo non si specifica la tipologia delle «successive verifiche e approfondimenti», ma sembra quasi che siano piovute sulla commissione eventuali particolari pressioni. Oppure la commissione è stata così “distratta” da commettere un errore tanto grossolano? Dopo 8 anni di attesa, tra abbandoni vari, ritardi nei lavori e consegna del “testimone” tra varie imprese, i residenti dei comparti 1-9 potrebbero essere costretti a riversare gli oneri di urbanizzazione (anche più salati rispetto al passato), se, a quanto pare, le somme versate siano già state impegnati dal Comune per altre “urgenze” amministrative

Autore: Paolo Marzocca
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