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Celebrati a Molfetta i 35 anni dell'Associazione Molfettesi nel mondo. Appello per il conferimento di un ruolo istituzionale
02 settembre 2016

MOLFETTA - “Benvenuti, Bienvenidos, Welcome, Bienvenus”, si legge sui manifesti color arcobaleno che tappezzano la sala Finocchiaro della Fabbrica di San Domenico, a Molfetta.

Quale slogan migliore per accogliere i tanti molfettesi nel mondo tornati in patria? Le lingue, le diverse culture, infatti, sono proprio le caratteristiche che accomunano i membri dell’Associazione Molfettesi Nel Mondo, associazione che ieri, 1 settembre 2016, ha compiuto 35 anni.

Alle ore 18,30, il direttivo dell’associazione ha dato inizio al loro XXXV convegno: “La Storia … Trentacinque anni di storia dell’Associazione Molfettesi nel Mondo, 1981-2016”. Molti i partecipanti all’evento. Assieme al direttivo si sono riuniti gli emigrati molfettesi provenienti dai più svariati angoli del globo, le autorità militari, il Commissario straordinario della Città di Molfetta Dott. Mauro Passerotti, il vescovo della Diocesi Mons. Domenico Cornacchia, il gen. Mauro Prezioso, molfettese, comandante regionale dell’Esercito, il comandante della compagnia dei carabinieri di Molfetta cap. Vito Ingrosso col comandante della stazione Luogotenente Giuseppe Malerba, altre autorità militari e i rappresentanti di altre associazioni locali che collaborano con Molfettesi Nel Mondo, grazie alla condivisione di vedute e temi – l’emigrazione, il cosmopolitismo, la valorizzazione della nostra cultura e delle nostre tradizioni.

Dopo un minuto di silenzio in ricordo e rispetto delle vittime del terremoto, avvenimento che negli ultimi giorni ha devastato il Centro-Italia, è stato sottolineato l’entusiasmo e l’intraprendenza del direttivo di Molfettesi Nel Mondo, persone che per 35 anni hanno visto lungo, hanno anticipato i tempi, accorciato le distanze e soprattutto creato ponti.

Il primo intervento della serata è stato quello di Marco Vito de Virgilio (nella foto, durante il suo intervento), presidente dell’associazione, persona “verace e spontanea”, così come suggeriscono i presenti. De Virgilio ha voluto raccontare la nascita di Molfettesi Nel Mondo. Appena tornato a Molfetta dal Venezuela, Paese in cui egli lavorava, “sono stato trattato un poquito malo” (un po’ male), afferma. Questo è ciò che l’ha spinto a riunirsi agli altri fondatori per creare l’associazione: “Eravamo armati di buona volontà e di tanta speranza”, dice.

Nel suo intervento, Giovanni La Candia, tra i soci fondatori del sodalizio, ha voluto presentare quella che è “l’essenza” dell’ Associazione Molfettesi Nel Mondo. “Ho trovato quest’essenza in un dattiloscritto ormai impolverato, ritrovato su una scrivania dimenticata”, racconta La Candia. Il documento non è altro che un colloquio tra Don Tonino Bello e Antonio Caputo (titolare dell’omonima agenzia di viaggi, anch’egli tra i fondatori dell’Associazione), “poche frasi, non più di dieci righe”, in cui si condensano l’opera sociale e umana dell’associazione. Il colloquio è stato, poi, recitato dallo stesso La Candia e da Luigi Balacco, presidente dell’associazione INCO. “Cercate di non perdere la lingua dei vostri padri”, si dice nel documento: l’essenza dell’associazione si traduce così in un invito ai giovani, affinché continuino l’opera dei fondatori, valorizzando quelli che sono i valori di uno scambio culturale.

Luigi Balacco è stato poi chiamato a rappresentare l’associazione INCO, di cui è presidente. Si tratta di un’associazione che promuove l’interculturalità, la mobilità giovanile all’estero e il senso di appartenenza all’Europa, non come un Unione fatta esclusivamente di regole, bensì come un Unione ricca di opportunità. INCO collabora con Molfettesi Nel Mondo e ne condivide il tema dell’immigrazione. Balacco ha voluto promuovere la mobilità dei giovani molfettesi e l’accoglienza di ragazzi provenienti dall’estero, affinché Molfetta possa dar loro la possibilità di sviluppare competenze trasversali. Queste ultime sono proprio le competenze che l’attuale mercato globalizzato richiede continuamente.

Altro intervento è stato quello di Loredana Lezoche, presidente dell’Associazione Imprenditori. Anche questa associazione si è unita a Molfettesi Nel Mondo, creando un dialogo unilaterale volto al cosmopolitismo giovanile. “I nostri figli devono essere liberi di andare, esplorare nuovi posti e conoscere nuove culture”, afferma Lezoche, poi aggiunge: “ Noi molfettesi amiamo in maniera viscerale la nostra città, ma poi non sappiamo apprezzarla”. Conclude affermando che solo se i giovani si aprono ad altre culture, possono poi ritornare nel nostro Paese e farlo crescere, sfruttando le risorse di cui la nostra “terra” è ricca.

Anche Mons. Domenico Cornacchia, ha salutato i partecipanti prima di partire per un viaggio pastorale ad Hoboken (USA), dove da anni si celebra la festa della Madonna dei Martiri. “Non dobbiamo creare muri, bensì ponti, dobbiamo sentirci solidali e concittadini dello stesso Paese”, ha affermato il vescovo, “in me porterò lì tutti voi, molfettesi”.

Ad intervenire durante l’evento c’è stato anche il Commissario straordinario della Città di Molfetta: “Non sono stupito dalla brillantezza di associazioni come Molfettesi Nel Mondo”. Lavorando in diversi Comuni italiani, infatti, il Dott. Mauro Passerotti ha avuto modo di conoscere il forte attaccamento alla proprie radici degli emigrati all’estero e, durante l’incontro, ha voluto sottolineare l’importanza e la positività di fenomeni come l’immigrazione. Egli ha definito l’immigrazione come “una delle qualità del nostro essere e della nostra storia”.

Dopo i diversi interventi, il presidente De Virgilio ha consegnato, una bandiera con lo stemma di Molfetta, all’ex assessore al bilancio della giunta Natalicchio, Angela Amato, delegata dell’associazione che si recherà in Usa e la donerà ai molfettesi residenti ad Hoboken, durante la celebrazione della Festa della Madonna dei Martiri. A seguire, è avvenuta la consegna di una serie di dipinti, realizzati da Giovanni La Candia, alle autorità militari presenti e al commissario e ai relatori del convegno.

A concludere la serata un breve intervento del padre spirituale e presidente onorario dell’Associazione Molfettesi Nel Mondo, Mons. Giuseppe de Candia, che ha salutato i presenti e ha fatto un appello alle autorità, ricordando quanto sia fondamentale che esse conferiscano all’associazione un valore istituzionale. Ha poi terminato con una frase significativa, che racchiude l’essenza e, per certi versi, il motivo trainante dell’Associazione Molfettesi Nel Mondo: “Molfetta di fuori t’insegnerà Molfetta di dentro”.

© Riproduzione riservata

Autore: Mirianna la Grasta
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