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Aritmia Mediterranea, Quindici nella giuria: vi racconto la mia esperienza
15 settembre 2006

Nel torpore generale dell'estate molfettese orgogliosamente resiste l'eco dei rumori di pace proposti da “Aritmia Mediterranea”. Giunto alla quarta edizione, il festival rock organizzato dall'Arci “Il cavallo di Troia” di Molfetta può ritenersi oramai adulto: di importanza nazionale, visto il successo dei finalisti delle scorse edizioni e la presenza nel circuito del Mei Fest, festival delle etichette musicali indipendenti, esso raccoglie gruppi provenienti da tutta Italia e propone una vasta, ricercata gamma di produzioni musicali. Sono state 141 le band iscrittesi quest'anno e fra queste la commissione artistica di Aritmia Mediterranea, composta da musicisti, addetti ai lavori e organizzatori del festival, ha selezionato le 15 band finaliste che si sono esibite sul palco dell'Anfiteatro di Ponente per aggiudicarsi il primo premio del valore di 1.000 euro. Altri premi quello tecnico “Marco de Mitrio” assegnato alla band protagonista della migliore performance live, e il premio Arci “Rumore di pace” assegnato al testo che meglio esprime i valori e i significati della pace. Il significato di questo festival targato Molfetta va oltre quello della semplice gara fra band: Aritmia Mediterranea è messa in moto da una vera e propria comunità attiva che per lunghi mesi si dedica alla realizzazione dell'unica vera alternativa culturale completamente gratuita della città. E quest'anno Quindici (com'era già accaduto qualche anno fa) ha vissuto ancora più da vicino il clima della manifestazione entrando a far parte della giuria, per sottolineare quanto Aritmia Mediterranea continui ad essere legata al territorio che la vede crescere edizione dopo edizione. Giovedì 31 agosto E' strana la nuova cornice dell'Anfiteatro di Ponente per chi è abituato da anni alla cara e vecchia Villa Comunale: ci si ritrova, quest'anno, con la prospettiva di un festival seguito dai sedili in plastica, sono perplessa. Lo sguardo, però, va subito all'immenso palco nero che avvolge le band durante il soundcheck e all'acustica potente e d'effetto: a pensarci bene non è proprio male, del resto è anche la prima volta che entro nell'anfiteatro per una manifestazione gratuita. Sotterraneo e palpabile si sente il nervosismo di chi ha dedicato all'organizzazione della serata mesi e mesi di lavoro: “Si comincia in ritardo!”, questa è la preoccupazione del direttore artistico, la prima persona che incontro. Dado Minervini in t-shirt di Belle & Sebastian (gruppo pop-rock del circuito indipendente scozzese) che “tradisce” subito il viscerale rapporto con la musica, sale e scende le scale dell'anfiteatro coordinando l'ultimo e tardivo soundcheck. Mi ritrovo seduta nelle prime file col kit del perfetto giurato fra le mani, elenco dei gruppi che si esibiscono in serata e brochure illustrativa molto ben ideata, piena di quei peperoncini logo della manifestazione. E' strano pensarsi giurata fra chi della musica ha fatto il proprio mestiere, eppure il contributo di chi, come me, vive d'istinto l'ascolto e ha una cultura musicale assolutamente nella media, credo sia fondamentale. Passo così le due ore e mezzo della serata a concentrami sull'ascolto, sperando, poi, che il vicinato non si lamenti del ritardo accumulato, ma purtroppo l'esplosione di una cassa non è un fenomeno facilmente prevedibile. Venerdì 1 settembre Seguire le esibizioni dei gruppi mi diverte: oltre alla musica c'è la presenza scenica che attira. C'è chi è più concentrato e assorto, quasi in preda ad una trance mistico-musicale, chi si diverte e scherza col pubblico e chi ancora del palco ha timore e ringrazia sentitamente per l'opportunità datagli. Personalità differenti, ma stessa dedizione verso la musica: in fondo, è proprio quello che Aritmia Mediterranea vuole sottolineare, musica per stare insieme, per confrontarsi. E' l'Italia della musica emergente, indipendente, alternativa che si incontra a Molfetta nel precoce fresco settembrino. A sorpresa sale sul palco il presidente nazionale dell'Arci, Paolo Beni, in visita in Puglia: è un graditissimo fuori programma e assieme a Marco di Stefano, presidente del circolo Arci di Molfetta, ribadisce il significato delle iniziative dell'associazione. Arci è sinonimo di cultura, incide sulle scelte delle amministrazioni locali per creare spazi per socializzare, dà potere alle iniziative e alla musica. Sabato 2 settembre Ci siamo, manca solo il tassello finale ed anche questa quarta edizione di Aritmia Mediterranea volgerà al termine. Le band si alternano freneticamente; gli organizzatori macinano scalini alla ricerca dei giurati, dei tecnici per eliminare gli ultimi fastidiosi ronzii, del custode che ha dimenticato di spegnere le luci dell'anfiteatro e dei gruppi che devono affrettarsi per votare la migliore performance tecnica. Non li invidio, mantenere la calma è una impresa. Alla fine dell'esibizione dell'ultima band è oramai tutto pronto per il conteggio e la proclamazione del vincitore, ma lo spettacolo continua e tocca ai Dopolavoro ferroviario chiudere con il loro “Non è un tour 2006”. Esibizione travolgente: un rock blues condito da esilaranti siparietti e interazioni con il pubblico al limite del surreale; sento la vicina di sedile che ride di gusto e, sorpresa, è una signora con tanto di famiglia al seguito. Forse Aritmia non è solo per giovani alternativi come qualcuno crede. E' ora di proclamare il vincitore: Musetta, duo elettronico da Milano di grande talento e raffinatezza, ma stupisce piacevolmente anche il grande successo dei Leitmotiv, direttamente da Taranto. Forte espressività, presenza scenica fuori dal comune e ottimi musicisti, i Leitmotiv vincono sia il premio Marco De Mitrio per la migliore performance artistica, sia il premio “Rumore di pace”. E' finita, si può tirare un sospiro di sollievo per la partecipazione calorosa del pubblico e per la qualità della musica proposta. L'obiettivo è stato raggiunto ed è tempo di lasciarsi andare ai complimenti e ai ringraziamenti di rito e alla fine ci ripenso anche io: questi organizzatori sono proprio da invidiare, i sorrisi a fine serata parlano da soli. Al prossimo anno, quando nuovi rumori di pace invaderanno l'aria molfettese.
Autore: Alessia Ragno
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