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Vitangelo Solimini (Cittadinanzattiva - TDM), sull'ospedale di Molfetta: non mollare
06 marzo 2016

MOLFETTA - La sanità va sempre amministrata, anche nella stesura del piano di riordino ospedaliero in Puglia, prestando sempre la massima attenzione ai bisogni della utenza, dei malati e dei cittadini che vanno sempre ascoltati e possibilmente assecondati, perché sono i veri padroni della strutture ospedaliere. Come è possibile pensare di chiudere o trasferire due reparti come La Cardiologia e la Urologia e ridurre i posti della Chirurgia all’ospedale di Molfetta.

E’ una grande assurdità che ci permette di pensare che gli estensori del piano mal conoscono le strutture ospedaliere esistenti sul territorio, la loro efficienza, la loro ubicazione, le loro esigenze, le loro specificità. Come è possibile pensare di chiudere i reparti in assenza totale della medicina del territorio. Nel nostro territorio non esistono strutture che possono sostituire l’ospedale.  L’invecchiamento della popolazione vede gli over 65 vicino al 30%, se è vero che la nostra utenza è di circa 100mila assistiti, gli over 65 sono circa 30mila. Per questa particolare popolazione le patologie più frequenti sono di natura cardiologica ed urologiche. Allora, perché chiudere due reparti così importanti per il territorio. Tutti i portatori di cateteri e di pacemaker oggi hanno i reparti di riferimento e domani costretti a aggiungere il San Paolo di Bari, con tutti i problemi conseguenti, compresa la lista di attesa.

Non è facile la situazione che si crea, perché molti sono ultra ottantenni!  Non si riesce anche a capire il perché della riduzione di 8 posti nella chirurgia, nel momento In cui si sta costruendo la terza sala operatoria con annessa sala post-operatoria, e la chirurgia risulta produttiva. Anche la pediatria non andrebbe toccata, visto che risulta indispensabile al territorio.

Il nostro ospedale negli ultimi tempi è stato dotato di ben 5 grandi ascensori capaci di trasportare oltre 60 persone in pochi secondi ai piani superiori. Sono ascensori moto moderni difficilmente trovabili in altri ospedali, che sono costati parecchio ai contribuenti. E’ stato realizzato un nuovo ed efficiente pronto soccorso ed ampliato il centro trasfusionale. Sono state costruite ben quattro sale mortuarie, dotate di tutti i servizi, bagni compresi, capaci di servire un ospedale da 400 posti letto. Per questi lavori sono stati spesi circa 10 milioni di euro, considerando anche la ristrutturazione del 5° piano di qualche anno addietro. Pochi ricordano che il nostro ospedale insiste sopra un terreno donato dall’Opera Pia che, sicuramente vorrebbe un vero ospedale per la sua comunità.

Né bisogna dimenticare che il nostro ospedale è capace di 240 posti letto, pertanto è assolutamente anti economico farlo funzionare con soli 76 posti letto.

Al buon Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia chiediamo di rivedere il tutto con l’attenzione che il problema merita.

L’ospedale di Molfetta deve essere solo potenziato! Se l’ospedale di Terlizzi dovesse chiudere i reparti, quasi tutti di eccellenza, dovrebbero essere accorpati a Molfetta, perché il patrimonio di esperienze esistente a Terlizzi deve rimanere sul territorio. All’ottimo Emiliano ci permettiamo dire che, si può anche guardare Bisceglie con un occhio particolare, senza però dimenticare Molfetta. La riduzione della spesa sanitaria va ricercata anche altrove, (non ci permettiamo di indicarle) non attraverso il solo trasferimento dei posti letto.

Vitangelo Solimini, Cittadinanzattiva - TDM

p.s. Riuscitissima la manifestazione in difesa dell’ospedale con a capo il nostro sindaco Paola Natalicchio.

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