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Via libera ai contratti di locazione agevolati Molfetta è tra i primi Comuni che ha sottoscritto l'accordo
15 settembre 1999

di Cosimo de Gioia Si chiama “Accordo territoriale per la stipula di contratti di locazione agevolati ad uso abitativo” ed è figlio di quella legge, la 431/98, a tutti nota come “Riforma degli affitti”. Per inquilini e proprietari molfettesi, più semplicemente, sarà uno strumento in più per giungere alla stipula di un contratto di affitto, usufruendo però, di canoni più bassi e varie agevolazioni fiscali. L’accordo - sottoscritto dalle maggiori e più rappresentative associazioni dei proprietari e sindacati degli inquilini - contiene uno schema di contratto di locazione già preimpostato, corredato da una serie di norme per la regolamentazione dei costi degli affitti. Le associazioni di categoria, inoltre, hanno provveduto alla suddivisione del territorio in sei subzone - individuate in virtù della loro omogeneità storica, alla comunanza di servizi, nonché al valore abitativo degli alloggi - per ciascuna delle quali è previsto un diverso canone. Questo accordo, quindi, è una novità che permetterà - almeno si spera - di scardinare la reputazione di Molfetta, di città con i più alti canoni di locazione in tutta la provincia. Il ricorso a questo tipo di contratto agevolato non è obbligatorio, ma per chi aderirà, non mancheranno sicuri vantaggi. Per i proprietari, il comune concede detrazioni Ici (l’aliquota sarà al 4 per mille) equiparando la seconda casa alla prima; la durata del contratto, non potrà superare i tre anni ed è possibile una proroga di ulteriori due anni solo con l’accordo consensuale di entrambe le parti. Per gli inquilini, invece, il maggior vantaggio è un prezzo d’affitto calmierato rispetto a quelli di mercato: “Abbiamo definito - spiega l’assessore al Patrimonio, Nino Sallustio - tetti massimi che sono mediamente inferiori di 100/200 mila lire rispetto ai canoni di mercato”. “E’ un risultato molto lusinghiero - continua Sallustio - anche se ci rendiamo conto che non sarà facile la prima applicazione, perché i vantaggi non sono ancora molto robusti”. Pieno entusiasmo espresso anche da Nicola Zambetti, rappresentante del Sunia, uno dei sindacati degli inquilini che ha sottoscritto l’accordo: “Il contratto stipulato a Molfetta, è un ottimo accordo; il Comune ha dato un notevole e importante contributo sia nell’ambito della contrattazione e mediazione, sia nella concessione delle agevolazioni fiscali”. Alla stipula dell’accordo, ha contribuito l’associazione molfettese degli avvocati - nella persona dell’avv. de Tullio - invitata dall’amministrazione comunale a fornire una qualificata consulenza tecnica. Del resto, la nostra città è fra i primissimi Comuni - non ad “alta tensione abitativa”- ad aver raggiunto tale traguardo. E se arriverà il riconoscimento di “Comune ad alta tensione abitativa” - l’assessore Sallustio assicura che Molfetta è nelle attenzioni del ministero dei Lavori Pubblici - sarà possibile far leva su ulteriori sgravi fiscali concessi dal governo e, quindi, procedere ad ulteriori abbassamenti dei canoni di locazione. Un altro punto forte dell’accordo raggiunto, è l’introduzione di nuove norme per l’istituzione di un “arbitrato stragiudiziale”: in caso di controversie fra inquilini e proprietari, si potranno evitare le vie legali affidandosi a una “Commissione di conciliazione” presieduta dal sindaco (o da un suo delegato) e da un rappresentante di ciascuna delle parti. La penuria di case e i canoni a livelli altissimi, sono piaghe ormai evidenti e conclamate a Molfetta. Ci si chiede, allora, se e in che misura questo accordo riuscirà a sanare tali annosi problemi e se proprietari e inquilini si convinceranno a disancorarsi da vecchie abitudini. “Bisognerà portare l’accordo a regime - spiega Zambetti - per poter veramente incidere nel mercato delle locazioni. Al momento il problema più grosso è informare la gente; un primo bilancio -aggiunge il rappresentante del Sunia - si potrà fare solo tra un anno”. “Ci siamo dati appuntamento fra un anno - gli fa eco l’assessore Sallustio - per monitorare lo stato di applicazione dei nuovi contratti”. E quando chiediamo quale sarà il futuro del “problema casa” a Molfetta le speranze, ma anche le incertezze, non mancano. E se la disarmante previsione di Mauro de Robertis, rappresentante dell’Uniacep (altro sindacato degli inquilini), è che i cittadini molfettesi almeno per altri 4-5 anni, non vedranno più un alloggio popolare, diversa è la ricetta proposta da Zambetti: “Non è immaginabile, per risolvere il problema abitativo, pensare che si possano costruire solo case: il futuro della politica della casa è affidato agli incentivi fiscali per i proprietari e per gli inquilini”. Il comune di Molfetta ha richiesto alla Regione un finanziamento, pari a circa 200 milioni di lire (attinto sia da un fondo nazionale, sia da un contributo regionale) a cui si andranno ad aggiungere altri 30 milioni circa dalle casse comunali e che sarà destinato alle famiglie più disagiate (i dati dicono che su 7156 nuclei familiari, circa 800 sono quelli che vivono in condizioni di povertà). Per queste, sin dal prossimo anno, potrebbe essere destinata una quota di 50-100 mila lire come contributo comunale al pagamento dell’affitto. La risposta da parte della Regione, è attesa entro la fine del mese di ottobre. Poi, non dimentichiamoci dell’approvazione del Piano Regolatore Generale - al momento fermo in sede regionale - che tutti danno per “molto imminente”. Nel frattempo - qualcuno ricorda - chissà quanti dormiranno ancora in tuguri o sottoscala, aspettando una vera casa.

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