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UNIVERSITA' – Valido il test di Medicina: lettera di due genitori del Coordinamento degli “onesti”
28 ottobre 2007

BARI - Abbiamo avuto ragione. Vorremo dire che abbiamo vinto, ma non ci fa gioire che qualcun altro abbia perso. Siamo certamente felici...per i ragazzi, per noi genitori che abbiamo saputo resistere, che abbiamo conquistato solidarietà e simpatie e che abbiamo saputo trasformare questa vicenda drammatica in una straordinaria lezione di vita per i nostri figli. Saranno dei buoni medici se sapranno ricordare quanto di buono c'è da ricordare di questa storia. Pensiamo che siano accresciute le loro responsabilità, perché saranno alfieri del valore dell'onestà in questo corso di studi e nella loro professione. Pensiamo che abbiano imparato che ciò che si desidera fare lo si deve conquistare con il sacrificio e non con il commercio e lo scambio. Pensiamo che abbiano capito, fino in fondo, cosa sia il valore della lealtà, del rispetto delle regole e che abbiano imparato che, anche nelle contese e nelle contrapposizioni più dure, si debba sempre mantenere equilibrio, saper capire le ragioni degli altri, mantenere sempre fermo il principio del rispetto per le istituzioni e per chi in quel momento viene considerato il più acerrimo nemico. Pensiamo che abbiano cominciato a comprendere quale sia la forza della ragione quando questa viene sostenuta con gli strumenti della ragione. La nostra generazione aveva forse più ideali, energie, speranze, voglia di cambiamento, ma ha corso molte volte il rischio di perdersi, perché non aveva compreso ciò che, in quest'occasione, il Coordinamento dei genitori, con il proprio comportamento, ha insegnato a tutti i ragazzi. Speriamo di essere stati buoni maestri. Forse questa è la vera vittoria, se i nostri figli faranno tesoro di tutto ciò che d'insegnamento positivo, paradossalmente, c'è stato in questo drammatico episodio della loro vita e se continueranno a coltivare altri valori fondamentali per fare con onestà il lavoro per il quale stanno per affrontare gli studi, che sono quelli della solidarietà e del rispetto della dignità delle persone malate. Ambrogio Aquilino e Beatrice Scionti, genitori del Coordinamento degli “onesti”
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