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Stato di Agitazione delle Marinerie Pugliesi Lunedì 7 giugno manifestazione nel Porto di Molfetta con consegna delle licenze di pesca alla Autorità marittima del Compartimento
05 giugno 2010

MOLFETTA - Le marinerie dei Compartimenti di Molfetta e di Bari hanno proclamato uno stato di agitazione, con natanti ormeggiati in porto ed arresto di ogni attività di pesca, per protestare contro la entrata in vigore, a partire dal 1 giugno, di alcune disposizioni del Reg. (CE) 1967/2006 recante "Misure di gestione per uno sfruttamento sostenibile delle risorse per la pesca nel Mediterraneo" (Regolamento mediterraneo), con particolare riferimento a quelle riferibili alle zone di pesca protette, alla distanza dalla costa ed alle restrizioni relative agli attrezzi da pesca (nuove misure delle maglie delle reti).
Tutto il settore è, infatti, in fermento, fortemente preoccupato dell'impatto devastante sulla redditività dell'attività di pesca di dette nuove misure restrittive e selettive che rischiano di marginalizzare definitivamente un settore già in strutturale condizione di debolezza. Dalle sperimentazioni eseguite sulla selettività dei nuovi attrezzi da pesca, si evidenziano gli effetti in termini di selettività, con riduzioni del pescato, diversamente articolate a seconda delle specie bersaglio, e comunque non inferiori al 40%.
Gli operatori della pesca contestano fortemente e tenacemente la strategia precauzionale adottata dalla Comunità, con misure volte a proteggere e conservare le risorse acquatiche e gli ecosistemi marini nel mediterraneo, con l'intento di garantire uno sviluppo sostenibile, senza prendere in considerazione le, altrettanto prioritarie, esigenze economiche delle imprese e quelle sociali dei marittimi imbarcati.
Le marinerie contestano, altresì,una normativa comunitaria che fissa limitazioni cogenti per le sole imprese comunitarie, senza coordinare le misure di gestione e conservazione con gli stati extra comunitari che si affacciano sul mediterraneo ed insistono su risorse condivise.
Tutto questo significa indebolire ulteriormente le imprese di pesca dell'Adriatico, già in una condizione di crisi, ormai strutturale, con il rischio di insostenibile espulsione dal settore di imprese e marittimi imbarcati e di intollerabile scomparsa di culture pescherecce che connotano da secoli la nostra regione.
I sindaci dei Comuni costieri si stanno concertando per iniziative comuni e per la adozione di atti deliberativi finalizzati alla richiesta di sospensione del provvedimento comunitario, nell'intento di assumere decisioni coerenti con la prioritaria esigenza di pesca sostenibile, riformulando misure che sappiano equilibrare sapientemente gli aspetti ambientali e di conservazione delle risorse con quelli, altrettanto importanti, economico - sociali.
Intanto per lunedì 7 giugno è prevista una manifestazione nel Porto di Molfetta con consegna delle licenze di pesca alla Autorità marittima del Compartimento, per rivendicare il diritto a continuare a fare impresa nel mondo della pesca e ad esercitare il mestiere di pescatore, in un contesto di regole coerenti e sostenibili.
Non sono escluse azioni più eclatanti come il completo disarmo delle imbarcazioni nel caso in cui perduri il silenzio del Governo Regionale e Nazionale".

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