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Rivoluzione nell'assistenza sociale, in campo i primi operatori dei cantieri di servizio
15 novembre 2014

È una piccola rivoluzione a Molfetta. I cittadini sono rimasti piacevolmente sorpresi per la presenza a tutti gli incroci di Molfetta di persone che contribuiscono ad affiancare la polizia municipale nell’aiutare i bambini e gli anziani ad attraversare la strada e a fermare le auto prima delle strisce pedonali. Infatti è cattiva abitudine degli automobilisti di Molfetta di non fermarsi davanti alle strisce pedonali quando c’è un pedone che si accinge ad attraversare la strada. In altri Paesi civili gli automobilisti si fermano già quando vedono un pedone che si avvicina al marciapiede. Perciò questa novità importante rappresenta anche un modo per fare educazione civica in una città dove questa parola è sconosciuta e dove per tanti anni si è lasciato libero sfogo all’inciviltà del molfettesi che si sono divertiti a sporcare le strade a non rispettare le regole e a contribuire, così, al degrado più grande della storia del dopoguerra, in una città che aveva fatto del decoro e dell’educazione civica un biglietto da visita. Ma l’aspetto più rilevante della novità sta nel fatto che questi operatori (circa 70) sono le stesse persone che ricevevano contributi a pioggia senza lavorare, un modo utilizzato dalla passata amministrazione di centrodestra per procurarsi consensi. Ora i contributi sono mirati e i beneficiari sono impiegati in un servizio civico. Una vera e propria rivoluzione che è stata ampiamente apprezzata dai cittadini. Una risposta concreta anche alle violente proteste di ex assistiti contro il sindaco, persone che pretendevano di ricevere soldi senza lavorare e che sono stati spinti da qualcuno a protestare, simbolo di una politica intesa a distruggere invece che costruire il bene comune della città. Giustamente soddisfatti anche gli amministratori comunali. «Sono partiti i primi cantieri di servizio con settanta operatrici che hanno affiancato la polizia municipale rafforzando la messa in sicurezza degli incroci e degli attraversamenti pedonali nei pressi delle scuole dell’infanzia e primarie della città – dice un comunicato stampa del Comune –. “Le operatrici hanno la scorsa settimana partecipato a una attività di formazione coordinata dal Comandante della polizia locale, Capitano Gadaleta, e da altri agenti del comando e oggi hanno cominciato il loro servizio di affiancamento. Questo ci ha permesso di raggiungere un risultato importante, quello di coniugare con questa misura il sostegno al reddito per le famiglie in difficoltà con un servizio alla cittadinanza”. Così l’assessore alle politiche sociali Bepi Maralfa commenta l’avvio del programma di inclusione socio lavorativa del Comune di Molfetta finanziato attraverso il Piano sociale di zona. “Abbiamo dovuto vincere le resistenze iniziali – Maralfa non lo nasconde – all’avviso pubblico, destinato ai 535 nuclei famigliari che da luglio non hanno più beneficiato del contributo continuativo, hanno risposto in 130. Ma c’è una terza finestra che sarà aperta dal 3 al 14 novembre e agli uffici stanno già arrivando molte disponibilità”. Quaranta le domande pervenute da uomini cui si stanno censendo le competenze. Loro saranno destinati ad affiancare gli operai dell’ufficio tecnico, di Asm e Multiservizi. Il coordinamento è dell’assessore alla cura della città, Marilena Lucivero che spiega: “Stiamo definendo le convenzioni con le società partecipate e individuando i lavori di piccola manutenzione, ovvero riverniciatura, decespugliatura, giardinaggio, pulizia, cui destinare i cantieri di servizio. Presto anche questa fase potrà partire”. “Sperimentiamo una rivoluzione copernicana del welfare di questa città. Per la prima volta dopo troppi anni non ci sono più solo contributi a pioggia. Chi riceve un sostegno economico dal Comune deve dare in cambio un servizio alla città. Si passa dall’assistenzialismo puro alla sfida di riuscire ad attivare questa platea difficile attraverso percorsi di inserimento socio lavorativo”, conclude il Sindaco Paola Natalicchio.

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