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Rivitalizzare le spiagge, nuovo obiettivo dell'amministrazione comunale
15 marzo 2006

MOLFETTA – 15.3.2006 La “rivitalizzazione” delle spiagge come punto di partenza per una nuova politica nella gestione del litorale molfettese. E' questo lo spirito con il quale l'Assessorato all'Ambiente, guidato dall'avvocato Adele Claudio, ha presentato la conferenza di studi sulle nuove strategie di sviluppo della costa. Relatore unico della serata è stato l'ingegner Girolamo Gentile, che è anche il responsabile del nuovo progetto con il quale la giunta dovrebbe “rivitalizzare” le spiagge libere molfettesi (nella foto, la prima cala), ampliandole e rendendole più fruibili. “Per riproporre e quindi rivitalizzare le spiagge occorre impadronirsi del processo formativo delle stesse – ha spiegato l'ingegner Gentile ad una affollata sala consigliare – anche perché oggi possiamo prevedere come si svilupperanno le spiagge e quale sarà il processo formativo delle stesse”. Secondo gli studi svolti dal team di Gentile, con l'installazione di pietre, recuperate da altre aree, in punti nevralgici del litorale come la Prima Cala o Cala San Giacomo, è possibile ampliare la superficie di spiaggia libera disponibile. “Non con un semplice trapianto di pietre, ma con una distribuzione congeniale e programmata in base al movimento del moto ondoso”. Secondo Gentile, infatti, le pietre che saranno installate nelle diverse aree del litorale molfettese verrebbero, in un secondo momento, levigate e “ridistribuite sulla superficie” dal moto delle onde, che sui vari litorali andrebbe ad esercitare specifici effetti di levigazione. Un'iniziativa decisamente ambiziosa e che, probabilmente, avrà bisogno di molto tempo per poter essere “toccata con mano” dai cittadini. Ma mentre l'assessore Claudio può considerarsi giustamente soddisfatta per aver concepito questo progetto, certo non si può dire lo stesso del sindaco Tommaso Minervini. Lo stesso sindaco rimase infatti impelagato nelle spinose polemiche del tristemente famoso “Piano delle Coste”, che non pochi problemi ha causato a lui e all'allora assessore all'Urbanistica Pietro Uva, fortemente criticato da Legambiente, dalla quale ha ricevuto anche la famigerata “Bandiera Nera”. Forse, se si fosse concepito in maniera diversa quel piano di distribuzione della costa, oggi non sarebbe necessario ricorrere a un progetto come questo che, se pur positivo, potrà presentare dei riscontri tangibili solo nel medio e nel lungo periodo, a causa dei ritmi naturali decisamente lunghi. Vito Piccininni
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