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Riqualificare l'Apicella una scommessa da vincere
15 febbraio 2010

La riqualifi cazione dell’Istituto Apicella è una scommessa: il suo rilancio sociale ed umanitario è una scommessa non del tutto vinta, poiché negli ultimi 20 anni l’istituto è stato oggetto di continui fallimenti, vuoi per politiche di gestione errate o superfi ciali, vuoi per la mancata organicità degli enti coinvolti. Il 2009 ha segnato un momento di svolta e di integrazione tra tutti i livelli della catena decisionale: la Provincia di Bari, proprietaria dell’immobile, il Comune di Molfetta, coinvolto nei servizi socio sanitari, l’ASL, promotrice di tutto il progetto, l’Università di Medicina di Bari che ha sostenuto l’iniziativa, l’E.N.S. (Ente Nazionale per la protezione e l’assistenza dei Sordi ONLUS) e la L.I.L.T. hanno siglato un accordo che permetterà la riqualifi cazione della struttura dell’Apicella, grazie soprattutto ai fi nanziamenti FESR della Comunità Europea. Un esempio pratico del fare concreto che potrebbe (il condizionale, come sempre, è d’obbligo) off rire la copertura sociale ed un servizio qualifi cato. «Un progetto con numerosi aspetti positivi», come ha sottolineato Antonello Zaza, ex assessore Servizi Sociali Provincia di Bari, durante il convegno per la presentazione del progetto: torna l’originaria funzionalità di educazione degli audiolesi, con l’allocazione dell’E.N.S. nella struttura stessa, «con il compito di vigilare sulla eff ettiva realizzazione dei servizi di inclusione ed integrazione socio-lavorativa degli audiolesi». Sarà, dunque, possibile far rivivere il Centro di Audiologia e Rieducazione del linguaggio, «che favorirà la logopedia, colmando il vuoto tra le necessità delle famiglie e la fruizione del servizio». Per questo motivo, la partnership con l’Università di medicina di Bari: l’Apicella dovrà essere, secondo il dott. Antonio Quaranta, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgica dell’Università di Bari, «centro di formazione dei tecnici audiometrici per favorire una diagnosi ed un trattamento precoce di chi è audioleso». L’Apicella, insomma, resta agli audiolesi. Sarà necessario ricordare alla comunità l’importanza sociale dell’Apicella: non un ospedale o un centro di ricovero per ammalati, ma un luogo d’integrazione multidisciplinare e multiculturale. Sarà ancor più importante, ha sottolineato più volte il dott. Nicola Dentamaro, Presidente provinciale E.N.S., «vigilare concretamente sul progetto di ristrutturazione e riorganizzazione della struttura attraverso l’istituzione di un gruppo di coordinamento tra i partners e di controllo dei lavori, per assicurare la trasparenza ed evitare intoppi lavorativi, burocratici e tecnico-strutturali». La ristrutturazione, diretta dall’ing. Calvano, pur mantenendo la struttura storica, provvederà alla riorganizzazione degli spazi interni: non solo il piano terra ed i piani superiori, in cui saranno sistemati nuovi impianti elettrici di condizionamento, ma soprattutto il piano interrato, che richiede interventi di manutenzione e ristrutturazione. I lavori inizieranno a breve, non appena saranno stati appaltati, con la speranza, caldeggiata sia da Antonello Zaza, sia dal dott. Dentamaro, che i lavori si concludano entro l’anno. Questo progetto, del tutto nuovo e miracoloso non solo per Molfetta, visto l’andazzo organizzativo ed amministrativo, maanche per l’ambito socio-sanitario pugliese, «lasciato alle pezze» dall’amministrazione regionale Fitto, avrà l’obbligo di creare una rete assistenziale nel distretto socio-sanitario di riferimento: Istituto Apicella, Presidio Ospedaliero «don Tonino Bello» e politiche sociali comunali (ad esempio, il Consultorio è già presente all’interno dell’Apicella, dopo essere stato locato per molti anni all’interno dell’Ospedale). Ed è proprio questa l’idea presentata dalla dott.ssa Annalisa Altomare, Direttore Medico P.O. “Don Tonino Bello” Molfetta - ASL BA, che ritiene «indispensabile il rapporto con una struttura importante ed organizzata come l’Apicella nell’ambito delle politiche sociosanitarie ed educative»: perché «il territorio deve dotarsi di strutture che garantiscano la salvaguardia della dignità dell’ammalato e del bisognoso, attraverso la corretta funzionalità e la profi - cua collaborazione tra gli organi del distretto». Ciò vuol dire che l’Ospedale sarà sgravato di molti di quei servizi e funzioni che, a volte in modo confusionario, ha svolto fi no ad ora. Dall’Apicella parte un progetto corale per Molfetta e per la Puglia, come ha sostenuto il prof. Guglielmo Minervini, assessore Aff ari Generali Regione Puglia: salto di qualità nella medicina preventiva, costruzione di una rete sanitaria preventiva e di un moderno sistema sanitario che promuova la salute, allocazione defi nitiva del consultorio, di cui la nostra comunità è stata da tempo privata, infi ne riqualifi cazione di un istituto storico, quale l’Apicella. Questi gli obiettivi principali. È bene anche rimarcare, con le parole di Minervini, che lo stesso progetto ha mostrato un nuovo atteggiamento politico ed amministrativo: «per la prima volta in Puglia, i fi nanziamenti per un progetto socio-sanitario sono stati ritagliati dai F.E.S.R.». E si spera che i 1.648.250 euro di fi nanziamenti europei (1.430.000 euro per le ristrutturazioni e 218.250 euro per l’acquisto di attrezzature di logopedia, fonometria e audiologia), ottenuti grazie alla concessione pluriennale provinciale, non vadano sprecati inutilmente (spreco alquanto comune per l’erario molfettese, visti i fatti recenti: porto docet!), qualora le prossime elezioni regionali proclamassero una bandiera diversa da quella che ora campeggia nel Palazzo del Consiglio regionale di via Capruzzi, a Bari.

Autore: Marcello la Forgia
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