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Rilevatori Istat, le graduatorie vanno alla Procura I Ds chiedono di verificare la regolarità della compilazione
15 marzo 2002

Gli atti relativi alla selezione dei rilevatori del censimento Istat verranno inviati alla Procura della Repubblica che indagherà sulla loro regolarità. A chiederlo formalmente è stato il consigliere comunale Corrado Minervini dei DS, dopo che in consiglio è stata finalmente discussa, dopo 5 mesi, “la dubbia procedura” utilizzata dal Comune per selezionare i 33 giovani rilevatori. “Assenza di trasparenza, ipotesi di gestione clientelare, scorrettezza nei confronti dei circa 300 giovani che si sono candidati e che non sono stati ammessi alla selezione senza alcuna motivazione - ha sostenuto Corrado Minervini -. Il contratto tra il Comune e l'Agenzia di lavoro interinale, incaricata della selezione, obbliga l'agenzia stessa alla trasparenza delle procedure; questa norma è stata disattesa ed il Comune non ne ha rivendicato il rispetto. Non è dato conoscere chi abbia fatto la domanda né le motivazioni di esclusione o di ammissione per i singoli candidati. “Non abbiamo questi dati” hanno risposto dal Comune e… ovviamente non hanno alcuna intenzione di chiederli, pur avendone il diritto. Su circa 300 domande solo una minima parte sono state considerate per il colloquio, le altre escluse e basta!”. “Viene spontaneo chiedersi –aggiunge Minervini - cosa significa a questo punto trasparenza delle procedure?! Forse per i nostri amministratori significa che non devono essere visibili perché è meglio tenerle nascoste!”. Completamente insoddisfacenti le risposte date in Consiglio dall'assessore al Personale per il Consigliere Minervini che ha quindi concluso chiedendo “di inviare il verbale della discussione e tutti gli atti alla Procura della Repubblica”. Si chiede, insomma, alla magistratura di indagare dove non è stato possibile per i consiglieri comunali. Questa vicenda, quindi, non è conclusa ed è destinata a suscitare altre polemiche, oltre a possibili risvolti giudiziari. Ancora una volta nell'ultimo consiglio comunale si è notata l'assenza del sindaco Tommaso Minervini, un'assenza inspiegabile e che andrebbe in qualche modo motivata, quantomeno per eliminare il dubbio che il primo cittadino consideri una perdita di tempo le riunioni del consiglio o che voglia comunque evitare il confronto con le opposizioni. L'opposizione di centro-sinistra si chiede quale sia l'intenzione della maggioranza di centro-destra, quella di svuotare il consiglio dei suoi poteri per impedire alle opposizioni il controllo democratico del governo della città? Sarebbe un grave rischio della democrazia e una mancanza di rispetto delle istituzioni. Michele de Sanctis jr.
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