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Ricordando il grande Eduardo A vent'anni dalla morte
15 gennaio 2004

A vent'anni dalla morte di Eduardo (nella foto), il teatro del grande artista risuona come eco e incoraggiamento a tutti coloro che, amanti del teatro, possano continuare a divulgare la sua voce in tutti i teatri del mondo. Per ricordare degnamente Eduardo, spero di realizzare nell'anno in corso, questo nuovo che è appena arrivato, un'opera che ho sempre portata nel cuore: "Natale in casa Cupiello". Il pubblico mi ha continuamente proposto in questi ultimi anni di mettere in scena qualche commedia di Eduardo. Ho sempre risposto che è la mia più grande passione, purtroppo non mi è stato possibile per alcune ragioni, due in particolare: la prima per la difficoltà di trovare gli attori adatti per questo tipo di teatro. La comicità edoardiana e soprattutto l'umorismo, richiedono una preparazione completa dal punto di vista della gestualità e delle pause-ritmo da parte dell'attore. Elementi fondamentali e indispensabili per poter degnamente recitare il teatro di Eduardo. La seconda ragione è di carattere finanziario: la difficoltà di reperire fondi. Bisogna pagare gli attori,le scenografie, costumi, tecnici e fitto del teatro. Questo particolare mi ricorda la situazione in cui si trovò lo stesso Eduardo qualche anno prima della sua morte a proposito del suo teatro: il S.Ferdinando di Napoli. Questo teatro fu chiuso purtroppo proprio nell'anno della sua morte, il 1984. Ricordo la tristezza di Eduardo quando parlava del suo teatro:"ogni giorno una ragnatela in più", diceva, "nella storica sala che ho cercato di restituire con tutte le mie forze agli antichi fasti ricostruendola dalle macerie a cui la guerra l'aveva ridotta".Era il 53 e il drammaturgo non esitò a impegnare tutti i suoi risparmi, lira su lira, per fare del "regio teatro" inaugurato nel 1970 il "suo" teatro, un signor teatro. La stagione felice durò trent'anni: furono gli anni della grande tradizione eduardiana, della "Scarpettiana", dei trionfi. E oggi? E' diventato il teatro dell'oblio e delle occasioni perdute. Mai realizzato il progetto di Luca De Filippo di farne la sede di una fondazione che si dedicasse allo studio dell'opera del padre(in particolare) e della drammaturgia napoletana e meridionale(in generale). Eduardo debuttò al S. Ferdinando con:"Palummella zompa e vola" di Antonio Petito. In quella occasione, venne a proscenio l'ultimo pulcinella, quel Salvatore De Muto che consegnò a Eduardo la maschera di cuoio che aveva indossato per oltre sessant'anni. La Scarpettiana fu una vera e propria accademia per tanti attori diventati poi protagonisti assoluti del palcoscenico, da Ugo D'alessio a Pietro de Vico e Dolores Palumbo. L'ultima volta di Eduardo nel suo teatro fu con "Gli esami non finiscono mai". Nell'84 la chiusura, l'oblio, la.... Cosimo Boccassini
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