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Raccolta rifiuti porta a porta, il sistema funziona
15 febbraio 2016

Dall’11 gennaio è partito il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti urbani porta a porta nel quartiere di Levante. Questo ha determinato un cambiamento radicale delle abitudini dei cittadini che all’inizio sono apparsi un po’ disorientati e per certi versi restii al cambiamento, ma in breve tempo si sono abituati. Col passare dei giorni sempre più famiglie portano il mastello giù al portone nei giorni prestabiliti. Questo servizio indurrà anche ad un consumo diverso per lo smaltimento dei rifiuti. Nelle città dove la raccolta porta a porta è stata avviata da tempo si assiste ad un corretto uso del servizio, ma anche ad una consistente diminuzione della quantità dei rifiuti. Diminuiscono gli imballaggi, la gente sta più attenta a quello che consuma e come consuma. Si innesca un processo virtuoso: non solo per la cura della città e dell’ambiente, ma anche degli accorgimenti e comportamenti virtuosi che nel complesso fanno diminuire la quantità dei rifiuti. Entro fine mese di febbraio il servizio verrà esteso alle zone comprese tra l’area retrostante la stazione ferroviaria, via Terlizzi, via Bitonto e la complanare di accesso alla SS 16 uscita Molfetta centro, quindi tutto il quartiere Poggiofiorito, Madonna della Rosa, via Ungaretti, i comparti di espansione 1-9. L’obiettivo è di estenderlo a tutta la città in sei mesi. I tempi sono stretti, perché lasciare un quartiere scoperto mette a rischio quel quartiere che diventa ricettacolo di tutti i rifiuti di quei cittadini pigri e contrari al cambiamento. Facendo un bilancio di questo primo mese di raccolta nel quartiere pilota di Levante – che stando alle parole dell’assessore all’ambiente, al territorio e all’urbanistica avv. Rosalba Gadaleta, – è apparso diviso tra coloro che tollerano mal volentieri le regole che la raccolta determina ad esempio gli orari ristretti per il conferimento, la scomodità di tenere la spazzatura in casa, e, invece, una parte della città che vede il nuovo sistema come una pratica di educazione civica e di amore per l’ambiente e il territorio. Molte persone hanno accolto con favore questa innovazione e naturalmente è comprensibile che ci siano tempi di adattamento, ma nel complesso hanno risposto bene. I più scettici e perplessi alla fine hanno trovato che non è difficile né complicato separare bene i rifiuti e si stanno abituando a farlo. Le resistenze maggiori riguardano gli orari di conferimento dalle 21 alle 24, che però sono abbastanza elastici soprattutto per chi ha particolari esigenze come gli anziani che vivono soli e hanno chi li assiste fino ad una certa ora e per persone con problemi di deambulazione. Questi possono segnalare le esigenze all’ASM per essere autorizzati a lasciare prima delle 21 il proprio mastello. Riguardo questo punto l’assessore fa notare che l’orario di conferimento dei rifiuti lì dove non c’è il sistema porta a porta, non è libero. Anche dove c’è il cassonetto, infatti, i rifiuti devono essere conferiti in modo rigido in determinate ore della giornata. Il problema è che a Molfetta questa regola non è stata fatta mai rispettare. In altri Comuni chi conferisce fuori dall’orario previsto viene anche sanzionato. Un’altra difficoltà che è stata segnalata è quella relativa alle famiglie che sono fuori tutto il giorno e non hanno modo di ritirare il mastello. Ma anche in questo caso c’è una certa elasticità: nulla toglie che i condomini possano organizzarsi e collaborare nel rientrare il mastello del vicino. L’altro problema che non va giù ad alcuni cittadini, è il fatto che il mastello lasciato sul suolo pubblico si possa sporcare prima di essere riportato in casa. Ma la creatività dei molfettesi non ha avuto limiti. Infatti, alcuni condomini si sono ingegnati e hanno trovato delle soluzioni. Alcuni hanno messo una busta sotto il mastello, altri hanno creato un supporto sopraelevato poggiato al muro dove mastelli vengono riposti dall’operatore dopo esser stati svuotati. Quello che si rimprovera all’amministrazione comunale e all’Asm è il fatto di aver pensato a mastelli singoli e non a quelli condominiali, ma come più volte detto anche da Quindici, il mastello condominiale creerebbe lo stesso problema dei cassonetti, in quanto ci sarebbe minore controllo sulla qualità della raccolta e anche sulla quantità. L’obiettivo è la quantità, cioè superare la soglia del 65%, ma bisogna puntare molto sulla qualità perché solo facendo una buona selezione di pla-stica, vetro, alluminio, carta avremo un maggiore ritorno del recupero della materia prima per poi poterla rivendere ai consorzi degli imballaggi, della carta, dell’acciaio, in modo da avere un contributo importante per ridurre il costo del servizio. «Per i grandi condomini è stata offerta la possibilità di chiedere il mastello condominiale, ma ad oggi nessuno ne ha fatto richiesta, perché ciascuno preferisce gestirsi la raccolta in maniera individuale», precisa l’assessore Gadaleta. «Riguardo la differenziazione della plastica – aggiunge –, è sorto il problema della distinzione del sacchetto privo di codice identificativo, da esporre senza mastello per questioni di volume. Per identificare il sacchetto si sarebbero dovuti richiedere dei microchip da inserire all’interno con il codice assegnato all’utente, ma questo avrebbe comportato maggiori costi. Per il momento abbiamo adottato questo sistema ed essendo il sacchetto trasparente c’è possibilità di controllare il contenuto. Anche questa è un’ulteriore prova di senso civico per i cittadini». Per il giorno di conferimento c’è stata la prima settimana di confusione, ma in breve tempo i cittadini hanno memorizzato i vari giorni e tutto procede secondo calendario. L’amministrazione e l’Asm di Molfetta, diversamente da quanto avvenuto in altri Comuni, hanno dato molta importanza alla fase dell’informazione e della sensibilizzazione, infatti con la collaborazione delle parrocchie, nelle scuole a tutti i livelli di istruzione e con le associazioni sul territorio si sono organizzati incontri nei vari quartieri durante tutto il periodo di passaggio, perché solo spiegando bene ai cittadini come effettuare il servizio, quali sono i benefici e i vantaggi che si ottengono con questo sistema, si riesce a condividerlo e ad accettarlo più facilmente. Ci saranno anche altri incontri nei supermercati più frequentati e ai mercati con la collaborazione delle associazioni ambientaliste di Riciclando, Legambiente, Ecoalpha, Terre e Passi da Ciclope che si sono unite in un unico progetto: Mettiamoli alla porta per collaborare durante la fase informativa attraverso banchetti per le strade dove la gente passa e le informazioni arrivano in maniera diretta. Parlando della zona del centro l’assessore ha evidenziato come per questa parte della città si richiede un’attenzione particolare: è la più frequentata ed è importante che il decoro venga salvaguardato. In partenza si sono scelte le zone periferiche per avviare il servizio, registrando eventuali difficoltà in modo da arrivare alle strade del centro quando il sistema sarà consolidato. Si valuterà giorno per giorno in base a come i cittadini risponderanno. Eventuali cambiamenti nel calendario, se ci sarà la possibilità economica di una raccolta in più di una frazione, saranno valutazioni da fare successivamente. Anche per la zona industriale per le utenze non domestiche ci sarà il sistema porta a porta, mentre per le zone di campagna verranno fissati dei punti di raccolta sorvegliati soprattutto per la stagione estiva, per dare la possibilità di smaltire i rifiuti. L’isola ecologica già operativa da tempo a Levante e quella che sarà avviata a breve a Ponente daranno la possibilità a chi produce più rifiuti o a chi vuole smaltirli prima del tempo di poterli depositare negli appositi contenitori

Autore: Leonardo de Sanctis
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