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Quale futuro per la città: candidato sindaco cercansi Dibattito alla Festa dell'Unità sul futuro del centro sinistra a Molfetta
15 settembre 2004

Timidi segnali di ripresa, quelli che vengono dai Democratici di sinistra di Molfetta e dalla loro Festa dell'Unità, realizzata nella villa comunale dal 2 al 5 settembre. Ripresa di un'attività politica che, dopo la campagna elettorale per le provinciali e le europee, e dopo un risultato che proprio incoraggiante non può dirsi, stenta a decollare, con un centrosinistra ancora incerto su quale debba essere la strada del riscatto, quella che dovrebbe, e soprattutto vorrebbe, portare di nuovo al governo della città. Quattro giornate intense, concluse ogni sera dai concerti di “Aritmia mediterranea”. Scenario solito, il kit completo di tutti gli anni, la villa comunale, da salutare con un po' di nostalgia, con il terrore che ce la riconsegnino, dopo i lavori, estranea ed aliena come Piazza Principe di Napoli, gli stand delle varie associazioni presenti sul territorio, il bar per la birra, la lotteria a premi, l'affaccendarsi dei volontari, che per fortuna esistono ancora, ed i dibattiti, tutti con una buona partecipazione di pubblico. Ad aprire, un confronto fra amministratori locali di centro sinistra. Moderati dal giornalista Federico Pirro, hanno discusso del futuro delle autonomie locali, Michele Emiliano, sindaco di Bari, Antonello Natalicchio, sindaco di Giovinazzo, il neo presidente della Provincia, Enzo Divella ed il suo vice, Enzo Lavarra. Un dibattito caratterizzato da una forte critica verso le scelte e soprattutto i tagli del governo Berlusconi, una critica circostanziata, basata sull'esperienza di chi ogni giorno, in città piccole, come Giovinazzo, o cariche di problemi, come Bari, deve rispondere direttamente ai suoi cittadini e non può certo cavarsela con gli slogan che assicurano che le tasse rimarranno uguali o addirittura scenderanno, senza che vi siano tagli o riduzione di servizi. La realtà è quella di uno Stato che assicura sempre meno risorse agli enti locali e che li lascia soli a chiedersi come far quadrare il bilancio, così, posto che certo non si può spegnere l'illuminazione stradale o, come pure in qualche dove è accaduto, lasciare i rifiuti ad ammucchiarsi sulle strade, alla fine sono quei servizi che assicurano qualità della vita a patirne, per gli anziani, i bambini, per la valorizzazione del territorio. Critica che ha investito anche il presidente della regione, Fitto, accusato da tutti gli intervenuti di una gestione troppo centralistica delle risorse, usate più per mantenere reti clientelari che attivare processi di sviluppo. Anche questo, è stato detto, dovrebbe caratterizzare il centro sinistra, la democraticità nelle scelte, la partecipazione reale, il coinvolgimento delle realtà del territorio. Il dibattito è stato caratterizzato anche da qualcosa che a Molfetta manca da troppo: l'ottimismo nel guardare al futuro. Quello immediato delle elezioni regionali. Come in un coretto provato più volte, tutti hanno invocato unità della coalizione ora all'opposizione, assieme alle forze rilevanti della società. Gli uomini sul palco, sempre e solo uomini purtroppo, stavano lì a testimoniare che non solo il centro sinistra ce la può fare, ma che in questo momento può pensare a mettere in discussione il potere di Fitto, fino ad un anno considerato invincibile. A Molfetta c'è anche da guardare più avanti, all'appuntamento del 2006 per il rinnovo dell'amministrazione comunale. Come arrivarci è ancora questione su cui grava una nebbia fitta. Che i diessini hanno provato a diradare organizzando una serata che, sotto il titolo “Un'alternativa per Molfetta”, proprio di questo parlava. A tirare le fila il segretario cittadino, Mino Salvemini, il consigliere comunale, Corrado Minervini, assieme ai segretari di Rifondazione comunista, Gianni Porta, Sdi, Diego Colonna, Margherita, Cosimo Altomare e Comunisti italiani, Franco Cives. Il difficile compito di coordinare e stimolare gli interventi è stato svolto dal nostro direttore, Felice de Sanctis, giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno. Mino Salvemini ha invocato un'iniziativa politica immediata, il lancio di una convenzione programmatica che faccia appello non solo ai partiti dell'opposizione, ma anche a tutte le realtà della città interessate, con la quale si delinei un progetto in radicale alterità politico-culturale a questo centro-destra, un progetto sul quale, ha affermato Salvemini: “Ben vengano, se vogliono, i singoli delusi dal progetto di Tommaso Minervini. La scelta del candidato sindaco dovrà avvenire in un conteso e con modalità permeate da questo spirito”. Un tentativo di avviare un confronto ed un processo accolto, bisogna dire, senza troppo entusiasmo da quelli che dovrebbero essere dei compagni di cammino, sostanzialmente d'accordo nell'additare il degrado della città e nell'affermare la necessità di un cambiamento, ma come, dove, quando, beh, pare ancora tutto da decidere. Se di candidato sindaco e di coalizione a quanto pare non è ancora tempo di parlare, durante la Festa dell'Unità i Democratici di Sinistra di Molfetta hanno provato a discutere almeno di scelte, di controllo del territorio, di tutto quello che poi in genere costituisce materiale per stilare un programma di governo. Due serate, una gestita dalla Sinistra giovanile, e dedicata al tema“Giovani e lavoro nell'era post-industriale”, con la partecipazione dell'economista Gianfranco Viesti, del consigliere regionale Mario Loizzo e di Francesco Calè, della direzione provinciale diessina e l'ultima in cui, sotto la guida di Antonello Mastantuoni, del direttivo cittadino, si è provato a impostare in una maniera nuova la questione ambientalista, declinandola assieme e non in alternativa al tema dello sviluppo, intendendola come risorsa e non semplicemente come vincolo. A partire da due questioni scottanti, l'inceneritore e il Piano delle Coste, recentemente approntato dall'amministrazione comunale e che gli è valso l'assegnazione della “bandiera nera” da parte di Legambiente, ne hanno discusso Sebastiano Venneri, appunto di Legambiente, Massimo Blonda di “Sinistra ecologista”, Rita de Padova, di Banca Etica, e Nicola Martinelli, presidente di “Città Plurale”. Lella Salvemini lella.salvemini@quindici-molfetta.it
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