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Progetto sicurezza, le tecnologie avanzate. Il Rotary di Molfetta incontra Damiano Nappi primo dirigente della Polizia stradale
05 marzo 2017

MOLFETTA - Responsabilità personale e giustizia sociale. Unione tra interesse privato e pubblico. Coesione civile e passaggio dall’ “io” al “noi”, dal particolare al globale. Sono stati questi i temi cardine che hanno tenuto banco durante l’incontro sul tema della sicurezza stradale, organizzato dal Rotary Club di Molfetta e tenutosi presso la sala conferenze dell’Hotel Garden.
Ad introdurre la serata ci ha pensato il presidente del Rotary, Leonardo de Pinto – che dopo i saluti di rito rivolti ai presenti – ci ha tenuto a rimarcare l’importanza di una stretta e necessaria corrispondenza tra la legalità e il senso di responsabilità e corresponsabilità che ben si sposano con i principi rotariani di pace e sicurezza nel mondo (nella foto: Maurizio Altomare, segretario del Rotary, il presidente de Pinto, il dott. Nappi e il presidente incoming Chetta).
La parola è passata poi al relatore, dott. Damiano Nappi - concittadino e primo dirigente della sezione della Polizia Stradale di Bari – che ha sottolineato quanto la strada sia vita ma al contempo un grande pericolo. Se, per un verso rappresenta uno dei mezzi che permette la mobilità sociale – sia essa resa possibile attraverso un mezzo o in qualità di pedone – dall’altro è fonte di incertezze ed insicurezze. Dunque “mettersi per strada” è una cosa seria. Di fatti le cause della maggior parte degli incidenti stradali sono principalmente legate ai comportamenti personali. Quando si guida un mezzo, si è chiamati alla responsabilità verso la propria vita e quella degli altri. Il rispetto di misure semplici e per altro obbligatorie – come l’utilizzo di cinture di sicurezza anteriori e posteriori o del seggiolino per i bambini – contribuirebbe in modo significativo alla salvaguardia di vite umane.
Ma l’abitudine che maggiormente mina la sicurezza stradale è legata alla eccessiva velocità di chi guida che determina, in maniera inconfutabile la severità del danno prodotto. Un’altra pratica malsana è legata all’uso del cellulare mentre si è alla guida. Tale pratica riduce la soglia di attenzione e la prontezza di reazione. Distogliere gli occhi dalla strada anche solo per pochi secondi equivale a percorrere diverse decine di metri completamente alla cieca. Una follia che potrebbe costare molto cara sia a chi conduce il mezzo, sia ai pedoni che agli altri automobilisti.
Per arginare tali fenomeni si è corso ai ripari, in primis attraverso le campagne di sicurezza stradale ovvero l’utilizzo della comunicazione come strumento irrinunciabile di prevenzione. Attraverso le proprie campagne di sicurezza sulle strade, la Polizia Stradale si impegna ogni giorno nelle scuole ed in altri eventi rivolti ai giovani, a diffondere la consapevolezza dei rischi affinché la sicurezza diventi uno stile di vita. In tale direzione è stata anche sviluppata una rete di collaborazioni con istituzioni, enti, associazioni e privati.
L'idea è che solo una sicurezza partecipata e condivisa – come ha specificato Franco Pompilio, ispettore superiore della sottosezione della polizia stradale di Barletta - può consentire il raggiungimento dell'obiettivo della Commissione europea di dimezzare la mortalità per incidente stradale. Ci sono poi i cosiddetti deterrenti. Si tratta autovelox, tutor e dei nuovi “street control”, in pratica una videocamera posta sull’auto di servizio che automaticamente riprenderà e fotograferà le targhe dei veicoli in strada nel raggio di 20 metri inviando il tutto ad un tablet, in uso all’operatore all’interno dell’auto di servizio. In tempo reale i dati del mezzo controllato saranno trasmessi alla banca dati della Polizia Locale che a sua volta dialogando con altri database - come quelli delle Assicurazioni e della Motorizzazione Civile - consentirà, in tempi brevissimi di accertare infrazioni al Codice della Strada, verificare se il veicolo è coperto da un’assicurazione valida, se in regola con la revisione o se oggetto di furto.
Ma lo strumento migliore per contrastare o arginare tali fenomeni è una buona educazione civica che faccia tesoro della regolamentazione di base in uso alla sicurezza stradale nonché al buon senso di ciascuno. Insomma per alzare il livello di sicurezza sulle strade ci vuole un cambiamento culturale, costruito anche attraverso un linguaggio adeguato soprattutto se i destinatari della comunicazione sono i giovani.

© Riproduzione riservata

Autore: Angelica Vecchio
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