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Principi Attivi-Giovani idee per una Puglia migliore, il Progetto Policoro di Molfetta
09 giugno 2008

MOLFETTA - C'è speranza per chi voglia investire sogni e spirito impreditoriale in Puglia. A ribadirlo, presentando il progetto “Principi Attivi-Giovani idee per una Puglia migliore” della Regione, è l'assessore alla Trasparenza, Guglielmo Minervini (foto). La presentazione alla stampa e ai giovani interessati è avvenuta nelle sale del Seminario Vescovile, in collaborazione con il Progetto Policoro, “un progetto diocesano che intende essere vicino ai giovani soprattutto dal punto di vista del lavoro”, ha spiegato Tommaso Amato. “L'imprenditorialità giovanile è un discorso che sta attecchendo anche in Puglia, e con l'equipe del Progetto Policoro, organizzato in moduli e occasioni formative, abbiamo pensato che Principi Attivi facesse al caso nostro. Si tratta di un'occasione concreta, un input lanciato a questa città”. Le motivazioni alla base della nascita dell'iniziativa “Principi Attivi” da parte della Regione (e inclusa nel progetto “Bollenti Spiriti”) sono state illustrate invece da Guglielmo Minervini, che soprattutto ha tenuto a sottolineare “l'aspetto itinerante dell'iniziativa: i ragazzi dell'equipe sono stati in giro per tutta la Puglia, e alla fine totalizzeranno un centinaio di incontri. Si tratta di una novità assoluta per la politica pubblica, spesso pachidermia. Non si tratta di un bando pubblicato, che viene letto e resta lì. Sogno che tutte le amministrazioni capiscano che, nonostante sia faticoso, bisogna operare così: il lavoro che si fa nella fase di promozione, poi trova riscontro nella fase di attuazione”. Andare verso il cittadino in maniera concreta da parte della pubblica amministrazione è dunque, secondo l'assessore, la carta vincente: “Bollenti Spiriti ha questo aspetto qualitativo: sta rinnovando il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione. E' stato un progetto inventato dal nulla, abbiamo iniziato senza un centesimo di euro”. Poi passa a chiarire l'idea di fondo di “Principi Attivi”, legata strettamente all'osservazione della realtà pugliese : “il filo conduttore è restituire sul territorio le opportunità per far emergere le potenzialità giovanili. E' il caso dei laboratori urbani: 44 milioni di euro, più le risorse dei singoli comuni, che hanno creato una rete di 71 città: una capillarità necessaria per sperimentare creativamente le proprie potenzialità. E' così che si cresce. Avremo per la prima volta una rete di 71 luoghi, in cui far venir fuori le vocazioni dei giovani”. Minervini ha brevemente passato in carrellata la storia di Bollenti Spiriti. Il secondo passo è stato “Ritorno al futuro”, che è “un contratto etico. Investiamo su di te e sulle tue risorse, al centro non c'è più la formazione, ma i giovani: ti diamo il primo tassello del tuo progetto di vita. Abbiamo creato tre scaglioni, in base alla destinazione: Puglia, Italia, Estero (in realtà, probabilmente questa discriminante, peraltro inevitabile, ha rappresentato l'unico punto debole dell'iniziativa: per chi avesse scelto come destinazione una località italiana, in base al punteggio ci sarebbe stata la concreta difficoltà di emergere rispetto a chi avesse scelto l'estero, n.d.r.). La formazione di eccellenza la avevi non perché valevi, ma perché avevi economicamente qualcuno alla spalle. Quella in cui chi nasce operaio muore operaio è una società che non va da nessuna parte, non può funzionare così. Oggi, con questo contratto etico, ci sono giovani che si giocano delle cartucce in giro per il mondo. Ed è da questo stesso ragionamento che nasce Principi Attivi”. Un ragionamento che è anche passato per una analisi sul campo, come spiega Minervini: “fu commissionata all' Università di Bari non la solita analisi, bensì partiva da una domanda: in Puglia ci sono anche quelli che non stanno dentro lo stereotipo di aspettare il posto fisso, ma che invece si costruiscono il loro spazio, giovani che si attivano? L' indagine ha detto che anche se in minoranza ci sono, quali percorsi hanno svolto, e una evidente differenza rispetto alla generazioni passate, le generazioni che avevano fasi della vita sequenziali. Questa generazione invece mischia studio, lavoro, e divertimento”. Ed è a questi giovani che concretamente è destinato l'iniziativa: gli interessati, italiani e stranieri residenti in Puglia, dai 18 ai 32 anni, potranno presentare il proprio progetto (durata massima 12 mesi), costituendosi in gruppi informali di almeno due persone, da formalizzarsi legalmente al momento della approvazione del progetto. La somma massima da destinare alla singola iniziativa è di 25.000 euro. Per informazioni dettagliate il consiglio e l'invito da parte dei promotori è di consultare il sito www.bollentispiriti.regione.puglia.it/.
Autore: Vincenzo Azzollini
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