Pasticci nel Pd, Rifondazione non ci sta a candidare Mastropasqua (ex centrodestra). E, in questo clima di confusione, spunta il nome di Pasquale Mancini (ex assessore di destra con Azzollini) per il centrosinistra
MOLFETTA – I pasticci nel Partito Democratico di Molfetta non finiscono mai, a conferma dell’inadeguatezza di una segreteria che non riesce a tenere insieme le varie anime del partito.
Dopo la bocciatura della proposta di sostenere come candidato sindaco Pietro Mastropasqua, già politico del centrodestra, sostenuto da Piero De Nicolo e con il benestare del segretario D’Amato, ora si aprono altri scenari.
Rifondazione Molfetta in un comunicato critica il Pd per le sue scelte ambigue, tra candidati del centrodestra e liste civiche ex Minervini, e il tentativo di dar vita all’ennesima coalizione falsamente civica, per cui dichiara di non partecipare più a questo nuovo tavolo, fino a quando non verrà fatta chiarezza nella scelta di un candidato autenticamente progressista.
Questo il documento di Rifondazione: «Il tavolo del centro sinistra non esiste più, il Pd a Molfetta ne convoca un altro, invitando Pietro Mastropasqua, candidato sindaco del centrodestra alle scorse elezioni, e le liste civiche conservatrici che erano a suo sostegno» scrive Rifondazione Molfetta in un comunicato.
«Ricordiamo anche che, in occasione delle ultime elezioni politiche, proprio Mastropasqua aveva fortemente sostenuto l'attuale governo di centro destra appoggiando la candidatura di Rita Dalla Chiesa.
Questa convocazione sostituisce una precedente convocazione nella quale il Pd aveva addirittura allargato il confronto ad alcune delle liste che avevano condiviso l’esperienza di governo di Tommaso Minervini.
Prendiamo atto della scelta del Partito Democratico di cancellare un anno di lavoro comune e allo stesso tempo di abbandonare la prospettiva di una coalizione progressista per dar vita all’ennesima coalizione falsamente civica, includendo delle liste che ad oggi non hanno neanche mai preso un posizione pubblica nella quale annunciassero il loro passaggio dal campo del centro destra a quello del centro sinistra.
Questa convocazione avviene dopo che diverse forze progressiste, a partire dalla nostra, avevano chiesto di aprire il tavolo alle forze e movimenti di partecipazione attiva che si collocano naturalmente nel campo progressista e che negli ultimi mesi hanno cominciato ad organizzarsi.
A fronte di questa situazione annunciamo pubblicamente che non parteciperemo a questo nuovo “tavolo” e facciamo appello, al Pd e alle forze progressiste che vi partecipano, a ripensare questa scelta per dar vita alla coalizione progressista a Molfetta e a scegliere insieme una candidata o un candidato Sindaco con una storia radicata nei nostri valori.
Si può vincere a Molfetta e lo si può fare nella chiarezza della prospettiva e dei programmi, basta volerlo. In ultimo teniamo a ribadire che abbiamo messo a disposizione del centrosinistra il nostro radicamento, le nostre storie e le nostre battaglie, affinché Molfetta davvero imbocchi la strada del cambiamento. Proprio per questo non accetteremo accordi poco limpidi e minestroni riscaldati, ce lo impone la nostra storia e il rispetto verso il popolo del centrosinistra e verso tutti i molfettesi».
Ma nel Partito Democratico sembra che questo appello non trovi ascolto e si giochi ancora alla ricerca di candidati sindaci improbabili o che difficilmente sarebbero accettati da una coalizione di centrosinistra.
Indiscrezioni dell’ultim’ora darebbero per probabile candidato del Pd, Pasquale Mancini, ex assessore di centrodestra (Forza Italia) dell’amministrazione Antonio Azzollini.
Insomma, siamo in piena era trasformista, come scrive il direttore di “Quindici” Felice de Sanctis, nell’editoriale “Trasformismo, servilismo e silenzi sorprendenti” della rivista mensile in edicola in questi giorni.
La confusione regna sovrana e l’appuntamento delle elezioni amministrative si avvicina. Sarebbe ora che, come è avvenuto in occasione dell’elezione del compianto Guglielmo Minervini, la società civile si dia una mossa, innanzitutto tornando a votare per fare pulizia in questa politica sempre più squallida, che Molfetta non merita.
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