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Partorire con dignità
15 febbraio 2006

Dell'abbandono dei neonati, triste e grave fenomeno sociale che ha profonde radici nella storia e nella cultura femminile di ogni tempo e di ogni luogo, si occupano quasi quotidianamente tutti gli organi di informazione che non mancano di sottolineare dettagli e particolari tranciando spesso anche affrettati giudizi di tipo morale ed etico. Pensiamo che, più che indugiare nel racconto dovizioso dei singoli casi, così come sembra imporre certa cronaca, bisognerebbe soprattutto parlare della tutela giuridica e sociale che la legge prevede per le madri in difficoltà. Proprio a riguardo il ministero per le Pari Opportunità ha avviato una campagna di sensibilizzazione e di informazione rivolta a tutte le donne, italiane e straniere, coniugate e non, che si trovano a vivere il difficile momento della gravidanza e del parto in contesti sociali ed affettivi disagiati. Occorre far sapere che abbandonare un bambino è reato ma che la legge tutela chi vuole partorire in anonimato e desidera lasciare in ospedale il bambino che non vuole riconoscere. Se ciò, comunque, non avviene entro il termine di 10 giorni, il neonato sarà dichiarato adottabile e verrà segnalato al Tribunale per i Minorenni. Non possono essere espulse le donne in gravidanza fino a sei mesi dopo il parto; le straniere non in regola possono chiedere per tutto questo periodo un permesso di soggiorno per motivi di salute usufruendo del Servizio Sanitario Nazionale. Consultori, associazioni femminili che prestano assistenza giuridica e sociale, reparti di ostetricia e ginecologia di tutti i centri ospedalieri pubblici possono offrire aiuti concreti alle donne che ne hanno bisogno. Inoltre è bene ricordare che, in alcuni casi, lo Stato riconosce un assegno di maternità per ogni figlio, anche adottato, il cui importo nel 2005 era di 1.747,00 euro. La domanda va presentata all'Inps entro sei mesi dalla nascita del bambino o dal suo effettivo ingresso in famiglia, ma anche i Comuni possono sostenere le madri in difficoltà economica previa domanda da presentare entro lo stesso termine. In questo caso l'importo è di 283,92 euro mensili per 5 mesi se il reddito della famiglia non è superiore a 29.596,00 euro per nuclei di tre persone e se non si ha altra indennità di maternità. Beatrice De Gennaro
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