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Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea: stop alla precarietà in Puglia
17 novembre 2007

MOLFETTA - Il Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea lancia un appello per lo stop alla precarietà in Puglia. Ecco il comunicato: «La grande manifestazione di Roma del 20 ottobre contro la precarietà del lavoro ha confermato la necessità di superare la legge 30 fatta dal Governo Berlusconi, riaffermando la centralità del contratto di lavoro a tempo indeterminato e dando forza alle richieste di modifiche migliorative dell'Accordo sul protocollo del welfare, provenienti dal mondo del lavoro e consistenti in: riduzione della possibilità di accendere contratti a termine e la loro non ripetibilità; cancellazione dello staff-leasing e del lavoro a chiamata; misure per combattere il lavoro straordinario decontribuito. Nel frattempo risultati tangibili contro la precarietà arrivano nei territori dove Rifondazione Comunista è al governo con ruoli di responsabilità, dimostrando con i fatti che la precarietà può essere contrastata e battuta, se lo si vuole veramente. Il governo regionale presieduto da Nichi Vendola ha varato il piano di stabilizzazione del personale precario della sanità. Grazie a questo provvedimento 4.000 lavoratrici e lavoratori saranno assunti a tempo indeterminato nel giro di pochi mesi. Allo stesso modo Rifondazione Comunista rinnova il suo appoggio alle lavoratrici e ai lavoratori di Molfetta e Terlizzi della Holding Ciccolella impegnati in una difficile vertenza intrapresa dalla Flai-Cgil per la ricerca di un accordo che tuteli la sicurezza sul lavoro, la centralità del lavoro a tempo indeterminato contro la precarietà e che stabilizzi le posizioni dei lavoratori. Siamo convinti che la risoluzione positiva e serena di questa vicenda possa essere stimolo indiretto al miglioramento delle condizioni generali di lavoro nelle nostre terre, che spesso vedono sfruttamento e violazioni. Per questo auspichiamo fortemente che tale vertenza trovi uno sbocco positivo con l'apporto decisivo che può dare la Regione Puglia, sempre disponibile alle innovazioni economiche e al supporto delle realtà imprenditoriali più vivaci ma sempre inflessibile per quanto attiene alla difesa dei diritti e della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori. Fermare la precarietà si può. Fermare la precarietà si deve».
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